martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Lotta alla povertà. Platea di beneficiari a 2,5mln
Pubblicato il 27-11-2017


Povertà-Italia-ISTATIl Reddito di Inclusione (Rei) la nuova misura di contrasto alla povertà legata alla condizione economica sarà attiva dal primo gennaio e si “stima” che i potenziali utilizzatori – non si può calcolare quante saranno effettivamente le domande – “saranno 1,8milioni di persone con i parametri di oggi, cioè 500 mila nuclei familiari. A luglio prevediamo che si incrementi la platea di 200mila nuclei familiari per arrivare a 2,5 milioni di persone”. A fornire i numeri del bacino potenziale che usufruirà del Rei è il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, durante la presentazione a Milano. E a proposito del capoluogo lombardo l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha aggiunto che saranno 5mila i nuclei familiari che potrebbero beneficiare del Rei.

“È un passo importante su una strada ancora lunga e che potrà realizzarsi solo grazie a una larga collaborazione con tutti i soggetti – ha osservato Poletti – . È un tema che ha bisogno di una grandissima capacità di collaborazione. E, essendo la prima esperienza che realizziamo abbiamo bisogno di fare un report trimestrale, in modo che tutta la comunità sappia ciò che sta accadendo”. Come ricorda il ministro, insieme al presidente dell’Inps Tito Boeri, dal primo dicembre sarà possibile presentare le domande se si è in possesso dei requisiti familiari (come la presenza di un minorenne o di una persona con disabilità) ma già a partire dal primo gennaio 2018 verranno introdotte alcune modifiche di tipo estensivo previste dalla legge di bilancio. La modifica più importante decorrerà dal primo luglio 2018, quando verranno meno tutti i requisiti familiari: la misura si baserà esclusivamente sul reddito diventando universale.

Il Rei è finanziato con le risorse del fondo povertà: 1,845 miliardi di euro in parte destinati a rafforzare i servizi. Il punto di partenza erano stati i 50 milioni di euro una tantum del 2012. La svolta è avvenuta nel 2017 con il nuovo Sia, il sostegno per l’inclusione attiva, che il governo ha inserito come misura ponte fino all’introduzione del Rei. Ma la legge di bilancio in discussione in Parlamento già rilancia: 300 milioni di euro in più nel 2018, 700 nel 2019, 900 dal 2020. Tenuto conto del Pon inclusione (1,2 miliardi per sette anni. Il piano è settennale, e riguarda gli anni dal 2014-2020. Ma i suoi fondi saranno spesi tra il 2017 e 2023), il Rei sostituirà il Sia, e sarà erogato già a partire da gennaio 2018. “Il fatto di aver messo nella legge il fondo alla povertà – ha osservato il ministro Poletti – è la prima garanzia che queste cose le potremo fare. Sappiamo che nei prossimi anni avremo le risorse. Sta a noi adesso”.

Il Presidente Inps Tito Boeri approfitta della presentazione a Milano del reddito di inclusione per lanciare una frecciata a “certi” partiti e sindacati che sono concentrati solo sulle pensioni e non su altre misure, come per esempio quelle sul contrasto alla povertà. “ll reddito di inclusione è una svolta epocale, ma è solo un primo passo. Bisognerà impegnarsi in Italia, in futuro, per aumentare la dotazione delle misure di contrasto alla povertà. Credo che questo debba essere anche un monito ad alcuni partiti politici e forze sindacali – sottolinea Boeri – che chiedono ancora più risorse per le pensioni quando già nella legislazione vigente siamo destinati a superare il 18 per cento di spesa pensionistica sul Pil. E invece non sembrano preoccuparsi di potenziare le misure di contrasto alla povertà”. A stretto giro la risposta della Cgil: “Forse il presidente dell’Inps dimentica che il Reddito di inclusione nasce da una proposta costruita e avanzata dall’Alleanza contro la Povertà in Italia, di cui Cgil, Cisl e Uil sono soggetti promotori”. “Come sindacato – continua la nota della Cgil nazionale – ci battiamo quotidianamente contro la Povertà anche sul versante del diritto al lavoro, principale strumento di contrasto all’esclusione sociale”. Inoltre, sottolinea la nota, “ricordiamo a Boeri che lo scorso 2 ottobre i segretari generali Camusso, Furlan e Barbagallo hanno rivolto un appello a Governo e Parlamento per chiedere l’incremento delle risorse per il Fondo per la lotta alla Povertà in legge di bilancio e la definizione del Piano pluriennale”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento