martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Luca Pellegri
E se è una femmina si chiamerà… Futura
Pubblicato il 06-11-2017


La novità della Settimana è la scelta – dopo il Congresso di Radicali Italiani – di dare vita insieme al PSI, Verdi e, forse, con il mondo che in qualche modo si richiama a Giuliano Pisapia, ad un progetto politico che sfoci in una Lista autonoma alle prossime Elezioni Politiche, nel campo del centro-sinistra.

Non si tratta di un’ammucchiata caotica e divergente costruita per raccogliere voti per poi, ad urne chiuse, dimenticarsi della responsabilità della rappresentanza. Si parte, invece, da un terreno comune, storico e culturale, per dare voce a chi percepisce un vuoto nel panorama politico Italiano nei territori della Sinistra di governo, e che negli ultimi anni è stato quasi costretto a votare “il meno peggio” o, addirittura, ad astenersi.

Il terreno comune è quello dei Diritti Civili che da sempre si devono accompagnare ai Diritti Sociali; un Pensiero Ecologico moderno – che vede nella nella sostenibilità ambientale una grande chance di progresso economico, coesione sociale, sviluppo di una nuova visione industriale – e un Civismo diffuso attento al proprio campanile, ma mai campanilistico.

Infine, fortemente legato all’idea di uno sviluppo dell’Europa in senso federalista, più politica che contabile, più solidale che sovranista, più protagonista in un Mondo rimpicciolito, in cui solo le grandi potenze hanno reali possibilità di costruire benessere e sicurezza per i Cittadini e di redistribuire le ricchezze che i nuovi soggetti economici globalizzati accumulano e sequestrano; soggetti economici slegati dai territori e spesso dall’Economia reale, ormai astratti, quasi metafisici.

Un Europa che investe in ricerca, tecnologia e sviluppo immettendo nel sistema una mole di risorse che nessun Stato-Nazione oggi è in grado di sostenere e, all’interno di un quadro Continentale più vasto, un’ Italia che protegge e cura il proprio meraviglioso e fragile Territorio, che esalta il proprio patrimonio di Bellezza, che fa programmazione industriale guardando al futuro privilegiando una manifattura ad altissimo valore aggiunto, in grado di creare un’ Occupazione qualificata e stabile.

Per meglio capirsi l’Italia, più che produrre automobili, deve produrre i robot che sostituiranno gli operai di linea, produrre sistemi di irrigazione a basso consumo e basso impatto ambientale, fare nuovi brevetti e poi vendere la propria opera nel Mondo. L’Italia ha questa vocazione da sempre ed è ora di riportarla in auge e farne Sistema.

Quando, negli ultimi due anni, si è pensato, elaborato, lavorato per riunire le culture Socialiste, Radicali, Ambientaliste in un unico progetto politico, a chi scrive queste righe – nel gioco delle libere associazioni, di derivazione psicoanalitica – è emersa inconsciamente una definizione: “serietà Repubblicana”. Una definizione, in ultima analisi, un po’ amara che deriva dalla percezione di un’ assenza, di un desiderio irrisolto, ma anche di una speranza.

Nella comoda e, un po’ ipocrita, sentenza di morte di tutte le ideologie, abbiamo assistito ad un progressivo svuotamento di contenuti e di capacità di avere uno sguardo lungo in Italia, in Europa, nel Mondo, prova ne siano i circa 600 cambi di casacca Parlamentare in questa Legislatura.

Il mondo post-ideologico non è stato riempito di idee e di ideali, si è dato per scontato quello che non lo è per definizione, la Democrazia e la Pace. Si è cercato di curare i malanni della Società contemporanea con i cerotti, piuttosto che intraprendere un piano terapeutico, più faticoso e ambizioso, certo, ma in grado di curare e guarire; si sono preferiti i bonus piuttosto che affrontare la struttura di un turbocapitalismo nichilista e distruttivo, che tanto ricorda i “robber barons” di fine Ottocento, che nel caotico sviluppo della rivoluzione industriale portarono alla Grande Depressione del 1929 ed alle tragedie assolutiste che ne derivarono.

La proposta Socialista, Radicale, Ambientalista non ha la presunzione di cambiare da sola il Mondo, ma quella di fare un passo in avanti, sì.

Luca Pellegri

“E chissà come sarà lui domani
Su quali strade camminerà
Cosa avrà nelle sue mani, le sue mani
Si muoverà e potrà volare
Nuoterà su una stella
Come sei bella
E se è una femmina si chiamerà Futura”

(Lucio Dalla, Futura, 1980)

Luca Pellegri

Commissione Nazionale Garanzia PSI

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