martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Anche la politica deve avere un Credo
Pubblicato il 20-11-2017


Noto che in giro, e a tutti i livelli, ci sono molti che “si sono fatto il nome e vanno rubando” . Dall’alto della loro popolarità, emettono giudizi su tutto. Un argomento, che è diventato un “mantra” è il seguente: “La socialdemocrazia e il liberismo sono morti”. Non chiariscono da dove hanno dedotto questa Fake News. Qualche “opinionista” sentenzia: “Dai risultati elettorali”, manifestando approssimazione. Ho notato che i più convinti e ostinati nel sostenerlo sono quelli che hanno perso la loro identità politica. Non si capisce che alle elezioni sono candidate persone, che, possono utilizzare i simboli, anche, senza assorbirne i valori.

La storia è piena di esempi del genere. Domandiamoci, perché liste con lo stesso simbolo ottengono risultati diversi. Questa premessa, serve per capire CHE FARE, per uscire dal marasma concettuale attuale. Dovremmo adeguare, alla realtà attuale, il metodo seguito dai fondatori dei movimenti popolari. Partire da quello dei socialisti utopisti inglesi, del ‘700, che cercavano proposte utili a neutralizzare gli effetti della “rivoluzione industriale” , che aveva espulso lavoratori e fatta aumentare la disperazione sociale. Dobbiamo prendere atto che stiamo vivendo un’esperienza simile, invece della spoletta, però, ci sono i robot. Questi creano lavoro in Corea del Sud e lo riducono in Occidente ( Kai-Fu Lee).

Purtroppo, la politica attuale danneggia, non aiuta. Quando fu organizzata Tangentopoli, sostenevo che bisognava buttare l’acqua sporca, ma salvare il bambino, cioè i valori dei partiti storici: DC, PSI, PRI, PSDI e PLI. Purtroppo, ciò non avvenne, anche perché molti erano di poca fede e con una storia non limpida. Interi Gruppi Dirigenti crollarono sotto il peso del giustizialismo e del populismo Berlingueriano, lasciando il campo a chi, poi, si è dimostrato non adeguato. I poteri forti internazionali, uscirono dalle Caverne e piazzarono i loro uomini.

La caduta del muro di Berlino uccise anche il Partito, che poteva contrastarli. Il potere economico da portinaio del potere politico, diventò proprietario del Palazzo. Da allora è stato un crescendo e un minuendo: le privatizzazioni crescevano, togliendo società attive allo Stato e i diritti diminuivano. Quando il potere è stato gestito dagli eredi del PCI ( cosa 1 e Cosa 2), c’è stata l’esplosione della bomba mercantilistica e la distruzione delle leggi frutto dei valori cristiani, socialisti, repubblicani ed anche liberali . Tutto viene giustificato con frasi stupide ( sono cambiati i tempi, il mondo è globalizzato, ci vuole efficienza, è finito il tempo del posto fisso e i giovani devono voler lavorare). Come conclusione, si accetta quello che passa il convento. Se si fanno delle osservazioni, si viene tacciato di populismo. I poteri forti, con i loro tempi ecclesiastici e gli “algoritmi dei templari” fanno il bello e il cattivo tempo. Culturalmente, spingono verso i loro interessi: aumento della popolazione ( perché devono aumentare i consumatori), ridimensionare la classe media, trasformare i posti fissi in precari, fare aumentare l’insicurezza, ecc.

Nessuno si chiede verso quale modello di società dobbiamo andare; quale deve essere il rapporto con la natura; la differenza tra crescita e sviluppo; il rapporto tra cultura ed economia. E’ stato azzerata la nobile politica. Per avere il popolo come inconsapevole alleato, hanno neutralizzato il CREDO, sostituendolo con il “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Chi sta pagando di più è la sinistra. Luca Ricolfi si è chiesto come mai la sinistra è diventata antipatica e viene abbandonata dagli elettori . Implicitamente si richiamano i cattivi esempi dati da settori consistenti di quel mondo. Secondo me, non può esistere la SINISTRA senza un CREDO (unione di valori), bussola per scelte a difesa dei diritti dei lavoratori; della famiglie; dell’armonia tra i territori; della politica come scelta per il bene comune; di una giustizia, basata sulla saggezza e non affidata ad arbitrarie interpretazioni; di una scuola pubblica; ecc.

Alla sintesi di questi valori possiamo dare anche un nome, come avviene in tanti Paesi Europei. Ci può essere anche una distinzione tra laici e non laici, importante è la direzione di marcia. E’ bene che “ i piazzisti”, che vanno in televisione, si rendano conto che attaccare gli altri, ricorrendo a metodi e a parole del passato è controproducente. E’ finito il tempo di avere una parola per ogni occasione. Quando uno parla, può provocare, in chi ascolta, una affermazione:-Ti conosco mascherina. Spero che venga ripristinato il CREDO (laico).

Luigi Mainolfi

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