mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Manovra: emendamento Psi per stabilizzare ricercatori
Pubblicato il 15-11-2017


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Il Psi ha presentato un un emendamento alla Legge di Bilancio, depositato a prima firma del capogruppo socialista al Senato, Enrico Buemi. L’emendamento è volto a garantire un piano di superamento del precariato negli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) vigilati dal Miur e prevede la possibilità di trasformare rapporti lavorativi a tempo determinato istituiti su fondi ordinari in contratti a tempo indeterminato, senza oneri aggiuntivi per la spesa pubblica. Non essendo stata consentita per anni un’adeguata pianificazione a medio-lungo termine delle attività di ricerca, il precariato rappresenta una barriera alla capacità di imporsi nel panorama della ricerca internazionale e allo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza. Stabilizzare il personale precario consentirebbe di invertire questa tendenza e di rilanciare il ruolo degli EPR.

IMG_1574L’emendamento è stato illustrato in una conferenza stampa a cui hanno partecipato, oltre a Buemi, Pia Locatelli, Capogruppo del Psi alla Camera dei deputati; Oreste Pastorelli, deputato e Tesoriere del Psi. È intervenuti anche una delegazione del gruppo PU-CNR composta da Marco Girolami, Danilo Durante, Principia Dardano, Giovanna Occhilupo.

L’emendamento alla legge di stabilità per stabilizzare i precari degli enti pubblici di ricerca presentato dai socialisti spinge per “ricollocare risorse essenziali alla creazione di condizioni sostenibili e dignitose di lavoro per le migliaia di lavoratori precari della ricerca”. “L’obiettivo – ha spiegato Buemi in conferenza stampa – è aprire un percorso per utilizzare risorse già esistenti nel settore. Vogliamo risolvere la problematica dei ricercatori precari, con un’estensione anche ai tecnologi”.

Sì, perché la platea di chi chiede una stabilizzazione potrebbe essere “anche più ampia. Alcuni, ad esempio, svolgono non un lavoro di ricerca, ma di supporto. Penso ai tecnici informatici ad esempio, o ai ricercatori inquadrati come amministrativi”. L’emendamento presentato costituisce un fondo per l’attuazione nel triennio 2018-2020 del piano di superamento del precariato. “Le risorse sono già previste- ha concluso Buemi- se poi ci fosse modo di aggiungerne altre…ma ci credo poco”.

L’emendamento, se approvato, sarebbe a costo zero perché utilizzerebbe la quota premiale del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca. Verrebbero utilizzati 46,6 milioni per il 2018, 93,2 milioni per il 2019 e 140 milioni per il 2020. “Il Governo e la relatrice – ha assicurato il senatore socialista Buemi – sono stati attivati”. L’emendamento è stato firmato anche da Di Giorgi (Pd), Bocchino (Sel) e Orellana. La vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha assicurato l’appoggio dell’intero gruppo Pd.

“I ricercatori precari sono circa 8200 – ha detto ancora Buemi – e per stabilizzarli tutti servirebbero 400 milioni. Questi 40 milioni aprirebbero la strada. L’emendamento va approvato, perché se l’Italia non investe in questo settore il nostro futuro sarà più difficile del presente”. Pia Locatelli, presidente del gruppo Psi alla Camera, ha sottolineato che l’Italia spende per la ricerca solo l’1,5% del pil, ma “l’obiettivo rimane il 3% del pil tra pubblico e privato. I socialisti hanno sempre sostenuto gli stanziamenti per la ricerca”.

Per Oreste Pastorelli i ricercatori arricchiscono l’Italia e sono lavoratori che vanno difesi. “Ci siamo incontrati con una rappresentanza dei ricercatori precari nei giorni scorsi – ha spiegato Pastorelli –  e abbiamo tracciato un percorso da intraprendere. Loro non vogliono né favori né privilegi, vogliono solo lavorare con dignità e hanno tutto il diritto di farlo. Chi ha lavorato vent’anni, contribuendo in maniera concreta alla ricerca italiana, va difeso dalla politica. Il Paese ha bisogno di queste professionalità”. Marco Girolami e Giovanna Occhilupo, rappresentanti dei ricercatori precari al Cnr, hanno ringraziato il Psi e Nencini per l’impegno profuso, auspicando che l’emendamento possa essere accolto dall’intero Parlamento.

L’emendamento, promosso dal segretario del PSI Nencini,  costituisce un fondo per l’attuazione nel triennio 2018-2020 del piano di superamento del precariato, introdotto dall’articolo 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, negli enti pubblici di ricerca (EPR) vigilati dal MIUR. Il D. Lgs. 75/2017 prevede la possibilità di trasformare rapporti lavorativi a tempo determinato istituiti su fondi ordinari in contratti a tempo indeterminato, dunque senza oneri aggiuntivi per la spesa pubblica.

La situazione di stallo in cui versano molti EPR è alla base del precariato cronico che limita la capacità del Paese di poter rilanciare l’economia. Il precariato, non consentendo un’adeguata e strategica pianificazione a medio-lungo termine delle attività, rappresenta una barriera alla capacità di imporsi nel panorama sempre più competitivo della ricerca internazionale. Inoltre rappresenta una barriera allo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza, determinando un’emorragia degli investimenti italiani in ricerca verso altri Paesi Europei. Stabilizzare il personale precario consentirebbe di invertire questa tendenza, e di rilanciare il ruolo degli EPR  come volano di sviluppo economico e sociale.

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