lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti: da luglio – 67% gli sbarchi in Italia
Pubblicato il 30-11-2017


Sbarchi migranti

Si chiudono oggi i lavori del quinto vertice Unione Africana-Unione Europea, ad Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio. In agenda, lo sviluppo economico dell’Africa come strumento per meglio regolare i flussi migratori: in particolare lo sguardo è concentrato sulla necessità di dare lavoro ai giovani africani attraverso la promozione dell’imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro, in modo che non si imbarchino in pericolose avventure senza speranza.

Nella prima giornata di lavori, l’Unione Africana (Ua) ha fatto appello direttamente ai leader europei perché investano sulla gioventù africana a vantaggio del futuro di entrambi i continenti e per fermare l’esodo dall’Africa all’Europa. Il presidente dell’Unione Africana (Ua, il guineiano Alpha Conde’, ha detto che “oggi più che mai è necessario promuovere meccanismi per i giovani” e in particolare “per le donne e la protezione delle ragazze” a causa dell’aumento demografico che si registrerà nei prossimi anni nel continente africano. Lo slogan del vertice, il primo che si tiene in un Paese sub-sahariana, è “Investire nella gioventù per lo sviluppo sostenibile”, e il leader africano hanno insistito anche sulla necessità di dare istruzione ai giovani africani.

“L’Africa ha deciso di parlare con una sola voce e farsi carico del loro destino”, ha detto Conde’ Il 60% della popolazione in Africa è sotto i 25 anni e oltre il 31% dei giovani africani non riesce a trovare lavoro, un motivo di preoccupazione per il continente e di cui l’Europa deve essere consapevole. Il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, ha sostenuto che “senza un grande investimento in questa gioventù africana, l’Africa e l’Europa non avranno futuro”. Secondo Mahamat, “la nostra giovinezza è un vantaggio” e loro, i giovani, “devono essere al centro delle nostre azioni”.

Anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha riconosciuto la necessità di un piano di investimenti che dia “soluzioni concrete ai giovani africani” e non rimanga sul piano delle “mere buone intenzioni”.

Resta il nodo del riequilibrio dei fondi europei per l’Africa, già sollevato dal premier Paolo Gentiloni, con Italia, Germania e Commissione europea che finora sono state le uniche a impegnarsi: dei 3,1 miliardi di euro del Fondo fiduciario per l’Africa, 2,9 miliardi li ha mesi Bruxelles. Roma con un centinaio di milioni e Berlino con 33 (più 54 promessi) sono le uniche capitali a contribuire in modo significativo. I fondo serviranno anche per allargare i corridoi umanitari per i rifugiati e per intensificare i rimpatri dei migranti bloccati in Libia (sono stati 13.000 da inizio anno).

Intanto, dopo il clamore suscitato dall’inchiesta della Cnn sulla tratta degli immigrati rinchiusi nei campi libici, la Libia ha accettato di consentire l’evacuazione di emergenza dei migranti vittime di trafficanti di esseri umani. I governi di nove paesi europei e africani, tra cui la Libia, hanno deciso insieme alla Ue, all’Onu e all’Unità Africana di organizzare “operazioni di evacuazione d’emergenza estrema nei prossimi giorni e settimane” dei migranti che si trovano in Libia perché vittime della tratta. La decisione è stata presa in una riunione cui hanno preso parte nel particolare la Francia, l’Italia, la Spagna, il Ciad, il Niger la Libia il Marocco e il Congo. Da parte sua la Libia ha “ribadito di voler contribuire a identificare gli accampamenti dove si sono registrati atti di barbarie. Ed il presidente Sarraj ha dato il suo assenso per l’accesso” a queste strutture.

Intanto dal Viminale arrivano gli ultimi dati sugli sbarchi in Italia: dal 1 luglio ad oggi sono sbarcati 33.288 Migranti sulle coste italiane, vale a dire il 67,61% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando ne arrivarono 102.786. Dai dati del Viminale emerge inoltre che dall’inizio dell’anno il calo si assesta al 32,35%: a fronte dei 173.008 sbarcati nel 2016, quest’anno ne sono arrivati 117.042, dunque 55.966 in meno. Quanto alla Libia, nel mese di novembre si è registrato un calo del 65,31% delle partenze, passate dalle 13.581 del 2016 alle 4.711 dell’ultimo mese.

Luigi Grassi

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