lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Nitto Atp Finals. Dimitrov incoronato a Londra miglior tennista dell’anno
Pubblicato il 22-11-2017


dimitrovAppuntamento decisivo per i tennisti più forti del circuito Atp a Londra per le Nitto Atp Finals. Dopo le Next Gen Atp Finals di Milano, questo evento serviva a decretare il miglior tennista dell’anno, dopo aver “eletto” con quelle nostrane il più giovane talento. Una sorta di Laver Cup, con due gruppi: uno intitolato a Pete Sampras (assente), l’altro a Boris Becker (presente). È stato proprio quest’ultimo a premiare il vincitore, portando la pesantissima e maestosa coppa. Pesante anche perché valeva 1500 punti per il tennista più forte del 2017 che qui ha trionfato, ovvero il bulgaro Grigor Dimitrov, e un assegno di due milioni e mezzo di dollari; contro i 1300 punti e un milione 315mila dollari di montepremi per il finalista: il belga David Goffin. Nella finale ne sono successe delle belle; ad assistere Ivan Lendl, Matts Wilander e David Beckam. Viceversa, tra gli ospiti d’eccezione del torneo, si è vista (tra gli spalti nel team di Dominic Thiem, affianco alla sua mamma) la francese Kiki Mladenovic. Se le Atp Finals di Milano (cui ha assistito nella finale anche la nostra Roberta Vinci, oltre a Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli) avevano regalato una sorpresa con la rivelazione di Chung, non meno sorprendenti sono state le Atp Finals di Londra dalla 02 Arena.
La finale. Innanzitutto l’ascesa esponenziale di Grigor Dimitrov, che diventa n. 3 del mondo, scavalca anche Alexander Zverev e guadagna circa 14 posizioni quest’anno, entrando tra i dominatori assoluti. Fuori Nadal, costretto al ritiro per il grave infortunio al ginocchio, nel match successivo sembrava out anche David Goffin (sempre per un problema al ginocchio: il belga ha giocato con una vistosa fasciatura). Tutti pensavano si sarebbe ritirato e soprattutto che non sarebbe potuto essere competitivo, dopo la sconfitta con Dimitrov per 6/0 6/2 (sbarazzatosi del lucky loser ripescato Carreno Busta con un doppio 6/1). Invece è arrivato in finale e ha lottato contro il bulgaro, portando il match al terzo set. All’inizio non una partita entusiasmante, con i due tennisti molto tesi ed emozionati. Nonostante percentuali lievemente migliori per Goffin, è Dimitrov a portare a casa il primo set per 7/5, giocando bene soprattutto gli ultimi due game in maniera più incisiva e aggressiva. David ben lo stava “legando” con scambi sul rovescio in back del bulgaro che non gli facevano male e che gli permettevano, poi, di spingere con il suo dritto e di spostare da fondo Grigor, impedendogli di venire in attacco a rete (dove è un falco) e facendolo correre molto. Nel secondo il bulgaro ha quattro palle break nel primo game d’apertura che non sfrutta, poi ha una nuova opportunità di fare break al belga sul 3-2, ma succede l’imprevedibile: sul 30-40 a suo favore, c’è l’overruling di Lahyani che chiama la palla di Goffin buona, invece che out come il giudice di linea; il belga vincerà il set per 6/4 e Dimitrov non riuscirà a salire 4-2. Nel terzo set parte bene il belga, che sembra favorito, ma al bulgaro poi riuscirà l’impresa mancata nel secondo set e farà break al belga sul 5-3 chiudendo per 6/3. Ma, oltre a complimentarsi con Goffin per l’ottimo lavoro svolto con il suo team (grande sportività dei due, che si sono abbracciati sinceramente a fine partita), l’augurio per ulteriori soddisfazioni future (entrambi quest’anno hanno vinto tre tornei) e per l’impegno di Coppa Davis di Goffin con il Belgio. Onore al merito al belga, che si dimostra un giocatore insidioso con la sua regolarità (lo stesso Dimitrov ha corso tanto). Non facile giocare una finale in cui la maggior parte del pubblico tifava Dimitrov (molte volte hanno disturbato il belga sul suo servizio ed è dovuto intervenire Lahyani). In più veniva da un suo successo personale: aver battuto in tre set (per 2/6 6/3 6/4), in rimonta quando era sotto di un set, Roger Federer fino a quel momento strepitoso e impeccabile; ha imbrigliato lo svizzero con lo scambio sul suo rovescio, impedendogli di venire avanti a rete a chiudere il punto con pochi scambi. E qui a Londra è anche stato in grado di battere Rafael Nadal in un match strepitoso e lottatissimo: 7/6(5) 6/7(4) 6/4 il punteggio con due tiebreak eccezionali.
Goffin si è continuato, successivamente, a dimostrare un “vincente” conquistando il primo incontro nello scontro di Coppa Davis con l’Australia (sulla terra rossa) 7/5 al quarto set contro Millman (dopo aver perso il primo set al tie-break).
Oltre a Federer, che tutti davano per vincitore assoluto, escono inaspettatamente Thiem e Zverev. Il primo, troppo falloso (ha commesso davvero tanti errori, soprattutto di rovescio) vince in tre set sul ripescato Carreno Busta al posto di Nadal per 63 36 64, venendo a capo di un match non facile (lo spagnolo stava entrando sempre più in partita e in controllo del match; poi, però, perde malamente sia con Goffin (addirittura in due set netti per 64 61) che con Dimitrov (per 63 57 75). L’altro da un buon Jack Sock (per 64 16 64 in un match molto altalenante), poi liquidato da Dimitrov in tre set (per 4/6 6/0 6/3, dopo aver perso il primo sempre più in partita) come lo spagnolo dal belga. Poi il tedesco sarà – al turno successivo – protagonista di una partita particolare con lo svizzero: 7/6(6) 5/7 6/1. Perde malamente il primo set, soprattutto perché gioca malissimo il tie break finale decisivo, ma comunque buono l’equilibrio che riesce a tenere con l’elvetico (più esperto, con cui si aggiudica il primo set); poi gioca molto bene il secondo set, invece, che porta a casa per 7/5; infine, inspiegabilmente, perde il terzo nettamente, inaspettatamente. Sicuramente positivo per lui il fatto di riuscire a recuperare, dopo essere sotto un set; ma deve lavorare sul fatto che poi crolla al terzo: problema di stanchezza fisica e quindi di tenuta fisica o mentale e di perdita di concentrazione? A fine stagione tutto può succedere e su questo aspetto potrà lavorare bene con Ferrero. Per lui, sicuramente, sarà fondamentale trovare più costanza e continuità durante i singoli match; a quel punto potrà veramente ambire a diventare n.1.
Ma è sembrato quasi come se, soprattutto il tedesco, non riuscisse a spingere la palla, come se la superficie fosse troppo lenta e pesante e la palla si piantasse e non rimbalzasse sufficientemente; ovviamente sia Thiem che Zverev prediligono una superficie più veloce. Infine, precisazione doverosa, il fatto che si giocava con le regole classiche del tennis mondiale e non con quelle “nuove” testate in via sperimentale alle Next Gen Atp Finals di Milano.

Barbara Conti

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