martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

VITTORIA DI PILLO
Pubblicato il 20-11-2017


pillo

Le elezioni al X municipio romano, che comprende la popolosa Ostia, hanno sancito la vittoria del Movimento 5 Stelle. Una vittoria di Pirro, facendo un facile gioco di parole con il nome della neo presidente Giuliana Di Pillo, hanno detto i primi commentatori, per la bassa affluenza alle urne. Un crollo che però non danneggia la candidata M5S, che in base ai dati trionfa nella corsa per la presidenza sfiorando il 60% delle preferenze, contro un 40% scarso di Monica Picca del centrodestra. Un risultato che consegna ai cinquestelle uno dei pochi territori della capitale che ancora non governavano e spazza via per il momento le nubi sulla giunta di Virginia Raggi, per la quale l’elezione costituiva una prima verifica indiretta. “Fuori la criminalità, non scendiamo a patti con nessuno” ha dichiarato la neo presidente eletta nel corso di una conferenza stampa. Mentre la sfidante Picca accusa: “Vittoria Di Pillo sporcata dai clan”.

Di certo le vicende traumatiche delle ultime settimane non hanno spinto i cittadini ad andare nelle 183 sezioni elettorali, che erano sorvegliate da 400 agenti in più. È del 33,60% l’affluenza alla chiusura dei seggi. Al primo turno era stata del 36,10%, secondo il sito del Campidoglio: il calo è quindi di oltre il 2,5%. Nel 2013, alle ultime Municipali svoltesi anche nel territorio di Ostia, l’affluenza era stata del 52,8%, quindi in quattro anni si sono persi oltre 20 punti percentuali. Alle Comunali del 2016, nelle quali non si votò per il Municipio di Ostia in quanto commissariato, l’affluenza era stata del 56,11%.

Chi deve fare autocritica e i conti con se stesso è evidentemente il centrosinistra, escluso dal ballottaggio. “Chi è causa del suo mal – ha detto in una nota Fabrizio Cicchitto di Alternativa Popolare – pianga se stesso. Un centrodestra molto spostato a destra come è avvenuto a Ostia va incontro a una inevitabile sconfitta”.

Ma chi deve fare autocritica è soprattutto il centrosinistra che non è giunto, come in Sicilia d’altronde, al ballottaggio sancendo un distacco preoccupante dal proprio elettorato. “Per quanto rappresenti un test limitato in una procedura elettorale di ballottaggio – afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio – la diserzione delle urne ad Ostia confermerebbe la preoccupante tendenza di un popolo che non partecipa più al rito democratico del voto. L’Italia così si restringe solo alla parte di elettorato che esercita il diritto di voto e che rischia di diventare minoritaria. E’ un problema serio, di cui tutta la politica deve farsi carico: non aiuta certamente a ricomporre il rapporto con la gente il teatrino delle trattative tra sigle per i patti di coalizione. Aiuterebbe, invece, l’attenzione ai contenuti e alle idee”. Athos de Luca del Partito e candidato presidente del Pd offre la sua lettura del voto: “Le vicende di Casa Pound, degli Spada e l’incendiodella sede PD, hanno spinto molti elettori del centro-sinistra ad andare a votare contro la destra. Premiati, così, immeritatamente i 5 Stelle incapaci di governare e di voltare pagina nel X Municipio, contro i poteri paralleli, mafiosi e lobbisti che condizionano la vita democratica e l’emancipazione sociale, economica e culturale del territorio. Un territorio che ha urgente bisogno di ripristinare la legalità, isolare la criminalità, il malaffare e dare nuove opportunità di sviluppo,di lavoro e di benessere alla comunità di Ostia”. E conclude: “Il PD condurrà una forte e costruttiva opposizione senza sconti per nessuno,sulla legalità,sulle mafie,sull’occupazione delle case, sull’uso delle spiagge, sugli allagamenti e sul turismo denunciando le inerzie, le inefficienze e le connivenze della nuova giunta”. Resta inevaso comunque il tema dominante di queste elezioni. Il distacco e il disinteresse con cui i cittadini guardano la politica. Quasi fosse una cosa che non li riguardasse. Una astensione che suona come un campanello d’allarme che non va sottovalutato. L’astensione di massa è il primo pericolo della democrazia e quando a prevalere è l’abbandono diventa concreta la possibilità che a prevalere sia solo la risposta più dannosa e inutile: quella del populismo.

Parlando del confronto del centrosinistra e delle coalizione in viste delle politiche del prossimo anno, il segretario del Psi Riccardo Nencini ha parlato di “buone novità” con Pisapia. E “Fassino sta facendo un ottimo lavoro di cucitura su un progetto, che è quello di una coalizione riformista ampia. Ci sarà un incontro tra Fassino e Speranza” ma “temo che non sortirà effetti perché la loro scelta comunque è esattamente quella che hanno fatto in Sicilia”. “Mi pare che il primo obiettivo – ha aggiunto in riferimento a Mdp e alle altre forze della sinistra – come spesso è accaduto a certa sinistra massimalista, è provocare la sconfitta di chi ti è vicino. È successo in Sicilia, è successo con due crisi del Governo Prodi provocate da Rifondazione comunista ed è successo nel primo governo di centrosinistra Nenni-Moro-Fanfani”. Per Nencini “lascia stupefatti la chiusura da parte di Mdp e da parte di uomini come Bersani che hanno una cultura forte di Governo” rispetto al “lavoro che si sta facendo, con la disponibilità a costruire un progetto comune per l’Italia e quindi un’apertura vera”.

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