martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ostia, Raggi ora corteggia le sinistre
Pubblicato il 14-11-2017


virginia raggiDomenica 19 novembre può succedere di tutto al ballottaggio per Ostia e Virginia Raggi si è mobilitata. I seggi elettorati del X municipio di Roma saranno presidiati da ingenti forze della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza.
La tensione è altissima in quella che fino agli anni Sessanta era una tranquilla cittadina balneare alle porte della capitale. Roberto Spada è in carcere a Regina Coeli dopo l’aggressione al giornalista Rai Daniele Piervincenzi e al suo cameraman Edoardo Anselmi. Il torto del giornalista finito col naso rotto era di fare domande troppo insistenti al per niente pacifico Roberto Spada, fratello di Carmine condannato in primo grado a 10 anni di carcere per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.
La lotta alle mafie, dopo il pestaggio, è divenuto il tema centrale del ballottaggio tra Giuliana Di Pillo, M5S, in grande sintonia con la Raggi, e Monica Picca, centro-destra, molto vicina a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Tra le due candidate a presidente del X municipio di Roma la partita è aperta. Al primo turno del 5 novembre Giuliana Di Pillo si è piazzata prima con il 30,21% dei voti, Monica Picca seconda con il 26,68%.
La differenza tra le due candidate non è molta e i cinquestelle potrebbero correre brutte sorprese. Taglierà il traguardo chi conquisterà il 22% dei voti andati al primo turno al Pd e alle sinistre alla sinistra del partito di Matteo Renzi. Raggi sta corteggiando anche gli elettori di sinistra, sta facendo di tutto per conquistare il successo ad Ostia, il municipio già guidato dal Pd e commissariato nel 2015 per mafia.
La sindaca di Roma sabato scorso è andata anche alla manifestazione indetta dalle varie sinistre di Ostia Lido, escluso il Pd, per la lotta alle mafie e al neofascismo. La Raggi, entrata tra qualche polemica nel corteo non molto numeroso (sotto le 2 mila persone), ha assicurato: «Non arretriamo davanti alle mafie». L’ex parroco rosso Franco De Donno, artefice del Laboratorio Civico X, la lista elettorale che ha raccolto l’8,6% dei voti al primo turno, non le ha chiuso la porta in faccia: «La sindaca ha messo il cappello sulla mia iniziativa, ma va bene». La Raggi tesse la sua tela. Nelle trionfali elezioni del 2016 a sindaca della capitale aveva sbaragliato tutti ma ora, dopo quasi un anno e mezzo di navigazione tribolata della sua giunta, potrebbe vincere di misura o addirittura perdere a Ostia. Sarebbe un brutto colpo. Gli avversari interni del M5S, da tempo sul piede di guerra, potrebbero chiedere la sua testa.
Per i cinquestelle è un doppio esame: locale e di natura nazionale. In piccolo si ripete il meccanismo della Sicilia: ma nell’isola le regionali sono state vinte dal centro-destra dopo un testa a testa con i pentastellati. Beppe Grillo finora ha sempre difeso la sindaca, anche se le ha rimproverato “gli errori” nell’amministrazione di Roma che hanno causato un netto calo della sua popolarità, intaccando anche l’immagine del M5S come capace forza di governo a livello nazionale.
C’è da fare i conti anche con l’incognita astensione. Al primo turno su 185.661 cittadini registrati alle urne, hanno votato solo 67.125: quasi i due terzi degli elettori hanno disertato i seggi. Una cifra enorme che potrebbe perfino crescere se aumenterà la sfiducia tra gli elettori. Anche il numero di votanti influirà sulla sfida tra Giuliana Di Pillo e Monica Picca. È un’altra incognita.

R. Ru
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