mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Paolo Cristoni
Lettera aperta al segretario provinciale PD Davide Fava
Pubblicato il 29-11-2017


Caro segretario, innanzitutto voglio dare atto al coraggio e alla determinazione con cui hai accettato di guidare un partito in piena crisi di affezione, dove il potere delle rappresentanze è massimo e dove non è certamente facile il compito del ‘capo’ di una nave piena di umori non concordanti sulla rotta da tenere. A noi non è dato nessun compito diretto, né vogliamo esternare giudizi sul governo interno, ma non possiamo non ricordare un primo dato: il tuo partito, non certo per merito degli ortodossi né dei malpancisti restati o assenti, è membro del Partito Socialista europeo e dell’internazionale socialista.

Siamo soci fondatori di quell’Internazionale, e diciamo alto e forte che vogliamo rispetto e considerazione. Senza alcuna pretesa, se non quella che finisca l’astio, la sottovalutazione, l’emarginazione che le tradizioni comunista e democristiana di sinistra, componenti l’attuale partito, hanno teorizzato e praticato contro di noi.

Una serie infinita di avvenimenti politici di questi ultimi anni hanno disseminato ostacoli fra di noi. Dalla ignobile posizione di Caccia all’uomo a Serramazzoni per la quale, aspettiamo ancora le scuse; al tradimento degli accordi su Finale Emilia, alla comica gestione di Pavullo, all’azione contro il Sindaco di Vignola: veri e propri capolavori culminati a Novi, che hanno permesso di fare vincere le opposizioni senza vedere emergere alcun minimo ripensamento da parte del ‘tuo’ partito che doveva pensare alla sinistra riformista e alla sua ricomposizione. Oggi che la crisi c’è ed i risultati sono sempre più deludenti, si va con incoerenza mista a cecità politica avanti sulla strada sbagliata.
Noi socialisti abbiamo subito di tutto, ma, come dice un noto cantante ‘Eh, già siamo ancora qua’. Per ora con le idee, ma con i pochi voti che abbiamo a Modena e a Castelfranco Emilia, abbiamo aiutato a vincere i ballottaggi o a evitarli.
La nuova legge elettorale obbliga alla coalizione. Bene, proviamo a ragionare. Noi abbiamo scelto il centro sinistra. Nessuno può pensare a noi della sinistra riformista e di governo come cespugli politici. Occorre rispettare le idee, mantenere fermi gli impegni, ed agire da uomini di onore e corretti. Per esempio: è ora di finirla con la teoria secondo cui nelle coalizioni governa solo quello che ha i numeri per eleggere i consiglieri. E’ una vecchia arroganza che non può più essere. Nei comuni, così come in Parlamento, quando si fanno coalizioni, è necessario che ognuno venga chiamato al Governo o a rafforzare l’opposizione. Abbiamo un percorso nuovo da riprendere. Possiamo definire i passaggi. Noi, sinceramente, lavoriamo così:

1) non dimentichiamo i torti storici ricevuti, ma siamo nella sinistra che ha fatto nei comuni e nello Stato la parte degli innovatori. Pagando i prezzi degli errori politici e umani, possiamo guardare in faccia tutti senza abbassare lo sguardo perché il popolo gode dei risultati;
2)  Occorre recuperare alla sinistra i voti riformisti andati dispersi in varie direzioni. Solo con candidati espressione del socialismo riformista;
3)  Europa, lavoro, donne, anziani, giovani: devono essere questi a dare un contributo diretto per la giustizia, per la fraternità, all’educazione civica ai diritti e ai doveri. Questi sono i principi su cui costruire il futuro della nazione;
4) amore per i problemi concreti e cittadini in grado di dare il proprio contributo non per piccoli orticelli ma per il prato verde di tutti, difendendo natura e ambiente. A partire da queste semplici azioni quotidiane, dall’uso civile ed educato delle risorse.

Un programma minimo su cui fare discutere, dare idee per ottenere responsabilità di governo. C’è voglia di lavorare insieme senza padroni e sottoposti. Vediamo se la nuova legge fa germogliare un nuovo rapporto paritario e nel centro sinistra se si vuole ragionare partendo da qui, siamo pronti.

Paolo Cristoni
Direzione Nazionale PSI

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