lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pd-Mdp scontro a distanza
Pubblicato il 08-11-2017


orfini dalema“Nessuno in Mdp chiede le primarie di coalizione perché perderebbero anche quelle”. E ancora “Non vogliamo coalizioni a ogni costo”. Le parole del presidente del Pd, Matteo Orfini, arrivano a poche ore da quelle pronunciate dal segretario Renzi – “siamo lontani dalle posizioni di Mdp” – e scavano un solco profondo tra i due partiti.

Il lavoro di ricucitura da parte di volenterosi dentro e fuori gli schieramenti, dal ministro Orlando a Walter Veltroni, prosegue ininterrotto, ma non passa giorno in cui non arrivino nuove bordate dall’uno all’altro. E non aiuta la scelta di Mdp di sostenere la candidata grillina ad Ostia. Difficile, certo, immaginare un endorsement di Bersani e compagni alla candidata di Fratelli d’Italia, ma l’appoggio a Giuliana Di Pillo rappresenta un atto ufficiale e la certificazione di un percorso di avvicinamento iniziato mesi fa quando a più riprese i maggiorenti di Mdp, Bersani in primo luogo, hanno definito i grillini come “interlocutori”. Nessuna indicazione di voto, invece, dal Partito Democratico per il quale il M5s è ancora l’avversario da battere e un “interlocutore inaffidabile come si è visto quando si e’ trattato di votare sul testo della legge elettorale”, come più volte sottolineato dal capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato.

Ma quel che è peggio è l’atteggiamento sprezzante che il Partito Democratico tiene ormai nei confronti di Pietro Grasso, probabile candidato di Mdp alla premiership.Alle accuse del deputato Davide Faraone, che imputa a Grasso di aver portato il Pd alla sconfitta in Sicilia con le sue dimissioni dal gruppo, sono seguite le parole di Matteo Orfini: “Noi abbiamo scelto il leader con le primarie e ricordo che nessuno lo ha voluto sfidare. E ora nessuno chiede le primarie di coalizione perché sa che le perderebbe. Grasso ci starebbe da Dio come leader del centrosinistra? È opinione di Bersani che io non condivo. Il leader non lo sceglie Bersani o io ma gli elettori”, dice Orfini che, poi, rimarca: “Non vogliamo coalizioni a ogni costo, non bisogna ricadere negli errori del passato con coalizioni solo per vincere, bisogna avere omogeneità”. Alla seconda carica dello Stato ha risposto anche ieri Matteo Renzi. “Vedremo i programmi”, sottolinea il governatore toscano, Enrico Rossi, cofondatore di Mdp: “A mio avviso, è più probabile che le alleanze si faranno dopo il voto. Al punto in cui siamo temo che farle adesso non convenga né al Pd né a una forza di sinistra civica di cui vedo lo spazio. Detto questo, non escludo nulla”, afferma Rossi. Come leader di Mdp, il presidente del Senato Pietro Grasso “ci starebbe bene. E’ una personalità di alto livello che può dare un contributo per cambiare il Paese”, osserva il presidente della Regione Toscana, che al Pd ribadisce: “non servono tatticismi, alchimie politiche o scambi di figurine: la gente si sentirebbe presa in giro. Dico che noi non siamo pericolosi estremisti e il Pd non è il nemico: rispettiamo il loro travaglio. Decidano, noi ci siamo”.

A fronte di queste schermaglie, i pontieri vanno avanti. Walter Veltroni è tornato a richiamare tutte le parti a un gesto di responsabilità: “Restare divisi sarebbe una follia”, spiega il primo segretario del Pd: “Con questa legge elettorale se non ci si unisce dove si va?”, chiede ancora Veltroni. L’ipotesi più credibile è, tuttavia, che eventuali coalizioni o alleanze si realizzino dopo il voto, in Parlamento, davanti all’impossibilita’ di individuare un vincitore: “Lì dove io sono non mi ci ha messo Floris, D’Alema o Bersani. Mi ci hanno messo due milioni di persone. Il potenziale premier lo decide il Parlamento, dopo che il Capo dello Stato conferirà l’incarico a formare il governo”, sono le parole di Renzi a Di Martedì, nell’intervista andata in onda ieri sera. Tradotto: il candidato premier di centro sinistra – al momento – è Renzi e solo Renzi. Se poi, come sembra probabile, il Pd da solo non riuscirà a imporsi sulle altre forze parlamentari, ci si conterà in Parlamento e in quella sede si cercherà di individuare anche il potenziale premier.

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