martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Confronto in salita governo sindacati
Pubblicato il 06-11-2017


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Non parte bene il confronto tra governo e sindacati sulle pensioni. Si tratta del primo tavolo tecnico sul nodo dell’innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, che senza interventi porterà a 67 anni per tutti l’uscita a partire dal 2019. Meccanismo che i sindacati chiedono di fermare e rivedere. Sul tavolo la possibilità di bloccare quota 67 per i lavori gravosi e di modificare il sistema di calcolo. Per i sindacati ci sono i segretari confederali Roberto Ghiselli (Cgil), Gigi Petteni (Cisl) e Domenico Proietti (Uil). “I lavori non sono tutti uguali, bisogna differenziare settore per settore e all’interno di ogni settore” il riferimento all’aspettativa di vita, ha sottolineato Proietti, arrivando all’incontro. Per questo “il governo ci porti i dati. Noi ci mettiamo il massimo di impegno e di volontà, possiamo riunirci ad oltranza. Si è perso tempo in questi mesi”, ha aggiunto il segretario confederale della Uil, insistendo sul fatto che “i soldi ci sono: c’è un miliardo risparmiato sui lavori usuranti, un altro miliardo sugli esodati e ci sono 3,5 miliardi dal fondo per il lavoro di cura. Serve la volontà politica per utilizzare una parte di queste risorse”.

“Vedremo se ci sorprenderanno con dati puntuali” sulla base dei quali poter “fare subito la discussione”, ha affermato Ghiselli. Bisogna “ridiscutere completamente il meccanismo”, ha insistito. Se non ci saranno le condizioni e le risposte entro i tempi fissati del confronto, che vedrà il 13 novembre il tavolo ‘politico’, “chiederemo lo slittamento” del decreto direttoriale atteso entro il 31 dicembre, che certificherà l’adeguamento all’aspettativa di vita (cinque mesi in più) portando l’età a 67 anni dal 2019. Tanto che Ghiselli a fine incontro afferma che si è trattato di un incontro “partito in salita. Intanto abbiamo appurato che non c’è la volontà di discutere in questa sede dei temi della ‘fase due’ della previdenza. E abbiamo appurato che non esistono dati, ricerche, statistiche utili al ragionamento sull’aspettativa di vita in rapporto al lavoro svolto”.

Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso arrivando in Senato per l’audizione sulla manovra fa trapelare il proprio pessimismo. “Potremmo passare il pomeriggio a studiare gli emendamenti sul rinvio, in questo momento è più interessante delle non risposte che sta dando il governo”. Anche la Uil parla di strada in salita. “Il governo non vuole affrontare nell’insieme i temi della fase due sulla previdenza”, relativi in particolare alle donne e ai giovani. Afferma il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti . “Ci propongono solo di soffermarci sull’esame dell’aspettativa di vita, rispetto alla quale non hanno avanzato una proposta dettagliata, si riservano di farlo nell’incontro previsto per domani e di proseguire mercoledì. Per noi – ha sottolineato – ci vuole uno sforzo per rispondere alle reali attese dei lavoratori, quindi domani alla proposta che ci verrà presentata faremo delle osservazioni di merito, nella direzione di arrivare per i lavori gravosi e faticosi ad una non incidenza dell’aumento dell’aspettativa di vita”. Rispetto alle considerazioni dell’Istat sulla necessità di un progetto ad hoc per differenziare l’aspettativa di vita in base ai lavori, “noi abbiamo accettato di fare la discussione perché siamo forze responsabili, ma è evidente che ciò richieda del tempo ed un approfondimento scientifico”, ha detto Proietti.

Invece la Cisl con Gigi Petteni parla di segnali positivi per il quale “è stato un incontro molto importante” su un “tema delicatissimo e costosissimo” e gli altri “due appuntamenti fissati per domani e mercoledì sono il segnale che c’è la volontà di trovare una soluzione”.

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