martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Perugina. Socialisti contro sindacati: “Tutelare operai”
Pubblicato il 13-11-2017


Torna in primo piano la questione dei tagli Perugina. La multinazionale del cioccolato Nestlé ha già annunciato il mese scorso il taglio di 364 dipendenti (su 850 complessivi) della Perugina. La ricollocazione degli esuberi, per i Sindacati, è impossibile “perché in Umbria non ci sono proprio 364 posti”.

perugina“Anche questa volta dall’incontro al Mise non è venuto fuori nulla di positivo, i vertici Nestlé proseguono diritti nella propria strada quella del taglio di 350 mila ore e la riduzione del personale con la conferma di 364 esuberi. L’aria che si respira all’interno dello stabilimento di San Sisto è rarefatta, una nebbia di incertezze sta avvolgendo i tantissimi dipendenti che non sanno se domani si lavorerà ancora”. Afferma Rosario Raffaele Longo, Segretario FGS Umbria e candidato alla segreteria comunale del PSI Perugia
Nel frattempo tutto è rimandato al prossimo 18 gennaio alla sede del Mise, sulla vertenza Nestlé-Perugina, quando ci sarà il confronto a livello aziendale e del tavolo generale, che sarà affiancato da un tavolo tecnico ristretto, per verificare la possibilità di trovare una positiva soluzione alla trattativa.
“Ma cosa sta succedendo all’interno dello stabilimento perugina? Quello che sta succedendo ha dell’inverosimile – dichiara Longo – Nestlé da una parte non retrocede e con la forza respinge la richiesta di disimpegno da parte dei sindacati, mentre dall’altra parte le istituzioni tentennano nel prendere una posizione chiara e forte sulla questione perugina limitandosi a dire solo che Nestlé deve essere chiara, ma più chiara di così come deve essere? L’amministratore delegato Nestlé Italia è stato chiarissimo, lo stabilimento di San Sisto va ridimensionato portandolo a 600 dipendenti”. Nel frattempo non sono mancate le critiche alle Istituzioni ‘silenziosi’ sulla questione, ma anche ai Sindacati ‘colpevoli’ di non aver fatto molto per i lavoratori che rappresentano.
“In tutta questa vicenda ci sentiamo di fare una critica anche al sindacato – prosegue Longo – perché in questi anni secondo noi non ha saputo gestire in modo adeguato e serio la vicenda perugina a volte si è pensato che i sindacati facessero più interessi della Nestlé che quella dei lavoratori”.
“Ad esempio – spiega il socialista Longo – i sindacati hanno avuto un’occasione mondiale quella di alzare la voce nel periodo di ‘Eurochocolate’. Un’occasione sprecata secondo me, un’occasione buttata via senza nemmeno provarci sarebbe stato l’unico modo e momento per mettere al centro della città la questione esuberi perugina”.
Da parte loro i sindacati hanno fatto sapere in una nota congiunta Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil che “Giovedì, presso il Mise, alla presenza del Viceministro On. Bellanova, si è tenuto il previsto incontro di verifica sulla vertenza Perugina. L’Azienda ha confermato la propria posizione sul piano industriale e sugli organici. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo rivendicato l’implementazione del piano industriale, contestando l’idea, ribadita dall’azienda, che tutto si misuri sulla compatibilità dei costi”.
“Noi socialisti – prosegue ancora Longo – seguiamo con molta attenzione la vicenda perugina siamo scesi in piazza insieme ai lavoratori sia fuori lo stabilimento di San Sisto e sia in piazza Matteotti in centro noi socialisti siamo sempre vicino ai lavoratori in questo caso vicino ai 364 esuberi che da oggi al 30 Giugno 2018 si troveranno in mezzo alla strada ma non ci dimentichiamo nemmeno della Colussi e di tutti gli altri perché anche loro stanno vivendo un periodo triste come quello degli operai perugina ed anche loro vanno sostenuti”.
Mentre i sindacati nella loro nota si dicono soddisfatti, il fatturato della Multinazionale cresce ancora e mentre in Borsa il titolo sale e in Italia si pensa di ridurre lo stabilimento della Perugina ad una “fabbrichetta”, si viene a sapere che l’obiettivo della Nestlè sarebbe quello di puntare su mercati emergenti, ma non solo, sbarcando anche in nord America.
“Da tutto questo trambusto mediatico e politico ci chiediamo inoltre come mai un governo l’istituzione massima che dovrebbe tutelare il lavoro non fa nulla per fermare questa barbara operazione che la multinazionale sta portando avanti e ci chiediamo anche come mai la viceministro Teresa Bellanova non batte i pugni sul tavolo e fa capire a Nestlé che non esiste solo il profitto ma anche la dignità di chi nello stabilimento perugina di San Sisto per molti anni ci ha buttato e ci butta la propria vita e il proprio sudore”, chiede Longo.
“Il bacio perugina è un simbolo ma i lavoratori sono gli artefici di questo simbolo e non possono essere trattati come carne da macello. Come socialisti – conclude Longo – vogliamo rivolgere un appello a tutte le forze politiche e soprattutto alla Presidente Marini di farsi carico della vertenza che è ancora in corso affinché la voce dei lavoratori della perugina arrivi forte e chiara al prossimo incontro al Mise”.

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