mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

‘Prodigi – la musica è vita’: dare voce e speranza ai bambini
Pubblicato il 24-11-2017


Prodigi_Flavio_Insinna_Anna_Valle_2017_thumb660x453Il 20 novembre scorso è stata la giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promossa dall’Onu nel 1989 e a cui l’Italia ha aderito nel 1991; tra l’altro tale data segna anche l’anniversario dell’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: attualmente più di 190 Paesi l’hanno già ratificata. Il 22 e 23 novembre, invece, in Italia è stata la seconda Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole: molte le iniziative per scuole all’avanguardia e più sicure appunto; inoltre l’on. Valeria Fedeli (ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per la circostanza firmerà sia un decreto per destinare risorse ai Comuni per mettere a norma (secondo criteri anti-sismici anche tramite progetti come quello di #scuoleinnovative) i plessi scolastici, sia il Protocollo d’intesa per l’avvio della programmazione #MutuiBei 2018-2020 – con la vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti, Dario Scannapieco, e ad Antonella Baldino, della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) -.
In linea con tali ricorrenze ed iniziative su Rai Uno è andata in onda, come lo scorso anno, una nuova edizione di “Prodigi – la musica è vita”. Condotta, invece che da Vanessa Incontrada, da Flavio Insinna ed Anna Valle. A valutare i giovani piccoli talenti una giuria composta dal maestro Beppe Vessicchio (per la categoria della musica strumentale), da Gigi D’Alessio (per il canto) e da Carla Fracci (per la danza). Non è stato solo un modo per festeggiare l’Unicef, ma soprattutto per parlare di quanto c’è bisogno nel mondo di aiuto, di quanto questo possa venire dalla musica e dall’arte in genere (anche la danza stessa ad esempio), di quello che è stato realizzato e di quanto ancora si può fare. Quasi per sollevare una preghiera di speranza, per dare fiducia nel futuro. Forse per questo, non a caso, ha vinto – prodigio tra i prodigi (erano sette tra musicisti, cantanti e ballerini) – il 13enne di Avezzano Marco Boni (nel canto con la sua esibizione in “Halleluja” di Leonard Cohen e votato da una giuria di 100 esperti oltre che dalla preferenza dei tre giurati d’eccezione). Il vincitore è stato finalista a “Ti lascio una canzone” e tre volte a Sanremo Junior e ha vinto ben 26 concorsi canori internazionali.
Un appello a compiere una vera e propria rivoluzione è venuto da più fronti, a partire dalla cantante Anastacia: il titolo del suo ultimo album “Evolution” (di cui ha presentato il singolo) invita quasi al cambiamento e al progresso, ad andare avanti nello sviluppo di nuovi modi per dare una speranza. “Per me la musica – ha detto la cantante – è la luce nel buio, è qualcosa che mi rasserena e dà speranza”. Poi da Francesco Totti, con il suo messaggio solidale di promozione dell’acquisto di pigotte dell’Unicef a scopo di beneficenza. Poi soprattutto da una bambina siriana cieca, che ha molto commosso. La piccola ha cantato un brano il cui testo è molto profondo e significativo: “rivogliamo la nostra infanzia … insieme cresceremo più forti …. abbiamo scritto questa canzone con il nostro dolore e la sofferenza: ascoltateci!”. Sono solo alcune delle frasi della canzone. Ha “impressionato” soprattutto l’appello all’ascolto: ovvero a sentire la loro voce che grida il diritto all’infanzia e all’istruzione.
Molto è stato fatto dall’Unicef, ma non basta. Storie vere fanno ben rendere conto della gravità della situazione. Beppe Vessicchio è stato in Brasile, dove si muore per malnutrizione sin dall’infanzia. Con un piccolo gesto si può fare molto: basti pensare che delle bustine nutritive del costo di soli 0,30 euro possono salvare una vita. Oppure, ad esempio, Samantha Togni e Samuel Pedron (di “Ballando con le stelle”) sono stati in Bangladesh e in Yemen, dove si muore per polmonite o diarrea; allora si rendono indispensabili vaccini, che costano 0,10 euro (con un euro se ne possono acquistare, dunque, ben dieci). Cifre irrisorie per noi, non ci si paga neppure un caffè – ha fatto notare Anna Valle -. A dare qualche numero poi è stato Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia: in Siria e in Iraq è stata portata acqua potabile a 25 milioni di persone; 11 milioni di bambini si sono visti garantiti il diritto allo studio e all’istruzione con la costruzione di scuole ex novo con il contributo di Unicef; sono state consegnate due milioni di dosi di vaccini per bambini e tre milioni di loro sono stati salvati dalla malnutrizione. Donare è un gesto facile e semplice (basta chiamare o inviare un sms al 45566) e per i primi 200mila che telefonavano per donare ricevevano in regalo una maglietta dell’Unicef disegnata da Francesca Versace.
Ma non tutte le storie sono a lieto fine. Particolarmente drammatiche quelle di due scuole: quella di canto in Brasile e quella di danza in Bangladesh. La prima è stata salvata dalla violenza dei poliziotti (che volevano farla chiudere brutalmente) dal maestro di un piccolo gruppo di bambini (come anche nell’altro caso), che li ha invitati a non andarsene, a non uscire dalla scuola, ma a restare e cantare: con un’opposizione e una resistenza pacifica non violenta. Purtroppo la vicenda non è finita bene perché, nonostante non abbia chiuso, la scuola ha subito una grave perdita e ha visto un grave lutto colpirla: la morte di un bimbo kamikaze (Moises), che si è fatto saltare in aria; il piccolo aveva anche cantato con i suoi compagni lo scorso anno per Papa Francesco.
Bimbi a cui non occorrono solo medicine, zaini (con libri, quaderni, penne e matite, astucci) per andare a scuola o cibo, ma soprattutto serenità. “Il mio sogno è che la pace e la stabilità (e la tranquillità aggiungiamo noi) tornino nella mia patria”, ha detto la bimba siriana che ha incantato tutti con la sua voce.
Ma esistono storie dolorose anche dalle nostre parti. Gigi D’Alessio è andato a Rocca di Papa a visitare il centro d’accoglienza “Un mondo migliore”. “Non c’è solo la prima accoglienza da curare, ma occorre anche occuparsi dell’inclusione” delle persone che accogliamo – ha affermato il cantante a proposito dei migranti che sbarcano sulle nostre rive -. A tale proposito non è stato fatto vedere solo il messaggio (durante un concerto) del vocalist degli U2, Bono, di ringraziamento alla Guardia Costiera, che salva molte vite umane. Lo stesso Flavio Insinna ha voluto sottolineare in maniera sentita che questi soccorritori marittimi “salvano vite umane, non numeri”. A bordo delle navi della Guardia Costiera vi sono operatori Unicef, proprio per poter interagire meglio con i migranti; per i soccorritori “fare del bene è una missione, non può essere considerato un lavoro, ma è un privilegio” – ha commentato chi ne ha fatto una professione e ha contribuito a salvare ben 26mila minori non accompagnati (anche orfani) su quelle barche. Ad esempio, molto dimostrativo, è stato mostrato il salvataggio di una bimba. Tra l’altro proprio Papa Francesco ha invitato a non strumentalizzare politicamente i migranti, in vista della prossima Giornata internazionale della pace del primo gennaio 2018.
E poi ci sono stati a “Prodigi” 2017 le vicende di Alessandro, un bimbo di Amatrice che ama suonare la tromba e da cui non si è voluto separare neppure durante il terremoto; quando c’è stata la terribile scossa, prima di evacuare dalla scuola è tornato indietro ed è salito a prendere il suo inseparabile strumento. Oppure quella di Giada, che ha voluto danzare sin da piccolina; ma non avevano soldi per comprare scarpe nuove, buone; le facevano male, dunque, ai piedi e così il padre le ha cucito a mano sulla suola della spugna all’interno delle scarpe per non farla ferire. Se “la musica è vita”, è anche passione non meno della danza. “La danza è respiro, è armonia, è sensibilità pura senza affettazioni” – ha commentato Carla Fracci. E proprio il vissuto di un bambino, il ballerino 14enne Luigi, si lega a quello passato dell’étoile. Come è stato per quest’ultima agli esordi, anche il piccolo studia danza classica nella stessa scuola di danza classica a Stoccarda dove andò la Fracci. Un vero talento, la cui impostazione tecnica, la profusione, l’impegno, lo spirito di sacrificio e di dedizione, l’amore e la passione sono stati ben visibili a tutti. E allora, a proposito di talenti, la Fracci ha voluto rivolgere un appello: “i talenti non devono emigrare, devono restare in Italia e il nostro Paese non deve lasciarli andare via e far morire la danza, che è un’arte pura”. Come la purezza di questi bambini, dell’infanzia.
A loro spetta il dono della speranza. Dando loro voce. Perciò ci piace concludere ricordando la significativa iniziativa centrale messa in campo su più fronti (dalla politica, allo sport, alla musica, alla moda) per la Giornata mondiale del “takeover”, ossia il fatto che i piccoli hanno “preso il posto” degli adulti in questi settori con esibizioni, scelte e decisioni palesando le loro volontà. Per citare alcune delle personalità di prestigio che si sono prodigate per tale “causa”: il Goodwill Ambassador dell’Unicef, David Beckham, la presidente del Cile Michelle Bachelet, la cantante, autrice e attrice Pink, l’attrice Millie Bobby Brown, le cantanti, autrici e musiciste Chloe x Halle, le star del rugby degli All Blacks, Ryan Crotty, Kane Hames e Jeffrey Toomaga-Allen e gli attori Hugh Jackman e Debora-lee Furness (che hanno avviato una campagna di raccolta fondi per garantire acqua potabile, assistenza sanitaria e cibo ai bambini delle parti più povere del mondo).

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