martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Proteste al Miur. Ricercatori precari, ma produttivi
Pubblicato il 10-11-2017


ricercatoriCorteo dei Comitati di base al Miur
Occhi puntati sul Miur. Oggi tensione e proteste davanti al Ministero di Viale Trastevere, a manifestare docenti, ma anche dipendenti che fanno parte del personale Ata. I sindacati chiedono al Governo “la cancellazione della Buona Scuola, la ormai famosa Legge 107 approvata dall’esecutivo di Matteo Renzi”.  I lavoratori rivendiacano “un giusto salario, oltre alla risoluzione della precarietà attraverso il rilancio della buona occupazione” e chiedono “miglioramenti del sistema scolastico pubblico e difesa del diritto allo sciopero”. Proprio durante il corteo un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cordone della polizia provocando attimi di tensione. Dopodiché gli agenti in tenuta antisommossa hanno tolto i caschi ricevendo l’applauso degli insegnanti in corteo. Una nota della Questura di roma ha informato: “Durante lo sbarramento dei manifestanti che hanno cercato di forzare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere, con corteo non autorizzato, piazza Montecitorio, sono rimasti contusi due agenti ed un manifestante”.

Gentiloni elogia il lavoro ‘tenace’ dei ricercatori
Nel frattempo si discute di ricerca al convegno ‘L’università italiana nell’Europa di domani’, presenziato e aperto dal presidente del consiglio Gentiloni. Presenti, oltre al ministro Fedeli: Giuliano Amato, giudice di Corte costituzionale, l’ex ministra Maria Chiara Carrozza, professoressa di robotica alla Sant’Anna di Pisa, la leader della Cgil Susanna Camusso.
“I nostri docenti e ricercatori nell’ultimo decennio hanno lavorato in condizioni non facili e nonostante tutto hanno continuato a ottenere dei risultati di eccellenza: l’Italia è l’ottavo Paese al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche ma il terzo considerando il rapporto tra numero di pubblicazioni e investimenti in ricerca e sviluppo. Detta in altri termini i nostri ricercatori fanno le nozze con i fichi secchi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo al convegno, ‘L’università italiana nell’Europa di domani’. “Questo è un motivo in più per perseverare, insistere, cercare di fare di più per sostenere l’università e la ricerca”, ha aggiunto ricordando che la legge di Bilancio varata dal Governo e ora all’esame del Parlamento prevede anche l’assunzione di 1.611 ricercatori. “Un segnale – lo ha definito – che va esattamente nella direzione nella quale tutti con impegno e continuità dobbiamo andare”. Nel suo intervento Gentiloni ha messo l’accento sul “calo delle immatricolazioni. Un Paese come il nostro, con la sua cultura ma anche la sua ricchezza da seconda potenza industriale e manifatturiera di Europa, non può accontentarsi”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “di questi numeri. Non ci possiamo permettere di avere un livello così basso di immatricolazioni”.
La Ministra Fedeli ha ricordato che i ricercatori italiani, “pur essendo il 6,8 per cento del totale Ue”, riescono a trainare l’8,1 per cento del finanziamento Ue su ‘Horizon 2020’. Hanno una produttività doppia, per dire, dei francesi.

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