martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rometti: “Dopo parole del Papa, proposta di legge sul DAT”
Pubblicato il 30-11-2017


Dopo le parole pronunciate anche dal Papa in materia di accanimento terapeutico e quel no convinto espresso in quanto è «moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico definito “proporzionalità delle cure”», si aprono nuovi orizzonti sul tema del fine-vita che riportano alla ribalta quel progetto normativo, presentato insieme al collega Solinas che chiede, sul piano della legislazione regionale, di intervenire in merito e favorire chi, trovandosi in situazioni di incoscienza, ha preventivamente manifestato la volontà di porre fine, al verificarsi di tale condizione, alla propria esistenza. Il riferimento è alla proposta di legge “Istituzione del Registro Regionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) sanitario”, depositata in data 21 dicembre 2015, la quale si inserisce nel più ampio dibattito sul fine vita e, per quanto attiene alla sfera di competenza regionale, si propone di istituire e regolamentare il Registro regionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT). La finalità perseguita quella di garantire ad una persona maggiorenne, nel pieno possesso delle proprie capacità, il diritto di manifestare espressamente la propria volontà in ordine ai trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si venisse a trovare in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile. Come emerge anche dalle parole del Papa “uno spazio adeguato” deve essere dato “alla dignità dell’essere umano” e questo può essere garantito attraverso una disciplina normativa che intervenga a dare certezza alle scelte di fine vita. Attraverso la proposta di tale disciplina non si intende entrare nel merito delle scelte di ogni singolo individuo quanto piuttosto affermare la necessità che il legislatore, ivi compreso quello regionale, senza aderire a particolari convinzioni ideologiche o religiose, si faccia interprete dei bisogni e delle richieste più profonde dei cittadini permettendo, in tal modo, una piena esplicazione del diritto del singolo alla propria autodeterminazione.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento