lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rugby. Italia e Sudafrica, due squadre in una sfida alla ricerca di verità
Pubblicato il 25-11-2017


Italia-6-Nazioni-2016-rugby-foto-federugby-twitterOggi a Padova, contro il Sudafrica, si chiudono i test autunnali degli Azzurri. Se la previsione del test-match è la proiezione di quanto hanno mostrato dalle due squadre una settimana or sono, il risultato finale ha un solo pronostico. La vittoria schiacciante degli Springboks, quelli visti battere la Francia a Parigi, scontata. Ma, come si usa dire in finanza: le performance passate non sono indicative di quelle future. Almeno non sempre. Se pur “sganghera”, fra i grandi dell’Olimpo ovale è la squadra più in crisi d’identità e gioco, sono pur sempre i quinti nel ranking e capaci di resurrezioni sconcertanti. Per “questi” avere in mano una palla ovale e come per i pesci nuotare nell’acqua. Come loro solo neozelandesi e gallesi. Hanno nel DNA la caratteristica indispensabile del rugby e, come predatori, al primo segnale di insicurezza sei loro. Parisse e compagni dovranno giocare la partita della vita, sia tecnicamente, sia fisicamente, perché quando gli Springboks (strana definizione tutto sono tranne che gazzelle) si trovano davanti a una squadra allo sbando, affondano e non mollano più la presa. Esattamente come successe nel tour in Sudafrica dell’ormai lontano giugno 1999. I predatori erano i padroni di casa, campioni del Mondo in carica, la preda, in quel caso, fu un’Italia che si preparava all’imminente Coppa del Mondo in Galles. Eppure era il “gruppo”eccellente che negli anni ci ha traghettato, con molto sudore in campo ma altrettanta diplomazia, all’interno del sacrario del Cinque Nazioni, il Torneo più importante del Mondo. Ma il clima nel team Azzurro era tutt’altro che paradisiaco. Violentissimi scontri incrociati permeavano tutto l’ambiente dividendo tutti e tutto. Qualsiasi equilibrio era saltato. Scontri fra giocatori e Federazione, con veri e propri ammutinamenti, bande di giocatori contro orde di altri giocatori. L’istrionico Georges Coste, allora direttore tecnico, si azzuffava verbalmente con Federazione, Club e giocatori. Una vera guerra intestina, a due mesi dalla kermesse mondiale, tanto cruenta da spingere i media italiani, tv di Stato compresa, a occuparsi di rugby come mai avevano fatto prima. Il trauma di questa pazzia collettiva si materializza in campo. Nei due match programmati gli Azzurri furono, a dir poco, umiliati. A Port Elizabeth persero per 74 a 3 e una settimana dopo, a Durban, ci fu il giorno nero della nostra nazionale. Springboks 101 Italia zero! il risultato è, chiaramente, tuttora record negativo per gli italiani. Una ferita aperta, per chi da sempre segue il rugby e ha più di quarant’anni, se non fosse averli battuti lo scorso anno, 20 a 18. Per una partita, una vittoria sicuramente di misura ma convincente, siamo usciti dal campo a testa alta contro una compagine dell’Emisfero Sud.

La gara di oggi passa anche da qui ma, soprattutto, sul tastare quale sia la verità attuale sulle competenze delle due squadre.

O’ Shea e il suo staff, considera pro e contro ma parte da due dati inconfutabili: contro il Sud Africa si è già vinto e dal 2016 il rugby azzurro è sicuramente cresciuto. La sconfitta contro l’Argentina ha lasciato spiacevoli postumi. Pare quindi si punti all’intero jackpot. Il tempo delle mezze misure è finito e qualsiasi altro risultato offuscherebbe la valutazione complessiva anche rispetto gli aspetti positivi ostentati nel match. Il coach irlandese non perde occasione per ricordare che il solo scopo della sua venuta in Italia è il cambio di mentalità e si comporta di conseguenza. C’è un’accelerazione nella “domanda”di crescita e si vuole l’impresa, nei trittici novembrini una seconda vittoria latitante dal 2006, perché non c’è alternativa se si aspira realmente a far parte dell’élite mondiale. Non può che essere cosi se si ha veramente l’ambizione di avere, finalmente, un movimento di alto livello.

Allo Stadio Euganeo l’impianto rimane tale quale con i trequarti delle Zebre e gli “avanti” del Benetton. Ci sarà il meritato esordio dal primo minuto di “baby” Licata, sostituisce Minto, affiancando Parisse in coppia con Steyn. Per la chiara necessità di più potenza di fuoco per materializzare il lavoro svolto ecco che affidano la maglia da ala a Esposito in sostituzione di Sarto, reduce da una non felicissima interpretazione della scorsa settimana. Lo hanno liberato dall’impegno in Azzurro rispedendolo a Glasgow al club di provenienza. Insomma abbiamo capito che il cinismo è ormai d’obbligo e chi non è in forma è fuori. Questa è la regola. Lo sanno Venditti e Benvenuto, neanche convocati, lo ha sperimentato Padovani, che fino ieri pareva punto fermo del cosiddetto triangolo allargato neanche fatto accomodare in panchina. Sarà proprio dai giovani in panchina che potrà esserci una ulteriore spinta. Dal dinamismo del talentuoso Minozzi, una sorta di Shane Williams, alla potenza Giammarioli senza togliere le sapienza di McKinley, meno giovane ma di sicura affidabilità . Tutta gente con ancora tanta fame di azzurro. Sarà sufficiente per imbrigliare la voglia di “bella figura” dei sudafricani?

Dirigerà l’incontro il transalpino Romain Poite celebre per la risposta che lo scorso Sei Nazioni diede allo sgomento capitano dell’Inghilterra in cerca di chiarimenti sull’interpretazione forse anomalo se pur regolarissimo dell’Italia. Alla domanda di Hartley “ma noi cosa possiamo fare?” ci fu il responso tutto “british” del francese: “mi spiace ma io non sono il vostro allenatore, io sono l’arbitro!”

Padova, Stadio Euganeo sabato 25 novembre 2017, ore 15.00 diretta DMax dalle 14.15

ITALIA: 15 Hayward; 14 Esposito, 13 Boni, 12 Castello, 11 Bellini; 10 Canna, 9 Violi; 8 Parisse (cap.), 7Steyn, 6 Licata; 5 Budd, 4 Fuser; 3 Ferrari, 2 Bigi, 1 Lovotti. A disposizione: 16 Ghiraldini, 17 Zani, 18 Pasquali, 19 Minto, 20 Giammarioli, 21 Gori, 22 McKinley, 23 Minozzi. HC Conor O’ Shea

SUDAFRICA: 15 Coetzee; 14 Leyds, 13 Kiel, 12 Venter, 11 Skosan; 10 Pollard, 9 Cronje; 8 Vermeulen, 7 du Toit, F. 6 Louw; 5 de Jager, 4 Etzebeth (cap.); 3 W. Louw, 2 Mbonambi, 1 Mtawarira. A disposizione: 16.Ralepelle, 17 Kitshoff,18. Nyakane, 19. Franco Mostert, 20. Dan du Preez, 21 Paige , 22. Elton Jantjies, 23. Warrick Gelant. HC Allister Coetzee

Arbitro: Romain Poite (Francia)

COMPLETANO IL SABATO DI RUGBY: Scozia-Australia; Inghilterra-Samoa (diretta Sky Sport); Galles-Nuova Zelanda; Irlanda-Argentina; Francia-Giappone (diretta Eurosport 2); Romania-Tonga; Georgia-Usa; Figi-Canada; Namibia-Uruguay; Spagna-Brasile

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