martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rugby, per l’Italia
test di rinnovamento
Pubblicato il 10-11-2017


 

Rugby-Italia-Test [tèst] : “anglicismo; Esperimento variamente espletato allo scopo di saggiare, mediante determinate reazioni, l’entità o la consistenza di un’attitudine o di una capacità individuale o collettiva”.

Conor O’Shea,coach della nazionale italiana di rugby, per il trittico novembrino ha preso alla lettera la definizione del termine “Test”. Mettendo in atto il suo progetto di “rinnovamento”, per i tre match che vedono gli Azzurri scontrarsi contro Fiji (oggi, venerdì 10 novembre,  ore 15 allo Stadio “Angelo Massimino” di Catania e diretta DMAX canale 52 dalle 14.15), Argentina (Firenze, sabato 18 novembre) e Sudafrica (Padova, sabato 25 novembre), ha confezionato un gruppo di 31 elementi confermando solo tre documentati “veterani” e buttando nella mischia cinque esordienti assoluti ed il resto con pochissimi caps. Media anagrafica di 26 anni, media presenze in nazionale pari a 17. Considerare che gli “anziani”, Parisse, Ghiraldini e Gori, da soli confezionano la bellezza di 275 maglie azzurre.

Questi incontri hanno una valenza importantissima per il nostro rugby. I risultati che concepiremo serviranno sia per far apportare, o riportare, la giusta fiducia, sia per incrementare la situazione in chiave ranking mondiale. Il rugby italiano, dopo le ultime figuracce nel Sei Nazioni e i Test Match di giugno gli azzurri sono scesi nientemeno in quattordicesima piazza. Ci sovrastano nazionali come Georgia, Tonga e Giappone che, con tutto il rispetto, sono assolutamente alla portata della squadra azzurra. Davanti, al decimo posto, ci sono proprio le Fiji e  vincere sabato potrebbe significare fare un primo passo verso la riconquista della top-10, obiettivo minimo per il rugby italiano

Solo pragmatismo nel professionismo e O’Shea, privo appunto di sentimentalismi italici, depenna dal taccuino giocatori come Venditti, Benvenuti, Favaro (sul flanker si dovrebbe aprire un cristallino scambio di vedute visto che lo danno per infortunato ma … ).

In Francia si usa dire che é al piede del muro e non al bistrot che si vede il vero muratore. Presto fatto. Il trittico sarò un banco di prova niente male per questa “ nursery ovale” che dovrà da subito aguzzare i canini se non vorrà farsi bistrattare dalle scortesie avversarie.

Nel match odierno, dodicesimo scontro diretto tra gli Azzurri e figiani, le rudezze non mancheranno visto che i “guerrieri del Pacifico” fanno dell’individualismo e la fisicità le armi principali.  Un bilancio totale che vede Fiji in vantaggio 6-5 dopo l’ultimo scontro vinto per 22-19, giocato a Suva lo scorso giugno, e secondo successo consecutivo sugli Azzurri.

O’Shea prova a contrapporre una formazione a “blocchi” con un pacchetto di mischia di marca Benetton Rugby e una linea arretrata etichettata Zebre Rugby Club. Non smentisce le aspettative inserendo l’esordiente, seppur non giovanissimo, Jayden Hayward nel ruolo di estremo dal primo minuto di gioco e portando i restanti quattro novizi “in panchina”.

L’equiparato neozelandese della Benetton sarà affiancato alle ali da Leonardo Sarto e Mattia Bellini formando , un cosiddetto triangolo allargato,di sostanza e peso. L’assenza di Campagnaro, rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, è sicuramente handicap rimbombante. Quanto ha dimostrato nelle ultime prestazioni, sia in Azzurro, sia con la maglia dei campioni d’Inghilterra dell’Exeter, ha testimoniato l’attitudine innata del giovane milanese. Proverranno a colmare classe ed’esplosività la coppia di centri delle Zebre Tommaso Castello, al terzo cap in carriera che si trova in un periodo di forma strepitosa, e Tommaso Boni. Sempre “striata Zebre” la linea mediana, con Canna e Violi, quest’ultimo al debutto da titolare in un test-match interno.

Una terza linea di collaudata esperienza internazionale, con capitan Parisse, al cap centoventisette,  Minto e Steyn, ed una seconda con Budd e Fuser, non dovrebbero fallire il compito affidato.

Stesso discorso riguarda ampiamente le conferme in prima linea. Ferrari a destra, Lovotti a sinistra e Bigi come tallonatore a guidare un pack che supera i 330 kilogrammi e che nei test match dello scorso giugno ha piegato, sia la prima linea figiano, sia quella della ben più blasonata Australia.

A disposizione Ghiraldini come tallonatore, il pilone Chistolini e il mediano Gori, sono nomi conosciuti e ampiamente provati  ma l’attesa riguarda il resto della panchina. Oltre a Zani e Lazzaroni, riflettori puntati sul flanker ed unico siciliano Giovanni Licata, il “piccolo” del gruppo con i suoi vent’anni, sull’utility back Matteo Minozzi ed il mediano d’apertura Ian McKinley.

I talentuosi Licata e Minozzi, stanno interpretando un Pro14 con performance di livello assoluto e altissima continuità, e l’esordio in nazionale potrebbe fare la differenza in campo consacrando l’entrata ufficiale nel rugby che conta. McKinley, mediano di apertura del Benetton ma di scuola Leinster, ha invece una storia personale quasi da tradurre per il grande schermo. Giocare nelle giovanili del Leinster non è da tutti. Poi un terribile incidente gli fa perdere la vista da un occhio troncando una sicura carriera nel rugby. Fine dei giochi?  La malasorte ha volte non sa con chi ha a che fare, incappa in persone che sono più “dure” di lei. C’è chi mostra veramente tutta la forza che ha dentro.  Ian è così, un rugbista vero e, finché la palla rotola, non si da per sconfitto. Afferrato alla sua granitica tenacia si rimette in gioco. Può giocare grazie a degli speciali occhiali, subito non autorizzati da tutte le federazioni . Riparte da Udine che milita in serie C, ma la classe non è acqua e sale di categoria quindi Viadana ed infine Treviso. L’esordio internazionale di club è emblematico. Succede a Dublino contro il suo Leinster. Azzurro per residenza se oggi O’Shea, anch’egli ex Leinster, lo facesse scendere in campo, a 28 anni, potrebbe trovarsi di fronte ad un nuovo a confronto con la vita giocando un test a livello internazionale. Sarebbe, inoltre, il primo atleta a scendere in campo in un test-match utilizzando speciali occhiali protettivi.

ITALIA 15 Jayden HAYWARD, 14 Leonardo SARTO 13 Tommaso BONI 12 Tommaso CASTELLO 11 Mattia BELLINI 10 Carlo CANNA       9 Marcello VIOLI 8 Sergio PARISSE 7 Abraham STEYN 6 Francesco MINTO 5 Dean BUDD 4 Marco FUSER 3 Simone FERRARI 2 Luca BIGI 1 Andrea LOVOTTI Head Coach Conor O’SHEA
a disposizione 16 Leonardo GHIRALDINI 17 Federico ZANI 18 Dario CHISTOLINI 19 Marco LAZZARONI 20 Giovanni LICATA  21 Edoardo GORI 22 Ian MCKINLEY  23 Matteo MINOZZI

FIJI 15 Kini MURIMURIWALU 14 Josua TUISOVA 13 Asaeli TIKOIROTUMA 12 Jale VATUBUA 11 Timoci NAGUSA 10 Ben VOLAVOLA 9 Frank LOMANI 8 Nemani NAGUSA 7 Akapusi QERA 6 Semi KUNATANI 5 Leone NAKARAWA 4 Apisalome RATUNIYARAWA 3 Manasa SAULO 2 Tuapati TALEMAITOGA 1 Campese MA’AFU. Head Coach John McKee
a disposizione 16 Sunia KOTO 17 Peni RAVAI 18 Ropate RINAKAMA 19 Sikeli NABOU 20 Mosese VOKA 21 Henry SENILOLI  22 Levani BOTIA 23 Vereniki GONEVA

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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