lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Ryanair, pressing su chi vende pochi gadget a bordo
Pubblicato il 27-11-2017


ryanairUna lettera che riporta indietro le lancette sui diritti dei lavoratori. La compagnia aerea irlandese Ryanair preme sui propri dipendenti e sullo staff di bordo affinché vendano più profumi e gratta & vinci, pena un ‘procedimento disciplinare’ e avere un cambio ‘indesiderato’ del proprio turno lavorativo.
Anche se la compagnia aerea ha negato le pressioni verso i propri dipendenti, il Guardian ha portato alla luce le lettere con cui Ryanair intimava il proprio personale a vendere. Le lettere, una proveniente dall’agenzia di collocamento WorkForce International Contractors e un’altra da un’agenzia che non può essere nominata perché non è stata raggiunta per un commento, presentano una dicitura quasi identica.
“Questa prestazione non è accettabile ed è chiaro che non stai semplicemente facendo il tuo lavoro a bordo”, si legge nelle lettere. Ai membri dell’equipaggio è stato anche detto che le loro vendite venivano “monitorate da vicino” e che se non vendevano più beni “saranno presi ulteriori provvedimenti e potreste essere soggetti a procedimenti disciplinari”.
Nonostante poi il manuale operativo di Ryanair per il personale di bordo afferma che la loro funzione è “principalmente per la sicurezza dei passeggeri”.
Nelle lettere ci sono anche i prodotti che non sono stati venduti ‘abbastanza’, in particolare una decina di prodotti tra cui bevande, dolciumi, cosmetici e gratta e vinci. Invece di preoccuparsi della sicurezza e del confort dei passeggeri, la compagnia low cost critica il personale di bordo perché troppo spesso non è riuscito a vendere più di 50 euro di merce, indicando inoltre un obiettivo di vendita fisso per ogni volo.
Tuttavia in una risposta scritta l’azienda nega che un dipendente debba ottenere una certa quota da vendere, anche se ammette che ogni assunto che non migliora le proprie prestazioni “può aspettarsi un’azione disciplinare se non c’è un miglioramento chiaro e duraturo”.
Nel frattempo la società è già finita nell’occhio del ciclone per le imposizioni ai propri assunti come il caso dei piloti che hanno hanno formato un sindacato non ufficiale in una battaglia contro l’amministratore delegato, Michael O’Leary, per le loro condizioni di impiego.

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