mercoledì, 13 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scintille tra la Banca d’Italia e la Consob
Pubblicato il 09-11-2017


SEDE MILANESE DELLA CONSOB

Scintille tra la Banca d’Italia e la Consob alla Commissione d’inchiesta. Lo scandalo delle Banche Venete s’infiamma. Banca d’Italia e Consob, entrambe sono tornate in Commissione dopo gli interventi della scorsa settimana per fornire maggiori chiarimenti su alcuni punti, prima singolarmente e poi uno contro l’altro in una sorta di confronto all’americana.

La Consob per prima ha acceso il fuoco. Nel corso dell’audizione, il direttore generale Angelo Apponi ha rivelato che nel 2013, in prossimità dell’aumento di capitale di Veneto Banca, la Banca d’Italia inviò una lettera alla Consob in cui si segnalava che l’operazione sarebbe stata strumentale al perseguimento degli obiettivi del piano dell’Istituto di credito e non escludeva eventuali acquisizioni che avessero avuto determinate caratteristiche.

Secondo la Consob,  Bankitalia, che si dovrebbe occupare della stabilità delle banche, non segnalò alcun problema di sofferenza. Apponi ha anche dichiarato: “E anzi indicò che l’operazione era strumentale a obiettivi previsti dal piano per effettuare eventuali acquisizioni coerenti con il modello strategico della banca salvaguardando liquidità e solidità”.

Dopo, il direttore generale della Consob ha affrontato la questione della Banca Popolare di Vicenza. Anche in questo caso non risparmia Bankitalia affermando: “A seguito dell’ispezione effettuata da Bankitalia nel 2007, la Consob non ha ricevuto alcuna informazione sul prezzo delle azioni. Al termine dell’ispezione, ci è stata trasmessa unicamente la parte che riguardava l’operatività in derivati otc e discuteva delle condizioni in cui veniva fatta operatività dei derivati nei confronti di alcuni operatori professionali”.

Inoltre, il direttore generale della Consob ha affermato: “I dati forniti dalle banche venete erano falsi. Il sistema della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa è basato su analisi di tipo statistico. Di conseguenza mi sembra chiaro che se elaboriamo dati forniti dagli intermediari, la vigilanza può trovare un ostacolo nel momento in cui vengono comunicati dei dati fasulli. Chi diffonde dati falsi risponderà delle proprie azioni. Le reazioni della Consob dipendono dal tipo di informazioni e dalla convergenza degli indizi. L’ispezione si fa quando esistono sufficienti indizi. La vicenda del prezzo delle azioni riteniamo che sia stata seriamente trattata con una nota nel prospetto informativo che è il documento previsto dalle norme comunitarie, può piacere o no. All’epoca non avevamo indizi e infatti abbiamo proceduto quando ci hanno informato. Se avessimo avuto segnali di quella profondità avremmo reagito in maniera diversa. La lettera di Bankitalia dell’8 maggio 2013 non mi sembra che segnalasse una sofferenza, anzi prevedeva un’acquisizione”.

La Banca d’Italia ha prontamente replicato con Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza: “Non abbiamo mandato le informazioni alla Consob perché ipotizzavamo che i problemi fossero procedurali, risolvibili e affrontabili da parte nostra. Sul caso della Banca popolare di Vicenza, pensavamo che i problemi fossero non solo di nostra competenza ma alla nostra portata. Nel novembre 2013 la Banca d’Italia segnalò alla Consob che il prezzo per l’aumento di capitale di Veneto Banca era incoerente con il contesto economico, vista la crisi in atto e considerate anche le negative performance reddituali dell’ esercizio 2012. Questa informativa mandata alla Consob era più che sufficiente a far scattare il warning della Consob”.

La botta e risposta tra Consob e Bankitalia in commissione di vigilanza sulle banche ha alimentato una polemica politica. Il Movimento Cinque Stelle ha commentato: “Un teatrino drammatico”, mentre il Pd parla di “falle allarmanti”.

Il candidato premier del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, nel corso di un convegno su MPS, ha affermato:  “Tra Consob e Bankitalia è in atto un drammatico teatrino. Volano stracci e ci mettono così in seria difficoltà con la comunità internazionale. Dicono che il M5S non è credibile, saranno credibili loro. Se il Movimento andrà al governo, è chiaro che chi ha vigilato finora non può vigilare più”.

Il presidente del PD, Matteo Orfini, ha scritto su Twitter:  “Quello che sta emergendo in commissione banche è serio, grave e allarmante. E dimostra che abbiamo fatto bene a volere questa commissione. E a dire che il sistema di vigilanza aveva delle serie falle”.

Da questa vicenda emerge un quadro dell’Italia molto preoccupante. La classe dirigente del Paese sembra più scadente di quanto si potrebbe immaginare.

La maggioranza degli italiani, quella del non voto, attende l’inizio di un percorso virtuoso per ritrovare fiducia nelle istituzioni.

Salvatore Rondello

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento