martedì, 24 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Malavolti:
Israele, l’assassinio di Rabin
22 anni dopo
Pubblicato il 03-11-2017


Caro Direttore,
il 4 novembre 1995 è stato un giorno di rottura per la democrazia israeliana: Yitzhak Rabin, il Primo ministro israeliano che incarnava la speranza di una pace con i palestinesi, veniva assassinato da un suo concittadino, un ebreo israeliano, l’estremista Yigal Amir. “Per la prima volta lo Stato e la democrazia israeliana dovettero affrontare una minaccia interna tangibile”, ha dichiarato il Presidente d’Israele Reuven Rivlin nel corso delle cerimonie ufficiali – tenutesi alla Knesset e al Monte Herzl, dove Rabin è sepolto – in memoria del Premio Nobel per la pace. Il suo assassinio “è una frattura che cerchiamo ancora di far guarire e continueremo a farlo”, ha affermato Rivlin. “La vera democrazia può e deve prevedere il disaccordo. E una democrazia vibrante dovrebbe permettere il dialogo anche quando è doloroso – le parole del Presidente israeliano – Ma non può permettere la violenza, deve denunciarla, soprattutto quando nasce al suo interno. Perché la violenza, come disse Rabin nel suo ultimo discorso, intacca le fondamenta della democrazia. La violenza mina i pilastri su cui poggia lo Stato d’Israele”.

Andrea Malavolti

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