martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Non approfittare del “Non Profit”
Pubblicato il 27-11-2017


L’inchiesta, pubblicata sul supplemento del Corriere della Sera di martedì 21.11.2017, pone la domanda:- Chi controlla le Ong? In un prospetto, vengono evidenziati i dati ,relativi a molte Ong e Associazioni, che lavorano in campo internazionale: Donatori privati, Dipendenti, Bilanci e i Paesi in cui lavorano più ONG italiane. Non possono non restare impressi i valori delle varie voci. Ne elenco alcuni. I donatori privati più numerosi sono 139.841, dell’ActionAid Italia; il bilancio più consistente è dell’ Unicef: 55.001.231 di euro; la COOPI Int.le ha 3.162 dipendenti, con una retribuzione annua dai 18.000 ai 63.000 euro. Apprendiamo che la cooperazione internazionale in Italia vale oltre 692 milioni di euro. A seguito dello scandalo della scorsa estate, si sta riducendo il numero dei piccoli donatori, fenomeno, che si è esteso anche a danno delle “ Non profit”. Secondo la Cavalcoli, autrice dell’inchiesta, nonostante i tentativi per apparire trasparenti, pubblicando i bilanci, sono ancora pochi quelli che forniscono informazioni complete, specie sui contratti e sugli stipendi dei vertici. L’ inchiesta ha attratto la mia attenzione perché del mondo delle Onlus, delle Cooperative sociali e delle ONG (che stanno in mezzo al mare), mi sono interessato per molto tempo. Dopo anni, l’interesse è diventato diffidenza, che è andata crescendo, grazie alla conoscenza di situazioni esistenti sul territorio, alle letture giornalistiche e ai servizi televisivi . In particolare, la notizia, che 5 Ong, su 9, hanno sede a Malta, che è un Paese, che non accoglie migranti. Incominciai ad interessarmi del volontariato e della protezione civile negli anni ’80, come Presidente Provinciale dell’A.I.C.S. Tra l’altro, costituimmo l’associazione di Protezione civile “Il Gabbiano” , con Sedi a Grottolella, ad Altavilla e a Rotondi. Sono stato sempre convinto che il volontariato dovesse essere fatto gratis e che non bisognava chiedere contributi agli Enti locali. Questi avrebbero dovuto favorire l’azione dei volontari, per renderla più agevole e più efficace. Organizzammo convegni sulla opportunità di prepararsi, come Enti locali, per far fronte alle esigenze, che stavano per esplodere: assistenza agli anziani, protezione ai deboli, lotta alle nuove povertà, ecc. Personalmente, avevo, come ho, la convinzione che l’organizzazione cooperativistica delle attività economiche e sociali è la più democratica e la più solidale.

Appena ventenne, incominciai ad impegnarmi per creare cooperative, anche con buoni risultati e qualche pericolo. Ricordo un concetto, esposto in un Convegno alla Camera di Commercio, nel 1982: “ Se la politica e le amministrazioni non si faranno promotrici della creazione di cooperative Pubblico-private, per gestire i servizi emergenti , il settore sarà inghiottito dalla camorra. Non fui ascoltato e la camorra invase il campo. Fu utilizzata la formula della Cooperativa sociale e il settore si chiamò “ Non Profit”. Dopo alcuni anni, fui indotto ad organizzare un Convegno sul tema “ Non approfittare del Non Profit”. Sarebbe interessante radiografare l’elenco delle onlus, dell’epoca. Dopo la lettura dell’ inchiesta, ho cercato di conoscere la situazione provinciale attuale, sapendo che passavo dai giganti ai nani, anche se le ragioni della loro esistenza, è simile. In Irpinia, ci sono 80 Cooperative Sociali –Onlus. Un numero importante, che potrebbe diventare uno strumento di sviluppo economico-sociale, di crescita civile e culturale. Non capisco perché, questo mondo, non emerge nel dibattito politico.

Dal numero, si deduce che sono moltissime le persone ( volontari o dipendenti) coinvolte nell’espletamento delle funzioni sociali. Purtroppo, abbiamo conosciuto l’esistenza e l’azione di qualche Onlus locale, solo per ragioni non chiare. Esiste anche l’esigenza di capire il rapporto tra le Cooperative sociali e gli Enti locali e di servizio. E’ un elemento, che dimostrala la natura dell’agire politico e della concretezza amministrativa . Mi auguro che le forze politiche, che aspirano ad amministrare gli Enti locali, dimostrino di dare importanza al mondo del Non Profit e di avere idee chiare per il loro utilizzo, efficace e trasparente, con l’obiettivo di evitare che i furbi approfittino del Non Profit e altri lo utilizzino come copertura.

La storia politica italiana dimostra che le Regioni italiane, che, nel tempo, hanno utilizzato il mondo della cooperazione in modo democratico, civile e intelligente hanno provocato lo sviluppo del territorio. Quelle, che sono state vittime della mentalità borbonica, non hanno conosciuto uno sviluppo armonioso e vivono ancora in uno stato di equilibrio instabile. Purtroppo, le cose che sentiamo e leggiamo, non lasciano prevedere la necessaria presa di coscienza.

Luigi Mainolfi

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