martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Parole e numeri
Pubblicato il 06-11-2017


Ogni tanto torno, con la mente, a Trilussa e alla sua statistica: io mangio 3 polli, tu ne mangi 1, la media fa due polli a testa. Poi, vado ai Promessi Sposi, per riflettere sul fatto che “ l’avvocato” Azzeccarbugli utilizzava il latino per confondere Renzo e a Don Abbondio, che, con le parole, faceva aumentare la confusione del povero Renzo. Oggi, i furbastri, che si sono impossessati del palcoscenico della politica, cosa usano per fregare gli elettori? Parole e numeri. Oltre alle efficacissime 10 regole per il controllo sociale delle masse, agli slogans e alle frasi fatte, si utilizzano, a seconda dei casi, i numeri dell’ ISTAT, della Confindustria, della CGIA di Mestre e di altri Centro Studi, a pagamento. I numeri, è convinzione di tutti, non si prestano, a differenza delle parole, a manipolazioni ( 4 + 4 = 8, non può fare 9).

I poteri forti, grazie alla matematica finanziaria e agli algoritmi sono diventati più affidabili e credibili di filosofi e sociologi. Anche perché, la cultura della Magna Grecia era stata emarginata dagli imprenditori ( ricordiamo il giudizio di Agnelli su De Mita). Secondo “ politici- aritmetici ”, i filosofi esprimo opinioni, mentre i numeri indicano certezze.

Tale convinzione è una Fake News. Le operazioni finanziarie si fanno dopo aver scelto i numeri che servono e le grandezze adeguate a sostegno delle tesi. Da molti anni, periodicamente, notiamo il seguente comportamento: si pubblicizzano NUMERI, utili a far capire che c’è una negatività sociale, e quando il popolo dimostra di aver assorbito il messaggio, si approva una legge voluta dai poteri forti. Gli esperti a pagamento convincono il popolo che è stato legiferato per il suo bene e nell’ interesse della Nazione. Prendiamo, ad esempio, il problema pensioni. I dati utilizzati sono l’aumento della vita media italiana e i conti dell’INPS. Osservazione: In Lombardia, la vita media per gli uomini è 76,00 anni, mentre in Campania è 74,8; per le donne, in Lombardia è 82,9, mentre in Campania è 80,8. Perché, nel parlare di età pensionabile, non si tiene conto della differenza tra le Regioni? Si ripete noiosamente che in futuro l’INPS non ce la farà a pagare le pensioni. Implicitamente, si consiglia di stipulare Fondi Pensioni per i figli e Polizze per Pensioni integrative per i lavoratori e per i probabili licenziati.

Si crea un clima di terrore e le persone corrono verso le Assicurazioni e le Banche, diventate, anch’esse, Assicurazioni. Milioni di cittadini abboccano e montagne di euro abbandonano i risparmiatori e corrono verso le Assicurazioni. Risultato: gli utili di Banca Intesa, Generali, UNIPOL Assicurazioni , Cattolica, ecc. sono saliti alle stelle, mentre le loro filiali e agenzie sono diminuite e decine di migliaia di dipendenti sono stati licenziati. Addirittura, stanno trasferendo i loro centri decisionali a Dublino, facendo venir meno entrate allo Stato Italiano. E, nessuno reclama. Nemmeno i sindacati, che presuntuosamente cercano di apparire ancora difensori dei lavoratori e dello stato sociale italiano. Inoltre, come mai, giornali nazionali e i partiti all’opposizione non hanno portato a conoscenza dei lettori e degli elettori che, dal 2015, la vita media è diminuita?

Evidentemente, i poteri forti controllano tutti i gruppi: chi tramite UNIPOL e chi tramite Mediolanum o Generali. Mi sono convinto che i poteri forti sono Pupari e i partiti sono PUPI. I sindacalisti, lo sanno? Gli ingenui e i corrotti sono sempre più lenti dei furbi. Un altro numero, che viene utilizzato strumentalmente è quello relativo al Debito Pubblico. Quando non si sa come giustificare una decisione impopolare, arriva la noiosa espressione “ è l’alto Debito Pubblico”, lasciatoci dalla prima Repubblica, che ci costringe ad attuare una politica di austerità”. Vediamo le cose come stanno. Nel 1987, inflazione al 4,6%, il debito era di 460.418 milioni e il Deb/PIL era dell’88.6% ; nel 2000, il debito era di 1.300.269 milioni e il Deb/PIL era del 108% ( infl. 2,6%) ; 2016, il Debito era di 2.439.132 milioni, il rapporto DEB/PIL 132% ( infl. 1%). Si vede che mentre l’inflazione andava diminuendo il debito pubblico aumentava ( fatto quasi innaturale). Le ragioni dipendevano anche dalla svendita di settori dell’apparato manifatturiero e industriale a imprenditori esteri e all’emigrazione di imprenditori italiani. Sono convinto che se vengono trascurati o occultati argomenti di vera politica, si va di male in peggio, con il consenso delle vittime delle Fake News.

Da uomo rispettoso degli altri, non pretendo di aver detto verità, volevo sviluppare un ragionamento, con la speranza di provocare dei confronti.

Luigi Mainolfi

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