mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

RIMBOCCARSI LE MANICHE
Pubblicato il 07-11-2017


sicilia cartina

Finito il conteggio delle schede, il Movimento cinque stelle si conferma il primo partito in Sicilia. Lo era anche cinque anni fa con circa il 15% dei consensi, ma questa volta ha quasi raddoppiato i suoi voti ora ufficializzati dall’Ufficio elettorale, certificando un 26,67% (513.359 voti); da sottolineare che il consenso al candidato Giancarlo Cancelleri è ben superiore, pari al 34,65% e 722.555 preferenze, avendo calamitato buona parte del voto disgiunto. La coalizione del centrodestra che ha spinto la vittoria di Nello Musumeci (39,8%) vale il 42% (809.121), con Forza Italia a guidarla e che è il secondo partito all’Ars con il 16,37%. Il campo del centrosinistra vale il 25,4% (488.939 voti; ben oltre il risultato di Fabrizio Micari, al 18,6%, che, a differenza di Cancelleri, ha pagato il voto disgiunto); a guidarlo il Pd (13%)

“Inutile girarci intorno. È una battuta d’arresto, anche se la lista di socialisti e civici, Sicilia Futura-Psi, ha raggiunto il 6 % dei voti”. È il commento del segretario del PSI, Riccardo Nencini, ai risultati delle elezioni siciliane. “C’è solo da rimboccarsi le maniche – ha aggiunto – rafforzando la coalizione riformista. È urgente che il Segretario del Pd convochi un tavolo con tutti gli alleati per discutere un patto con gli italiani”- ha proseguito. “Sin da venerdì prossimo a Milano – ha detto Nencini riferendosi alla kermesse socialista “Meriti e bisogni 2.0″ del 10 e 11 novembre – i socialisti chiameranno al confronto i partiti della sinistra di governo. È il momento di aprirsi – ha proseguito – abbandonando rancore e nostalgia del passato per sottoporre quanto prima agli italiani, attraverso primarie delle idee, un programma che abbia come priorità la frontiera europea e la lotta al bisogno”- ha concluso il segretario del Psi.

Anche il senatore socialista Enrico Buemi ha parlato delle prospettive del centrosinistra. “Il contributo dei socialisti è indispensabile per ampliare la capacità di coinvolgimento dei cittadini da parte delle forze politiche del centrosinistra, in modo da interpretare con obiettivi unitari le diverse sensibilità che hanno caratterizzato nel passato e nel presente la politica nella Regione e nel Paese” ha detto Buemi nel corso della Conferenza regionale del partito che lo ha confermato segretario regionale del Piemonte Psi, mentre il già senatore ugenio Bozzello è stato chiamato alla presidenza onoraria.

“L’apporto della cultura di governo e di sensibilità verso le problematiche sociali e i diritti individuali dei cittadini, da sempre caratteristica dell’impegno politico dei socialisti, si ritiene indispensabile per un rilancio del centrosinistra, che sta vivendo una difficile fase politica – ha concluso Buemi – e che ha bisogno di recuperare senso unitario, pur nella diversità delle proprie radici e della capacità di interpretare le esigenze del cambiamento”. E la portavoce del Partito Maria Cristina Pisani ha aggiunto: “Nonostante lo scenario complessivo, in Sicilia, la lista supera il 6% e Nino Oddo raggiunge un ottimo risultato. Chapeau a lui, alle compagne e compagni siciliani per la passione, la determinazione, l’entusiasmo con cui hanno lavorato. Bravo Nino, andiamo avanti con la tenacia e il coraggio di sempre!”.

Intanto resta l’attesa per gli appuntamenti di questa settimana: tra sabato e lunedì, infatti, si riuniranno Campo progressista e Pd, già oggi l’assemblea dei parlamentari e degli eletti. Archiviate le elezioni in Sicilia e registrata la sconfitta di tutte le anime del centrosinistra si rimette mano alle alleanze. I pontieri sono già all’opera per evitare che una divisione porti alla sconfitta anche a livello nazionale. Per questo nel Pd si è deciso di non alzare lo scontro interno e Dario Franceschini ha avanzato un suo ‘lodo’: una “alleanza con le forze che ci stanno nel campo del centrosinistra”, “ognuno con il proprio simbolo e il proprio leader” senza prefigurare fin da ora il candidato premier in caso di vittoria, visto che il Rosatellum non lo prevede. Un ‘lodo’ che sarà valutato nelle prossime ore e nei prossimi giorni: lo stesso Renzi ha ipotizzato che non si indichi il premier fin da ora. Domenica si terrà la convention di Campo progressista e i pontieri si attendono già da quell’appuntamento un segnale di apertura e altrettanto sperano possa venire da Mdp, a maggior ragione dopo l’incontro di ieri di Pietro Grasso con Giuliano Pisapia. Certo, si dovranno posare le polveri dopo gli scontri anche personali degli ultimi giorni, ma il risultato siciliano è sotto gli occhi di tutti e potrebbe avere convinto più d’uno che alimentare le divisioni porta alla sconfitta, tanto più che a fronte si un centrodestra che si sta ricompattando. Lunedì poi si terrà la direzione Pd, il segretario indicherà la sua road map e a quel punto saranno in campo tutti gli elementi per decidere.

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Commenti all'articolo
  1. E’ più che comprensibile la soddisfazione, in casa PSI, per la percentuale ottenuta dalla “lista di socialisti e civici”, ma sarebbe nel contempo interessante capire se tale risultato sia da ascrivere soprattutto al programma della lista o alla qualità dei candidati – non conosco né il primo né i secondi – perché in un sistema proporzionale con preferenze, come mi sembra essere quello vigente nell’Isola, può portare consensi il fatto che l’elettore sia messo nelle condizioni di scegliere il proprio rappresentante, oltretutto all’interno di candidature di qualità, se tali sono.

    Per inciso, vista la riuscita della lista, in un meccanismo proporzionale con preferenze – peraltro con una non bassa soglia di sbarramento – mi suona sempre meno comprensibile la propensione che, salvo miei improbabili errori di memoria, aveva il PSI verso il collegio uninominale, quando era ancora in discussione la nuova legge elettorale.

    Tornando alle considerazioni di premessa, mi sembrano abbastanza naturali dal momento che per le elezioni politiche non sono previste le preferenze, e dunque una formazione si connota, e si distingue, per il suo programma, e da quanto posso capirne, ma potrei ovviamente sbagliarmi, dalle fila del PSI mi pare essere uscita, finora almeno, una forte attenzione verso tematiche che appartengono di norma alla sinistra-sinistra, o se vogliamo quella ideologica, e non ad una sinistra-liberale che dovrebbe includerne anche altre, di stampo per l’appunto liberale.

    Non entro nel merito della appropriatezza di tali tematiche, ossia quelle che mi sembrano proprie di una cultura politica della sinistra-sinistra, anche se al riguardo io ho come ognuno la mia opinione, ma mi permetto semplicemente di osservare che c’è già chi in quest’epoca se ne è fatto da tempo “alfiere”, e c’è quindi il rischio che l’elettorato non veda la differenza, e preferisca semmai l’originale.

    Paolo B. 08.11.2017

  2. E’ più che comprensibile la soddisfazione, in casa PSI, per la percentuale ottenuta dalla “lista di socialisti e civici”, ma sarebbe nel contempo interessante capire se tale risultato sia da ascrivere soprattutto al programma della lista o alla qualità dei candidati – non conosco né il primo né i secondi – perché in un sistema proporzionale con preferenze, come mi sembra essere quello vigente nell’Isola, può portare consensi il fatto che l’elettore sia messo nelle condizioni di scegliere il proprio rappresentante, oltretutto all’interno di candidature di qualità, se tali sono.

    Per inciso, vista la riuscita della lista, in un meccanismo proporzionale con preferenze – peraltro con una non bassa soglia di sbarramento – mi suona sempre meno comprensibile la propensione che, salvo miei improbabili errori di memoria, aveva il PSI verso il collegio uninominale, quando era ancora in discussione la nuova legge elettorale.

    Tornando alle considerazioni di premessa, mi sembrano abbastanza naturali dal momento che per le elezioni politiche non sono previste le preferenze, e dunque una formazione si connota, e si distingue, per il suo programma, e da quanto posso capirne, ma potrei ovviamente sbagliarmi, dalle fila del PSI mi pare essere uscita, finora almeno, una forte attenzione verso tematiche che appartengono di norma alla sinistra-sinistra, o se vogliamo quella ideologica, e non ad una sinistra-liberale che dovrebbe includerne anche altre, di stampo per l’appunto liberale.

    Non entro nel merito della appropriatezza di tali tematiche, ossia quelle che mi sembrano proprie di una cultura politica della sinistra-sinistra, anche se al riguardo io ho come ognuno la mia opinione, ma mi permetto semplicemente di osservare che c’è già chi in quest’epoca se ne è fatto da tempo “alfiere”, e c’è quindi il rischio che l’elettorato non veda la differenza, e preferisca semmai l’originale.

    Paolo B. 08.11.2017

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