giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Siria: Putin punta su Assad, asse con Iran e Turchia
Pubblicato il 21-11-2017


putin assadSull’asse Damasco-Mosca-Teheran si sta concludendo in favore del regime di Bashar al-Assad la partita in Siria. A sorpresa, il presidente siriano è volato a Sochi, la località balneare russa affacciata sul mar Nero, dove ha incontrato Vladimir Putin. Nel corso del colloquio, durato quasi 3 ore e al quale hanno partecipato anche i vertici della Difesa di Mosca, Putin si è congratulato con il collega siriano per i risultati “nella lotta ai gruppi terroristici”. “La nazione siriana sta vivendo un’esperienza molto seria e tuttavia si sta avvicinando all’ultima, inevitabile sconfitta dei terroristi”, ha affermato Putin.

Contemporaneamente, l’Iran ha annunciato che l’Isis è stato ormai sconfitto in Iraq e in Siria. I superstiti “continueranno a fare del male, ma ormai le fondamenta del gruppo jihadista sono state smantellate”, ha assicurato il presidente Hassan Rohani. Dopo il colloquio con Assad, Putin ha fatto sapere che è prevista oggi una sua conversazione telefonica con il collega americano Donald Trump. Le forze governative siriane controllano già oltre il 98% del territorio del Paese, ha sottolineato il presidente russo. “Esistono focolai di resistenza dei terroristi, ma stanno scomparendo rapidamente, sotto i raid delle nostre forze aeree e degli alleati siriani”.

La fase attiva dell’operazione militare in Siria, che mirava a preservare la sovranità e l’integrità territoriale del Paese e a creare le condizioni per il ripristino di una vita pacifica, “sta finendo”, ha annunciato da parte sua il capo di stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov.

“Nonostante ci sia ancora una serie di problemi irrisolti, questa fase sta arrivando alla sua logica conclusione”, ha detto il generale russo, auspicando di trovare con Teheran e la Turchia “un approccio comune per continuare a lavorare” sul dossier.

Putin e Assad hanno parlato anche delle fondamenta su cui poggiare il processo politico per la soluzione del conflitto. “Vorrei discutere con lei i principi base dell’organizzazione del processo politico e l’organizzazione del Congresso dei popoli della Siria da lei appoggiato. – ha detto il presidente russo rivolto al siriano – Mi piacerebbe sentire la sua valutazione sullo stato attuale delle cose e sulle prospettive di sviluppo della situazione, compresa la sua visione del processo politico, che a noi sembra, in ultima analisi, debba svolgersi sotto l’egida delle Nazioni Unite”.

Putin ha osservato che “la questione più importante è quella di una soluzione politica pacifica del conflitto, dopo la sconfitta dei terroristi; la questione cioè di una soluzione a lungo termine della situazione in Siria”. L’ultima volta i leader russo e siriano si erano incontrati dell’ottobre 2015, quando Assad si era recato a Mosca per una visita lampo e colloqui con la leadership russa. Il Cremlino ha comunque ribadito che il ruolo di Bashar al-Assad nel futuro della Siria potrà essere deciso solo dal popolo siriano. Domani, intanto, e’ atteso a Sochi il trilaterale tra i presidenti di Russia, Turchia e Iran proprio sulla crisi in Siria. Nel suo colloquio con Assad, il leader russo gli ha assicurato che oltre a Turchia e Iran, anche Mosca “sta lavorando attivamente ed e’ in constante contatto con altri Paesi, come Iraq, Stati Uniti, Egitto, Arabia Saudita e Giordania”. Il Cremlino ha spiegato che il faccia a faccia tra Putin e Assad a Sochi è stato organizzato per adempiere alla promessa di parlare con la leadership siriana, che il presidente russo aveva fatto ai colleghi di Turchia e Iran, in vista del trilaterale di domani.

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