giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ue. Il Pil ai massimi da dieci anni. L’occupazione ferma
Pubblicato il 09-11-2017


commissione_berlaymontLa Commissione europea vede rosa sulla crescita economica di Eurolandia, che con un più 2,2 per cento atteso sul 2017 raggiungerà i massimi dell’ultimo decennio. Il dato è decisamente superiore rispetto alle previsioni di primavera (1,7%), rileva l’esecutivo comunitario notando come anche l’Ue nel suo complesso dovrebbe oltrepassare quest’anno le aspettative, con una crescita vigorosa del 2,3 per cento.

“Nel complesso l’economia dell’Ue sta andando bene. La crescita economica e la creazione di posti di lavoro sono solide, aumentano gli investimenti e calano gradualmente il disavanzo e il debito pubblico. Vi sono inoltre segnali di ripresa del processo di convergenza dei redditi reali”, ha commentato Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l’euro e il dialogo sociale. “Esistono, tuttavia, differenze significative tra gli Stati membri, alcuni dei quali continuano a registrare una notevole stasi nel mercato del lavoro. Le nostre politiche devono rimanere fortemente incentrate su una crescita basata sulla sostenibilità e sull’inclusione. Per questo servono politiche macroeconomiche orientate alla stabilità e riforme che stimolino la produttività e la capacità di adattamento ai cambiamenti e che garantiscano un’ampia redistribuzione dei benefici della crescita nelle nostre società”.

Secondo Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane “dopo cinque anni di ripresa moderata, la crescita in Europa registra ora un’accelerazione. Le buone notizie giungono da diversi fronti, e riguardano tra l’altro la creazione di un maggior numero di posti di lavoro, l’aumento degli investimenti e il consolidamento delle finanze pubbliche. Restano, tuttavia, alcune difficoltà legate agli elevati livelli di debito e alla scarsa crescita dei salari. Serve un preciso impegno da parte degli Stati membri per garantire che l’espansione in corso sia duratura e che i suoi frutti siano distribuiti equamente”.

La ripresa ciclica, che prosegue ininterrottamente da 18 trimestri, rimane incompleta, poiché si accompagna ad un mercato del lavoro ancora poco dinamico e ad una crescita dei salari insolitamente bassa. Per questo la crescita del Pil e l’inflazione dipendono ancora dal sostegno politico. La Banca centrale europea ha mantenuto una politica monetaria molto accomodante, mentre alcune altre banche centrali nel mondo hanno iniziato ad aumentare i tassi d’interesse. Nel 2018 alcuni Stati membri della zona euro dovrebbero adottare politiche di bilancio espansionistiche, rileva ancora l’Ue, ma l’orientamento globale della zona euro in questo ambito dovrebbe rimanere sostanzialmente neutro.

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