mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ue: parità retributiva
fra uomini e donne
Pubblicato il 20-11-2017


commissione_berlaymontLa Commissione europea ha deciso di lanciare un “piano di azione” per la parità retributiva fra donne e uomini da completare entro la fine del suo mandato, la primavera del 2019. “In questo periodo turbolento – si legge nella nota dell’esecutivo comunitario, che fa riferimento alle rivelazioni sulle molestie e le violenze nei luoghi di lavoro – servono azioni concrete per porre fine al divario retributivo: una nuova indagine Eurobarometro conferma che la parità non è ancora stata raggiunta nei paesi europei”.

“Dobbiamo sfruttare l’attuale momento di risonanza mediatica e politica su questi temi per passare da dichiarazioni di principio ad azioni concrete – ha commentato il vicepresidente Frans Timmermans -. In tutt’Europa le donne hanno diritto alla parità di trattamento, all’emancipazione e alla sicurezza, ma questi diritti non sono ancora realtà per un numero troppo elevato di loro”.

Come ha sottolineato la commissaria alla Giustizia Vra Jourovà, “le donne sono ancora sottorappresentate nelle posizioni di vertice in ambito politico e nel mondo imprenditoriale. Continuano a guadagnare in media il 16% in meno rispetto agli uomini in tutta l’UE e la violenza nei loro confronti è ancora diffusa. Tutto ciò è ingiusto e inaccettabile e l’indipendenza economica delle donne è la loro miglior protezione contro la violenza.”

L’attuazione del piano predisposto a Bruxelles secondo gli auspici della Commissione “permetterà tra l’altro di migliorare il rispetto del principio della parità di retribuzione, valutando la possibilità di modificare la direttiva sulla parità di genere; di ridurre lo svantaggio connesso alle mansioni di accudimento familiare, sollecitando il Parlamento europeo e gli Stati membri ad adottare rapidamente la proposta dell’aprile 2017 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata; di infrangere il “soffitto di cristallo”, finanziando progetti volti a migliorare l’equilibrio di genere nelle imprese a tutti i livelli di gestione e incoraggiando i governi e le parti sociali ad adottare misure concrete per migliorare l’equilibrio di genere nei processi decisionali”.

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