martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Umbria. Legge contro gli sprechi alimentari
Pubblicato il 10-11-2017


giornata_sprechi_alimentariI consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR) esprimono soddisfazione per l’approvazione in Aula della legge della quale sono stati promotori che promuove le attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici. Per Casciari e Rometti “l’Umbria con oggi è una regione più etica e civilmente impegnata”.
“Con la presente proposta di legge si intendono perseguire a livello regionale diverse finalità e obiettivi: ridurre degli sprechi e la produzione di rifiuti, secondo le normative nazionali ed europee vigenti, e in conformità coi principi dell’economia circolare; favorire il recupero e la donazione a fini di solidarietà sociale delle eccedenze alimentari, compresi i prodotti agricoli in campo, gli alimenti a fini medici speciali e gli alimenti senza glutine a favore delle persone che si trovino in stato di indigenza o disagio sociale; favorire il riutilizzo e la donazione di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; promuovere l’insediamento dei centri di riuso; contribuire alle attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione sulle materie oggetto della presente legge”.

L’atto prevede la costituzione di reti operative, promosse dai Comuni in forma singola o associata, il cui compito sarà quello di raccogliere i prodotti alimentari e non, ritirati o rimossi dalla distribuzione primaria ma ancora idonei al consumo, ma anche i pasti non consumati preparati dai servizi di ristorazione collettiva, e i prodotti farmaceutici, per
ridistribuirli a fini di solidarietà sociale a favore delle persone che si trovino in situazioni di disagio sociale. Faranno parte della rete, oltre ai comuni, i soggetti della grande distribuzione organizzata, i servizi di ristorazione collettiva, gli organismi dei terzo settore, le associazioni di volontariato e di assistenza, gli enti caritatevoli, le associazioni di categoria e gli operatori dei settori non alimentari, nel rispetto della
normativa vigente. Tra le iniziative della Regione ci sarà ogni anno una “Giornata regionale contro gli sprechi alimentari”; campagne di comunicazione dei dati raccolti in tema di recupero alimentare e riduzione degli sprechi; la promozione di percorsi didattici presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado finalizzati alla sana alimentazione, alla produzione alimentare ecosostenibile, alla riduzione degli sprechi; la
formazione dei soggetti partecipanti alle reti operative di gestione delle eccedenze alimentari. Un ruolo importante è previsto per l’Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico), delegata a comporre le linee guida per i Comuni anche per quanto riguarda la riduzione della tariffa sui rifiuti alle aziende che donano. Previsti anche criteri premiali per le imprese che garantiscono attività di recupero e donazione delle eccedenze alimentari ai soggetti donatari e per le amministrazioni locali che predispongono bandi specifici.

“I principi ispiratori della proposta di legge sono quelli propri dell’economia circolare, ovvero quel modello di sviluppo che sostiene il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti ponendo l’accento sulla sostenibilità, ambientale, economica ed etica, in tutte le fasi di produzione di un bene fino al suo ultimo utilizzo possibile anche a seguito di recupero e riuso. In Umbria esistono già alcune esperienze portate avanti con lungimiranza e responsabilità da enti caritatevoli, istituzioni locali, associazioni di volontariato, terzo settore ed imprese. I contenuti dei documenti redatti a livello sovranazionale trovano riscontro puntuale nella legge nazionale ‘166/2016’ (Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi). La legge, ad un anno dalla sua approvazione, ha già fatto registrare un aumento del 20 per cento delle donazioni da parte della grande distribuzione che ha trovato in questa legge uno strumento snello e semplice per donare le proprie eccedenze.

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