lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Culle vuote. In calo anche figli di genitori stranieri
Pubblicato il 28-11-2017


culle vuoteL’Italia si aggiudica sempre di più il triste primato di “Paese per vecchi”. Nel 2016 in Italia sono nati 473.438 bambini, oltre 12 mila in meno rispetto al 2015. Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità. Questa importante diminuzione è in parte dovuta al contemporaneo forte calo dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014, anno in cui sono state celebrate appena 189.765 nozze (57 mila in meno rispetto al 2008). La “colpa” del calo negli ultimi otto anni è per quasi tre quarti dell’età delle donne: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose.
L’altra importante novità è quella che riguarda il calo anche dei figli da genitori stranieri che fino ad ora sono stati il traino di un’Italia sempre più vecchia. Dal 2012 diminuiscono, seppur lievemente (-7 mila), anche i nati con almeno un genitore straniero pari a poco più di 100 mila nel 2016 (21,2% del totale). Tra questi, a calare in maniera più accentuata sono i nati da genitori entrambi stranieri, che nel 2016 scendono per la prima volta sotto i 70 mila. Tra i nati stranieri, al primo posto si confermano i bambini rumeni (15.417 nel 2016), seguiti da marocchini (9.373), albanesi (7.798) e cinesi (4.602). Queste quattro comunità rappresentano il 53,6% del totale dei nati stranieri.
Viene invece confermato il trend di maggiore natalità nel Mezzogiorno, nonostante qualche calo, rispetto al Nord-Italia. È proprio in quest’ultima parte d’Italia che si registra una elevata frequenza di donne con un solo figlio (circa il 30%), mentre al Sud ci sono ancora donne con 2 o più figli.
Nonostante analisi ‘spicciole’ sui modelli occidentali si donne che non vogliono i figli è sempre il fattore di stabilità economica e sociale su cui si deve porre l’accento.
«Questi risultati – commenta l’Istat – documentano che il fenomeno delle donne (e delle coppie) senza figli per scelta è molto contenuto nel nostro Paese e che, per converso, a determinare l’aumento della quota di donne senza figli siano più gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei progetti familiari; non va trascurato l’effetto del rinvio che si può trasformare in rinuncia con l’approssimarsi delle età più avanzate della vita riproduttiva delle donne».

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