lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

 Zimbabwe: Mugabe non molla, torna l’ex vice
Pubblicato il 17-11-2017


mugabeLo Zimbabwe attende con il fiato sospeso la decisione del presidente Robert Mugabe che, bloccato nel suo palazzo, si rifiuta di cedere la guida di un Paese che regge da 38 anni. Nelle ultime ore sono finiti agli arresti domiciliari anche altri uomini del suo entourage e intanto e’ rientrato nel Paese, secondo una fonte a lui vicina, il suo ex vicepresidente Emmerson Mnangagwa, la cui defenestrazione aveva provocato l’intervento dell’esercito.

I militari, che negano di aver fatto un colpo di Stato, hanno assicurato che vi sono stati “progressi significativi” per trovare una soluzione alla crisi e hanno dato notizie di nuove epurazioni all’interno del partito di governo, Zanu-PF. “Abbiamo catturato molti criminali, mentre altri sono ancora in fuga”, ha fatto sapere l’esercito in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano di stato The Herald, ora controllato dai militari. “Al momento stiamo discutendo con il Comandante in Capo (Robert Mugabe) e vi informeremo del risultato di queste discussioni il prima possibile”, ha aggiunto. Il 93enne presidente, che rimane agli arresti domiciliari, e alti esponenti delle forze armate dello Zimbabwe hanno avuto una riunione giovedi’ presso la sede della Presidenza, con la mediazione di un sacerdote e un inviato del governo sudafricano.

Alla presenza del capo dell’esercito, il generale Constantino Chiwenga, Mugabe, 93 anni di cui 37 al potere, ha rifiutato le dimissioni. Secondo i media locali, l’esercito cerca l’allontanamento dal potere di Mugabe, anche se non necessariamente subito. Mugabe e’ riluttante a dimettersi, secondo le stesse fonti, e vuole garantita l’immunita’ per lui e la First Lady, Grace. Giovedi’ sarebbe rientrato in patria l’ex vicepresidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, la cui espulsione aveva messo in moto l’esercito contro Mugabe. Tra le ipotesi sul tappeto c’e’ che il presidente si dimetta e ceda il potere a Mnangagwa oppure resti in carica fino al congresso del partito a dicembre o fino alle elezioni nel 2018.

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