martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

70 anni della Costituzione ma la Rai dimentica Nenni
Pubblicato il 28-12-2017


firma costituzione

La Costituzione italiana, nata con la firma del 27 dicembre del 1947 da Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, ha compiuto 70 anni. Un evento per ricordare la Repubblica nata con il referendum del 2 giungo 1946, con una vittoria che ha posto le basi per la rinascita di un paese dilaniato dalla seconda guerra mondiale. La Rai, servizio pubblico e pagato quindi da tutti i cittadini, ha ricordato l’evento celebrato, tra l’altro, al Senato. Piccolo particolare, la Tv di Stato ha dimenticato, quanto volutamente non si è in grado di dirlo, ma come diceva Andreotti a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, di citare il ruolo del Partito Socialista nella realizzazione della Carta Costituente.

avanti-repubblica A guida del Partito socialista durante la nascita della Repubblica italiana era Pietro Nenni. La centralità del Parlamento, nella concezione di Nenni, era un elemento fondamentale. Per Nenni il Parlamento coniuga il funzionamento delle istituzioni repubblicane, con la consapevolezza che questa non è sufficiente se non supportata da una reale rappresentanza, espressione degli interessi delle forze sociali.  Alle elezioni del ‘46 che diedero vita alla Costituente, il Psi risultò essere il secondo partito. La Democrazia Cristiana ottenne il 35,21%, il Partito Socialista Italiano il 20,68% e il Pci il 18,93%.

Non solo. Nenni, vicepresidente del Consiglio, venne anche nominato Ministro per la Costituente con uno dei primi provvedimenti del Governo Parri. Fu quella una nomina naturale visto il ruolo che il leader socialista aveva svolto per accelerare la convocazione dell’Assemblea Costituente. Di tutto questo ovviamente neanche una parola. Il che non solo è una mancanza di serietà e di professionalità ma anche una menzogna nei confronti degli abbonati Rai, ma anche della storia. La scelta della Repubblica e della democrazia parlamentare attraverso il referendum e l’elezione dell’Assemblea Costituente è un passaggio decisivo della storia dell’Italia contemporanea. I Padri fondatori che attendevano all’importante lavoro di elaborazione della Carta fondamentale per il Paese, erano consapevoli che questa doveva consentire la realizzazione per il suo futuro di una democrazia emancipante.

Nenni, nei suoi Diari definisce “giornata storica”, il 2 giugno 1946, data del referendum istituzionale e della elezione della Costituente, che considera anche la sua giornata perché da essa dipende la sua opera come capo del partito socialista e come ministro. Pietro Nenni infatti era stato chiamato a reggere il Ministero per la Costituente la cui istituzione, finalizzata da un punto di vista generale a preparare i materiali per lo studio tecnico della costituzione da adottare, era stata uno dei punti qualificanti del governo Parri costituito all’indomani della Liberazione.

avanti nenniL’impegno per la Costituente caratterizza la battaglia condotta tra il ’44 ed il ’45 da Nenni attraverso gli articoli pubblicati sull’ “Avanti”, il discorso pronunciato il 3 settembre 1944 a Napoli in occasione del primo Consiglio nazionale del partito socialista (PSIUP), e s’intensifica subito dopo la Liberazione. Il provvedimento con il quale veniva istituito il Ministero attribuiva a Nenni il compito di preparare la convocazione dell’Assemblea Costituente, di predisporre il materiale per lo studio della nuova Costituzione che avrebbe dovuto determinare l’assetto politico dello Stato e le linee guida della sua azione economica e sociale e prevedeva la istituzione di una commissione per elaborare la legge elettorale politica, e di una commissione di studio per predisporre i materiali per la nuova Costituzione. L’elaborazione della legge per l’elezione dell’Assemblea era un impegno prioritario e Nenni con il decreto del 31 agosto 1945, uno dei suoi primi atti come Ministro, si occupò della sua formazione.

Nenni nella qualità di Ministro per la Costituente nel suo discorso sottolinea la necessità di non poter separare la questione pregiudiziale della «forma›» dello Stato dal «contenuto» dello Stato: «Tutto è incerto nella vita nazionale del nostro paese: è incerto il nostro pane, è incerto il nostro lavoro, sono incerte le nostre frontiere, è incerta la nostra pace. Qualcosa io penso non è incerto: ed è la volontà di costruire uno Stato democratico capace di vincere tutte le difficoltà e di fronte al quale, se tutto sarà difficile, niente sarà veramente impossibile… Tocca ora a noi, suscitare nel popolo il sentimento che il nemico peggiore della democrazia è l’indifferenza, allorché si tratta di decidere la forma e la struttura dello Stato».

La centralità del Parlamento è per Nenni essenziale per il funzionamento delle istituzioni repubblicane, ma egli ha anche consapevolezza che gli istituti rappresentativi non sono sufficienti quando vi è un distacco dagli interessi delle forze sociali. La passione politica è la fonte dell’energia con cui Nenni affronta le lotte politiche ed è questa passione che gli consente di conquistare le masse. È stato detto che protagoniste dei suoi Diari, specie degli anni 1943-1953, sono le folle sulle quali Nenni esercitava una grande influenza e che quando seguivano i suoi discorsi vibravano d’entusiasmo.

Dopo le elezioni amministrative della primavera 1946 segnate da un significativo successo del P.S.I.U.P., Nenni apre la campagna per la Repubblica, presupposto della organizzazione di nuovi rapporti sociali. Il risultato del referendum che segna, anche se con esiguo margine, la vittoria della Repubblica, gli vale il riconoscimento per l’impegno che aveva caratterizzato quella battaglia e per aver insistito perché si arrivasse al più presto al voto. Il 5 giugno è per Nenni un giorno speciale, così annota sui Diari: «Una grande giornata che mi ripaga da molte amarezze e che può bastare per la vita di un militante. La battaglia per la Repubblica è vinta. Hanno cominciato a telefonarmi alle tre del mattino. Al ministero ed al partito è stato un succedersi di congratulazioni e di feste.

L’«Avanti!» è uscito a un’ora in edizione speciale. Ha un Grazie a Nenni, firmato da Silone e da tutta la redazione di tono molto affettuosi». Ma di tutto questo dalla Rai neanche una parola. A noi e a chi ha a cuore la verità non resta che indignarci.

Redazione Avanti!

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