martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Agricoltura: ok Parlamento europeo a riforma Pac
Pubblicato il 12-12-2017


Parlamento EuropeoIl parlamento europeo ha approvato con 503 voti a favore, 87 contrari e 13 astensioni la riforma della politica agricola comune concordata con i governi dei 28 paesi Ue. Secondo l’assemblea riunita in sessione plenaria a Strasburgo, la nuova Pac “rafforza il potere contrattuale degli agricoltori e introduce strumenti più adatti a fronteggiare possibili crisi”. Le nuove norme, hanno valutato gli eurodeputati a maggioranza, “consentiranno a tutte le organizzazioni di agricoltori riconosciute di pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei loro membri, senza violare le regole di concorrenza dell’UE. Finora, i negoziati collettivi sono stati consentiti solo in pochi settori come il latte, l’olio d’ oliva, le carni bovine o i cereali”. Inoltre,gli agricoltori avranno strumenti più efficaci per proteggersi dalla volatilità del mercato e da rischi quali le cattive condizioni meteorologiche, i parassiti delle piante o le malattie animali.

Le misure volte a stabilizzare il reddito degli agricoltori saranno inoltre adattate meglio alle loro esigenze, ad esempio attraverso un aumento degli indennizzi per l’assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, e fondi comuni di proprietà degli agricoltori. La Commissione europea potrà reagire più rapidamente alle crisi, con misure eccezionali di sostegno per gli agricoltori.

È poi previsto che i paesi abbiano una maggiore flessibilità per definire un “agricoltore in attività”, vale a dire la persona che può ricevere sovvenzioni agricole dall’UE. Aumenteranno significativamente gli “incentivi” per i giovani agricoltori, dal 25 al 50% per i primi 25-90 ettari, per attrarre un numero maggiori di giovani in un settore che invecchia. Come ha spiegato il capodelegazione nel negoziato per la riforma, l’italiano Paolo De Castro, “il pacchetto approvato costituisce un risultato importante per i nostri agricoltori: da un lato vengono risolti problemi strutturali dell’impostazione del 2013, dall’altro vengono offerte nuove opportunità agli agricoltori, soprattutto per affrontare le turbolenze del mercato”. Ora il consiglio dell’UE deve ancora approvare un aggiornamento delle norme agricole dell’UE prima della sua entrata in vigore il 1 gennaio 2018.

“L’adozione del pacchetto ‘Omnibus’ è un’ottima notizia” ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina: “C’è molto dell’iniziativa italiana in questa riforma, grazie al lavoro dei nostri eurodeputati a partire da Paolo De Castro e dall’azione del nostro Ministero. Abbiamo ottenuto avanzamenti importanti che correggono una politica agricola comune troppo burocratica. Dal 1 gennaio 2018 ci saranno infatti più semplificazioni e progressi importanti per l’agricoltura italiana. C’è più spazio per il sostegno ai giovani agricoltori, un taglio concreto di vincoli burocratici e un’attenzione maggiore alla questione cruciale della gestione del rischio, che vede un miglioramento degli strumenti a disposizione. Per la prossima programmazione servirà ancora più spinta per tenere insieme agricoltura, alimentazione e ambiente”.

Positivo il commento anche di Coldiretti che ha parlato di “risultato importante per le imprese agricole e per il Paese, frutto di un decisivo gioco di squadra”. Per il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con il voto positivo del Parlamento europeo “è stato scongiurato il rischio di un rinvio che avrebbe fatto perdere agli agricoltori italiani l’opportunità di applicare le nuove regole

Queste le principali novità

– Si prevede una maggiore flessibilità per identificare la figura dell’agricoltore attivo, nell’applicazione degli aiuti accoppiati e per i piccoli agricoltori.

– Maggiore semplificazione nelle regole del greening e possibilità di aumentare il pagamento di base per i giovani agricoltori.

– Sullo sviluppo rurale, le novità più importanti riguardano la gestione del rischio; in particolare, la soglia minima di danno per far scattare l’erogazione dei risarcimenti dovrebbe essere abbassata dal 30 al 20%. Altre semplificazioni riguardano lo strumento di stabilizzazione del reddito attraverso i fondi di mutualizzazione. Di grande importanza inoltre, tra l’altro fortemente volute dalla delegazione italiana, sono le novità introdotte alla misura consulenza aziendale che, pur se inserita negli attuali Programmi di sviluppo rurale, risulta praticamente inapplicata a causa di limiti oggettivi previsti nella regolamentazione di base.

– Per quanto riguarda le OCM, il rafforzamento del ruolo delle organizzazioni dei produttori per tutti i settori, analogamente a quanto già previsto nel pacchetto latte.

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