martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Al Santa Severa va in scena il mito di George Best, artista del pallone
Pubblicato il 15-12-2017


George-Best2Un osservatore restò sbigottito vedendolo giocare. A soli 15 anni lo presentò nel 1961 all’allenatore del Manchester United con una frase scolpita nella storia del calcio: «Credo di aver scoperto un genio». Da allora nacque il mito di George Best, l’attaccante fuoriclasse, maglia numero 7 della squadra inglese.
Un genio del pallone, l’uomo dei primati sui campi di calcio e in sregolatezze nella vita. Uno dei miti che segnò il calcio internazionale e, assieme ai Beatles, l’era della contestazione studentesca. Vinse tutto quello che si poteva vincere. Segnò 181 gol in 437 partite nelle file del Manchester United.

Narcisista, bello, scattante, eccessivo in tutto, un vincente alla fine sfortunato. Per delineare il complesso e controverso personaggio basta ricordare le sue brucianti e super citate frasi: «Ho speso molti soldi, per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato». E ancora: «Dicono che sono andato a letto con 7 Miss Mondo.. .Mi dispiace deluderli erano solo 4. Non sono uscito con le altre 3». Il vizio del bere lo divorò: «I sentimenti creano dipendenza…Meglio l’alcool». Ma l’alcool alla fine lo uccise. Al fuoriclasse nordirlandese fu trapiantato il fegato ma non si salvò, alla fine morì a Londra a 59 anni per una infezione epatica.

La leggenda del calcio britannico ed internazionale sabato 16 dicembre è il protagonista di una pièce al Castello di Santa Severa scritta e diretta da Roberto Fiorentini. Va in scena lo spettacolo teatrale Pelé is good, Maradona is better, George is Best (“Maradona è bravo, Pelè è meglio, ma George è Best”), un titolo ripreso da una delle affermazioni narcisiste dell’attaccante nordirlandese.

L’appuntamento, precisa un comunicato stampa, è alle ore 18 nella Sala della Legnaia. Dopo il successo di A Christmas Carol si cambia genere e il Castello di Santa Severa, al centro di una nuova stagione culturale grazie alla Regione Lazio, in collaborazione con Lazio Crea, Mibact, Comune di Santa Marinella e CoopCulture, ospita uno spettacolo dedicato a Best, uno dei re del calcio mondiale di tutti i tempi.

George Best è uno dei calciatori più forti e leggendari di sempre. Un mito soprattutto nel suo paese, l’Irlanda del nord. Ancora oggi se andate a Belfast, dove nacque nel 1946, con l’aereo atterrerete al George Best Airport, l’unico aeroporto al mondo dedicato ad un calciatore.

Lo spettacolo racconta «vita, morte e miracoli» del grande calciatore del Manchester United, ormai ampiamente entrato nel mito, anche utilizzando video originali e spesso piuttosto rari delle sue prodezze calcistiche. Fa da sfondo, entrando però nella narrazione, la società inglese degli anni ’60, con la sua moda, la sua musica, la sua ondata di rivolta e di libertà. George è il quinto beatles, la prima stella del calcio che diventa star a tutto tondo, imitato nel vestire, nel taglio di capelli, come accade oggi normalmente per gli assi del pallone, ma che non era mai accaduto prima di lui. Pallone d’Oro nel 1968, un talento così assurdo e assoluto gettato infine via per aver scelto di entrare nei labirinti dell’eccesso, inseguendo donne, alcool, guidando auto veloci.

Eppure, ancora oggi, il suo nome è un richiamo anche per chi non lo ha visto giocare: perché la sua esistenza è romanzo popolare, racconto epico, il suo viso è nei murales delle case ferite dell’Irlanda del Nord, perché tante storie per ragazzi partono dalle sue imprese, dal suo mito.

Leo Sansone
SfogliaRoma

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