martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Tota Pulchra” e i progetti per Messico e Libano
Pubblicato il 11-12-2017


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Nella sala centrale dell’Oratorio del Gonfalone (nota specialmente per gli splendidi affreschi delle “Storie della Passione di Cristo”, opera di artisti tardocinquecenteschi come Federico Zuccari e altri), presso Via Giulia, nel Centro storico di Roma, l’associazione “Tota Pulchra”, che dal 2016 si occupa d’ arte in quanto manifestazione, nell’ uomo, della bellezza divina e mezzo di cambiamento sociale, ha organizzato ultimamente una serata di musica, arte e poesia. Aperta da Mons. Jean-Marie Gervais, Prefetto del Capitolo vaticano e Presidente dell’ associazione, la serata ha permesso di presentare al pubblico i progetti di “Tota Pulchra” per il prossimo anno: riguardanti, specialmente,. Messico e Libano.

Sul palco, introdotti dal giornalista Marco Carbone e coordinati dai bravi Valerio Monda e Luca Alberto Di Laudo, rispettivamente primo e secondo assistente di “Tota Pulchra”, si son alternati i vari oratori. “In Messico – ha precisato il musicista Gianmarco Lorusso – siamo riusciti a organizzare, a , sul Pacifico, un’ “orchestra-escuela” che prende letteralmente dalla strada i ragazzi poveri, i “meninos de rua”, dandogli da mangiare e, soprattutto, un’istruzione. Il 4 gennaio sarò nuovamente là, per un grande concerto con la partecipazione di questi ragazzi: un’iniziativa umanitaria di questo rilievo ha bisogno, chiaramente, del sostegno di voi tutti”.
In Libano, invece, l’iniziativa di “Tota Pulchra” riguarda il monastero di Sant’ Elias ( il nome originario, Ilia, indica il profeta Elia della Bibbia) di Kahlounieh, dell’ Odine maronita libanese, fondato nel 1766 e andato distrutto nella guerra civile terminata solo nel 1990. L’ associazione sta cercando d’ assecondare gli sforzi del monastero per risorgere: sia come centro di dialogo interreligioso e interculturale (negli anni ’70 vi funzionava una scuola per 400 studenti, di tutte le comunità religiose, specialmente druse e cristiane) che come polo di sviluppo economico, basato soprattutto su attività agricole con le piu’ moderne tecnologie bio ed eco-correlate. “Speriamo – spiega Monsignor Gervais – d’ avviare i lavori entro la prima metà del 2018: chiaramente, un progetto del genere richiede cospicui investimenti, e tra poco partirà una forte campagna di finanziamento. I monaci, aiutati da associazioni private, stanno cercando di raccogliere fondi, ma la cosa richiederà tempo, anche per i problemi politici. In complesso, però, gli stessi drusi e tutti i libanesi capiscono che la presenza cristiana in Libano è storicamente importante, essenziale nella sua stessa fisionomia di terra da sempre portata al dialogo tra culture e religioni diverse (cristiana maronita e di altre confessioni, musulmana sunnita, scita, drusi)”.
Dopo l’esecuzione di brani musicali da parte di vari interpreti, Veronica Piraccini, docente di Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Roma, ha presentato il suo dipinto “Il mio Gesù'”: opera inedita ( presentata, ultimamente, solo alla chiesa di S.Paolo alla Regola) realizzata, per contatto diretto con la Sindone di Torino, con la tenica della “pittura impercettibile” ( basata su speciali pigmenti impercettibili , inventati dalla stessa artista, che fan sì che l’opera non sia visibile alla luce naturale, ma appaia nella sua completezza solo al buio, con l’ausilio di speciali lampade).
Michele Santangelo, presidente dell’associazione “Percorsi di luce-Il cammino lucano”, ha parlato dell’ itinerario di culto mariano in Basilicata organizzato in vista anche del 2019: che sarà anche l’anno, appunto, degli itinerari su base religiosa e culturale, e vedrà Matera capitale europea della cultura. Luca Maria Spagnuolo ha recitato e commentato lo straordinario ultimo canto del “Paradiso” dantesco, aperto dalla celebre invocazione alla Madonna; mentre Alessandro Di Liberto, esperto di geopolitica, s’ è’ soffermato sulle grandi opportunità che per l’ Italia, specialmente meridionale, si stanno aprendo oggi col ritorno del baricentro economico mondiale, dopo cinquecento anni, verso l’ Oriente, con la nuova “Via della seta” aperta da una Cina fortemente proiettata ormai nel Mediterraneo.

Fabrizio Federici

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