venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Austria. Vienna, Italia e Turchia contro Kurz
Pubblicato il 18-12-2017


kurzNessuna buona notizia arriva dall’Austria con il governo di Sebastian Kurz, un’alleanza che vede il leader dell’Oevp, all’esecutivo con Heinz-Christian Strache, leader del partito populista di estrema destra Fpoe che annuncia un doppio passaporto per gli altoatesini italiani. Uno schiaffo alla sovranità italiana che ha destato sconcerto a Roma, l’idea del nuovo governo austriaco di Sebastian Kurz di concedere passaporto austriaco ai cittadini italiani di lingua tedesca nell’Alto Adige sarà “una discussione da affrontare con grande delicatezza”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, “e ne parleremo nei termini che sono più coerenti con la nostra storia e con la tutela delle nostre popolazioni e dei nostri concittadini che hanno sempre avuto una posizione molto chiara in merito”. Alfano ha espresso la propria posizione alla stampa italiana al termine del Comitato Governativo Congiunto Italia-Cina che si è tenuto a Pechino.
Non è il primo scontro tra Roma e Vienna, ma precedentemente è sempre stata l’Italia alla fine ad averla ‘vinta’, anche se non bisogna dimenticare che Kurz da ministro degli Esteri aveva ottenuto la chiusura della rotta balcanica per i migranti.
Il Governo di Kurz si è appena insediato, ma sta già creando malumore nelle cancellerie straniere, non solo con i vicini italiani. Per l’Italia lo sconcerto è arrivato con l’annuncio a Bolzano del parlamentare austriaco Werner Neubaur, responsabile della Fpoe (il partito di ultradestra austriaco al governo) per i rapporti con l’Alto Adige che ha fatto sapere che i “sudtirolesi potranno richiedere la cittadinanza austriaca già nel 2018, al più tardi all’inizio del 2019”, richiesta gratuita per non gravare sulle famiglie. Ma ora contro Kurz è anche Ankara. La Turchia ha attaccato il neonato governo austriaco con l’accusa di “discriminazione” dopo la presentazione del programma in cui i due partiti dell’esecutivo hanno annunciato che non sosterranno l’adesione di Ankara all’Unione europea. “Queste dichiarazioni senza fondamento e poco lungimiranti nel programma del nuovo governo austriaco confermano sfortunatamente le preoccupazioni sul trend politico basato sulla discriminazione e sulla marginalizzazione”, ha reso noto il ministero degli Esteri turco in una nota.
Accusando il futuro governo di Vienna di “disonestà”, il ministero turco ha avvertito che se il programma verrà realizzato porterà l’Austria “a perdere l’amicizia della Turchia” e ad affrontare “le reazioni che merita”.
Ma neanche gli austriaci sembrano contenti di questo nuovo esecutivo: vicino all’Hofburg è arrivata la protesta di alcune migliaia di austriaci contro quello che definiscono “un gabinetto degli orrori”. Circa cinquemila i manifestanti secondo la polizia, diecimila per gli organizzatori, un numero molto più contenuto rispetto alle 250.000 persone che scesero in piazza nel 2000 contro il precedente ingresso dell’FPÖ nel governo. Tuttavia resta un buon segnale di come una parte della popolazione austriaca non voglia arrendersi all’Ultradestra.

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Commenti all'articolo
  1. Israele e il mondo ebraico internazionale guardano con attenzione – e con un misto di prudenza e preoccupazione – a quanto accade in Austria, dove il trentunenne Sebastian Kurz, leader del Partito popolare (ÖVP), ha deciso di formare il governo assieme all’estrema destra del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) di Heinz-Christian Strache. Dopo 17 anni quindi, il populismo xenofobo del FPÖ fondato da Jörg Haider, torna alla ribalta e ad avere un ruolo di governo. Con Haider – si legge su Pagine Ebraiche – l’avventura nell’esecutivo austriaco durò poco e portò l’Unione europea a imporre sanzioni diplomatiche all’Austria; mentre Israele decise di ritirare il suo ambasciatore e dichiarò Haider “persona non grata”. Oggi le reazioni non sono così dure (in Austria però dopo l’annuncio di Kurz, ci sono state manifestazioni di piazza contro il Partito della Libertà, definito neonazista) ma la preoccupazione rimane: dal ministero degli Esteri israeliano fanno sapere che con il Premier Kurtz continuerà la collaborazione mentre Gerusalemme boicotterà i ministri dell’ultradestra del FPÖ – Esteri, Difesa e Interni – mantenendo per il momento contatti solo con i livelli professionali dei ministeri stessi. “È estremamente inquietante che, nonostante le molte preoccupazioni reali note ed espresse in merito al FPÖ, questi abbia ora una posizione di grande influenza, dando al governo austriaco una spinta reale e ancor più forte verso destra”., il commento preoccupato del World Jewish Congress e del suo presidente Ronald Lauder, già ambasciatore Usa in Austria. “Kurz è un uomo capace, – la dichiarazione di Lauder dopo l’annuncio del nuovo governo FPÖ-ÖV- che ha mostrato atteggiamenti molto positivi nei confronti di Israele e del popolo ebraico, e gli auguro buona fortuna come cancelliere per portare l’Austria a grandi successi. Spero inoltre che si adopererà al massimo per garantire che le politiche del suo governo continuino a seguire una linea democratica e non si dissolvano in un pericoloso populismo”.

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