mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

BIOTESTAMENTO IN AULA
Pubblicato il 05-12-2017


senato

La legge sul biotestamento subito in Aula. Sarà esaminata dall’Aula del Senato a partire dalla seduta di martedì pomeriggio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, riunita dal presidente Pietro Grasso. Il disegno di legge sullo ius soli invece è stato inserito “all’ultimo punto” del calendario dei lavori.

E così il provvedimento – approvato alla Camera lo scorso aprile e fermo in commissione a Palazzo Madama – riuscirà a vedere la luce, salvo improvvisi (e già avvenuti) passi indietro di qualcuno, grazie all’intesa che, tramite il capogruppo Luigi Zanda, ne ha chiesto la calendarizzazione immediata. “È un finale perfettamente in linea con l’intera legislatura che si è contraddistinta per aver cambiato il Paese in tema di diritti civili e politiche sociali a sostegno dei più deboli” ha detto il presidente dei senatori del Pd. “Il biotestamento, la legge sui testimoni di giustizia attesissima dall’ordinamento giudiziario, la legge sugli orfani di crimini domestici, lo Ius soli. Un calendario ambizioso ma realizzabile se, responsabilmente, tutti i gruppi collaboreranno evitando ostruzionismi e interventi finalizzati a rallentare i lavori. Ho proposto non solo di lavorare fino al giorno prima delle festività natalizie ma anche che a tutti i gruppi parlamentari di collaborare seriamente per rendere il nostro programma di calendario realizzabile”, ha concluso Zanda.

Favorevole Mdp, contrari i centristi di Ap che hanno minacciato di mettere i bastoni tra le ruote del provvedimento. “Se non verranno accolte le nostre richieste sul ruolo del medico e su alimentazione e idratazione, che non sono trattamenti medici, Alternativa popolare voterà no” ha ribadito Maurizio Lupi. “Lasceremo libertà di coscienza ma vogliamo entrare nel merito” del ddl ha aggiunto la capogruppo di Ap, Laura Bianconi sottolineando che Ap in ogni non accetterà la fiducia. Contraria anche la Lega (che ha annunciato 1820 emendamenti), mentre Forza Italia probabilmente darà libertà di coscienza ai suoi senatori.

Favorevole il commento dei socialisti. “Finalmente – ha detto la presidente del gruppo del Psi alla Camera Pia Locatelli – il provvedimento arriva in Aula al Senato. Ora è essenziale che venga approvato senza modifiche per evitare un nuovo passaggio alla Camera che impedirebbe di avere una legge entro la fine della legislatura. I numeri in Senato ci sono: diamo subito una risposta alle richieste di cittadini e cittadine di poter scegliere fino alla fine a quali cure sottoporsi”. “Siamo felici – ha aggiunto la portavoce del Psi Maria Cristina Pisani – che finalmente la Conferenza di Capigruppo di Palazzo Madama abbia deciso di inserire al primo punto del calendario dei lavori dell’Aula l’esame del ddl sul biotestamento. Abbiamo abbandonato per troppo tempo donne e uomini che ci chiedevano semplicemente di poter esprimere la loro volontà nel momento più drammatico della loro vita. Non c’è più tempo da perdere. Il testamento biologico va approvato entro il termine della legislatura. È un nostro dovere, è un loro diritto”.

Soddisfazione anche da parte di Fassino: “La calendarizzazione dei provvedimenti relativi al biotestamento, allo Ius Soli e culturae, ai testimoni di giustizia e ai minori orfani di femminicidio, conferma quanto questa legislatura, con quei provvedimenti e con leggi già approvate sulle unioni civili e il Dopo di noi, riconosca giusta centralità ai diritti civili e di cittadinanza”. “È impegno adesso del Partito Democratico e dei suoi gruppi parlamentari operare con determinazione per l’approvazione di tutti i provvedimenti all’ordine del giorno”, ha aggiunto.

Secondo Emma Bonino invece la riunione dei capigruppo ha messo in evidenza quello che ha definito “una competizione tra diritti”. “Se salta lo ius soli – ha detto – credo che sia un problema del Pd nel dialogo con i cittadini, aldilà di noi. Devo dire che mi dà grande scoramento questa competizione tra i diritti civili, o l’uno o l’altro, come se fosse una concorrenza. Sicché penso che nello scorcio di questa legislatura il problema è di volontà politica e ognuno si assuma le sue responsabilità”. A favore invece, una volta tanto, i pentastellati. “C’è solo una cosa da dire: finalmente. Finalmente, dopo mesi di stallo, il Senato ha smesso di temporeggiare e la legge sul biotestamento approda in Aula”. “I nostri voti per l’approvazione di questa legge di civiltà ci sono”, ha affermato la senatrice del MoVimento 5 Stelle, Paola Taverna. “Vittoria. Il biotestamento arriva in aula. Adesso approviamolo senza giochini e senza modifiche. Garantiamo agli italiani un diritto fondamentale atteso da troppo tempo. Noi ci siamo” scrive su Twitter il senatore del M5s Vito Crimi dimenticando forse che l’ultimo tentativo per approvare il biotestamento venne fatto naufragare proprio dai 5 Stelle.

LA SCHEDA
La proposta di legge approvata dalla Camera lo scorso 20 aprile, a 10 anni di distanza dalla morte di Piergiorgio Welby e a 8 anni dalla scomparsa di Eluana Englaro, approda in Aula al Senato per il via libera definitivo (salvo sorprese) prima del termine della legislatura. Il provvedimento mira ad introdurre la possibilità di sottoscrivere le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, con la previsione di poter rinunciare anche all’idratazione e alla nutrizione artificiale.

Questi i 7 pilastri della proposta di legge:
– CONSENSO INFORMATO: Con la premessa che la legge tutela il diritto alla vita, alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all’autodeterminazione, il testo dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è documentato in forma scritta. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, viene espresso mediante videoregistrazione o dispositivi che la consentano. La volontà espressa dal paziente può essere sempre modificata.

– NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE: Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento, comprese la nutrizione e idratazione artificiali. Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e, di conseguenza, possono essere rifiutati o sospesi.

– ACCANIMENTO TERAPEUTICO, SEDAZIONE PROFONDA E ABBANDONO CURE: Viene sancito il divieto di accanimento terapeutico, riconosciuto il diritto del paziente all’abbandono terapeutico e viene espressamente garantita la terapia del dolore fino alla sedazione profonda continuata. Il testo della legge, così modificato durante l’esame in Aula, recita: “Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario. È sempre garantita un’appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente”.

– RESPONSABILITÀ DEL MEDICO: Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciarvi. In conseguenza di ciò, il medico è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere dal medico trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale e alla buone pratiche clinico-assistenziali. È stata poi introdotta durante l’esame in Aula alla Camera una norma che, seppur in modo non diretto né esplicito, riconosce di fatto al medico l’obiezione di coscienza, in quanto dispone che “il medico non ha obblighi professionali”. Il che significa che il medico può, ad esempio, rifiutarsi di staccare la spina. Infine, la legge sul testamento biologico deve essere applicata anche dalle cliniche e strutture sanitarie cattoliche convenzionate.

– MINORI E INCAPACI: Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno. Il minore o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e decisione e quindi deve ricevere informazioni sulle sue scelte ed essere messo in condizione di esprimere la sua volontà.

– DAT: ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Viene indicata una persona di sua fiducia (fiduciario) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Le Dat devono essere redatte in forma scritta (o videoregistrate a seconda delle condizioni del paziente) e vincolano il medico che è tenuto a rispettarne il contenuto. Tuttavia, le Dat possono essere disattese qualora appaiano palesemente incongrue o le condizioni nel frattempo siano mutate e se siano sopraggiunte nuove terapie non prevedibili al momento della loro compilazione. Con la medesima forma scritta le Dat sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. In caso di emergenza possono essere modificate o annullate anche a voce. Le Dat vengono inserite in registri regionali.

– PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE: Nella relazione tra medico e paziente, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

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