domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Bitcoin, moda o cripto-truffa?
Pubblicato il 11-12-2017


bit coin

Il  Bitcoin, la ‘moneta digitale privata’ debutta al Cboe Global Markets di Chicago e segna subito un record. Il Cboe ha infatti annunciato che il bitcoin futures o XBT ha iniziato a operare ieri, ed oggi sarà il primo giorno intero di trading. All’apertura, il prezzo futures di XBT è stato di 15.000 dollari e 890 contratti sono stati scambiati alle 19,15 (CT).

Cboe ha annunciato in precedenza che tutte le spese di transazione verranno annullate per tutto il mese di dicembre. Secondo la società, il valore totale di tutti i bitcoin in circolazione, cioè la capitalizzazione di mercato, negli ultimi cinque anni è cresciuto fino a 262 miliardi di dollari da meno di 1 miliardo di dollari, con un fatturato nozionale giornaliero dell’8 dicembre superiore a 21 miliardi di dollari.

Il valore totale di tutti i token criptovaluta in circolazione è ora di circa 423,7 miliardi di dollari. Il CME Group di Chicago lancerà i future sui CMC Bitcoin  lunedì 18 dicembre. I futures su Bitcoin sono considerati una pietra miliare importante che mostra che la valuta digitale viene accettata dalle principali borse finanziarie.

C’è chi grida alla truffa, vera e propria. Chi parla di miracolo, e chi ancora lo ritiene soltanto una moda passeggera. Un fuoco di paglia, insomma. Da giorni i Bitcoin  sono sulla bocca di tutti. Soprattutto adesso, dopo il debutto al Cboe Global Markets di Chicago, che ha fatto segnare subito un nuovo record.

Come ha fatto una moneta creata non da uno stato sovrano ma da una rete di computer, e non controllabile da banche o governi, a veder in soli due anni decuplicare il suo valore, passando dai 200 euro agli oltre 10mila sfiorando i 19mila? E poi, c’è da fidarsi? Conviene davvero investire su questa criptovaluta?

Secondo il Prof. Nicola Borri, docente di finanza alla Luiss: “In generale una valuta non deve avere una grande volatilità per essere un buono strumento di pagamento.  Questo è di certo un punto a sfavore. Questo non cambia la sua natura potenzialmente rivoluzionaria, ma non c’è dubbio che sia in caso si usi il Bitcoin come forma di pagamento sia che si pensi a un investimento è rischioso. Il numero delle transazioni che viene effettuato ora con questa valuta è minimo e questo suggerisce che si tratta di uno strumento che andrebbe preso con sano scetticismo”.

Luigi Laura, docente di Informatica alla Luiss in un articolo pubblicato su Luiss Open, ha spiegato: “Di solito la moneta viene stampata da uno stato sovrano, e le transazioni avvengono direttamente, mediante passaggio di contanti, oppure attraverso ‘intermediari fidati’: le banche, ad esempio facendo un bonifico. Nel caso del Bitcoin, a differenza delle valute tradizionali, la creazione delle monete è affidata a un algoritmo. A garantire la sicurezza e la trasparenza delle operazioni è la blockchain, una tecnologia che sfrutta appunto algoritmi crittografici sofisticati. Tecnologia che sta attirando l’attenzione sia dei grandi operatori della finanza che delle più grandi banche mondiali”.

Franco Cimatti, presidente della Bitcoin Foundation Italia, ci tiene a ricordare: “Il Bitcoin non è però l’unica criptovaluta. E’ la più diffusa ma non è l’unica diffusa sul mercato. Sicuramente ha un network di utenti molto ampio, per ora abbastanza più ampio rispetto alle criptovalute che più gli si avvicinano nella competizione”.

Il Prof. Nicola Borri ha anche spiegato: “La scommessa di chi punta su Bitcoin è quello che diventi monopolista. Ma va ricordato che la tecnologia è tale per cui non è impossibile che nasca un nuovo competitor, anche più tradizionale, più innovativo dal punto di vista tecnologico. Se il competitor è ad esempio una banca centrale, il Bitcoin perderebbe completamente di valore perché non riconosciuta dallo Stato”.

Per la ‘legge di Gresham’, sappiamo che la moneta cattiva scaccia la buona.
Oggi le cripto valute non dovrebbero essere sottovalutate. Stanno diventando una spina nel fianco per le autorità monetarie di tutto il mondo. Di certo si sa che per comprare Bitcoin si paga con valuta corrente emessa da Istituti di emissione. Quindi si consegna valuta buona per acquistare una moneta ‘cattiva’. Dietro alle cripto valute potrebbero nascondersi delle grandi truffe, forse tra le più grandi di tutti i tempi.

I lettori farebbero bene a porsi alcuni interrogativi: perché i Bitcoin e tutte le altre cripto valute sono state finora tollerate dalle autorità monetarie, dagli Stati e perché un importante organismo come il Cboe di Chicago li ha ammessi alle quotazioni ufficiali ?

Se qualcuno li potrebbe considerare come una unica moneta di scambio in una economia globalizzata, allora perché questa moneta non viene proposta dal Fondo Monetario Internazionale o dalla Banca Mondiale che possono offrire garanzie maggiori sulla solvibilità e sulla stabilità di una valuta pregiata?

Inoltre, chi sono i ‘signori’ del Bitcoin e per quale motivo sono state create veramente le criptovalute? Pericolosamente, i Bitcoin, potrebbero mettere in discussione la necessità di qualsiasi sovranità monetaria.

Salvatore Rondello

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