giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Rajoy replica a Puigdemont: “Non ha vinto lui”
Pubblicato il 22-12-2017


rajoy 7In Catalogna la situazione peggiora dopo le nuove consultazioni elettorali, la vittoria (di Pirro) va alla giovane avvocatessa di Ciudadanos (partito unionista), Inés Arrimadas, ma la maggioranza assoluta va agli indipendentisti. Come nel resto d’Europa crollano ancora i socialisti di Miquel Iceta: 17 seggi, ben al di sotto delle aspettative. Ma il vero sconfitto più di tutti appare ancora lui, il Premier Mariano Rajoy, il suo partito, quello dei popolari affonda completamente: solo 3 seggi. Ma il Premier spagnolo non è deciso a cedere ancora una volta alle lusinghe dell’ex Presidente esiliato, Carles Puigdemont che ha allungato metaforicamente il braccio verso Rajoy, ma con una punta di trionfalismo che non è piaciuto al leader del Partito popolare. “Vorrei che la Spagna non prendesse più decisioni al posto nostro. È giunto il momento di fare politica vera, la formula di Rajoy ha fallito e ha dimostrato che i catalani sono coesi”, dice l’ex presidente catalano Puigdemont in conferenza stampa a Bruxelles, aggiungendo: “Sono disposto a incontrarlo ma non in Spagna”, per iniziare un nuovo percorso, ma “senza persecuzioni legali. La situazione è paradossale e ridicola”. Secca la replica di Rajoy: “Io dovrei incontrare Ines Arrimadas”, la capolista di Ciudadanos, “che ha vinto le elezioni”. Ciudadanos è arrivato primo ieri, ma i partiti indipendentisti hanno la maggioranza assoluta nel Parlament. Rajoy si è detto pronto ad avviare una “nuova tappa” di “dialogo” con il governo che sarà formato in Catalogna dopo le elezioni di ieri, sempre “nel rispetto della legge”. Le elezioni che di ieri “richiedono un nuovo inizio. Si è aperta una finestra di opportunità, sono fiducioso. Il governo spagnolo fornirà la sua volontà di dialogo costruttivo, aperto, realista, sempre nel contesto della legge, e offrirà una mano tesa al governo catalano per risolvere i problemi, per migliorare il benessere e la ricchezza dei catalani”, ha detto. E sulla situazione dei politici catalani in carcere ha ribadito: “La situazione giudiziaria dell’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont e di tutti gli imputati nel caso dell’indipendenza catalana non dipende ‘assolutamente’ dai risultati delle elezioni regionali di ieri ma dalle decisioni dei giudici. Sono i politici che devono sottomettersi alla giustizia come qualsiasi altro cittadino e non la giustizia che deve sottomettersi a qualsiasi strategia politica”.
Nel frattempo infatti Madrid va avanti contro gli imputati politici catalani: il Tribunale Supremo spagnolo ha dichiarato indagati per presunta ribellione altri dirigenti catalani fra cui l’ex presidente Artur Mas e le dirigenti di Erc Marta Rovira, PdeCat Marta Pascal e Cup Anna Gabriel. Per lo stesso presunto reato sono già incriminati Carles Puigdemont, i membri del suo Govern e la presidente del Parlament Carme Forcadell. Rischiano 30 anni di carcere per avere portato avanti il progetto politico dell’indipendenza.
Rammarico e disappunto arriva invece dal leader di Ciudadanos, il partito che ha vinto a Barcellona, Alberto Rivera: “È duro sopportare un separatismo illegale, che pretendeva di strappare la Catalogna dalla Spagna, privando di libertà e diritti chi non la pensava come loro. Non siamo stati duri noi, ma molle il Pp che per 35 anni ha costruito il proprio potere a Madrid scendendo a patti con i nazionalisti e concedendo loro quel che volevano. Quando si passano tre decenni a cedere spazio a chi cerca di occuparlo tutto, finisci per trovarti fuori. Ed è quello che è successo. In Catalogna non c’è più Spagna”. E sulla situazione giudiziaria degli indipendentisti precisa: “Un cittadino che passa col rosso non viene perdonato, perché un politico che sbaglia sì?”.

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