mercoledì, 12 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Mario Centeno (Pse) alla guida dell’Eurogruppo
Pubblicato il 05-12-2017


mario centeno

Cambia il presidente dell’Eurogruppo ma il richiamo che annualmente arriva all’Italia a dicembre dai 19 ministri dell’euro è sempre lo stesso: il debito elevato mette a rischio il rispetto del Patto di Stabilità. “Lavorerò per creare consenso” tra i ministri dell’Eurogruppo, perché “ciò che manca non sono le idee per rafforzare l’unione monetaria”, ma “si tratta di prendere decisioni per una crescita inclusiva, per far terminare un periodo che è stato molto difficile” ha detto il futuro presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, rispondendo a chi gli chiedeva se ritenesse, come indica il Pse, che la sua elezione mettesse per sempre fine alle politiche di austerità. Le scelte della zona euro, ha ribadito Centeno, “devono essere costruite nel consenso”.

La soddisfazione del gruppo S&d è espressa dal presidente  Gianni Pittella per il quale l’elezione del socialista portoghese Mario Centeno alla presidenza dell’Eurogruppo è “una vittoria per l’Europa e per tutti noi contro la cieca austerità”. Pittella ricorda che il ministro delle finanze portoghese “è riuscito ad attuare un politica economica credibile in Portogallo ripristinando la salute dei conti pubblici e riportando la crescita”. Per questo conclude  Pittella, “siamo fiduciosi che questo rappresenterà un punto di svolta per lo sviluppo futuro dell’eurozona e per l’Europa intera”, e ora “stiamo finalmente superando l’era dell’austerità stupida e cieca che ha lasciato dietro di sé società anche più povere e divise in Europa”.

L’Eurogruppo, così come la Commissione europea, per l’Italia non chiede una manovra correttiva ma solo di “considerare” la necessità di eventuali interventi per evitare sforamenti nel 2018. È la stesso formula adottata per tutti i Paesi a rischio di violare le regole, come Belgio e Francia. Infatti è positiva la reazione del Tesoro, secondo cui, dopo Bruxelles, anche l’Eurogruppo “ha riconosciuto la correzione strutturale dello 0,3% idonea al raggiungimento degli obiettivi”. E con un portoghese socialista e contro l’austerity alla guida dell’Eurozona, anche la partita dell’Italia sui conti pubblici 2018 potrebbe diventare più facile da vincere. Mario Centeno, candidato ufficiale del Partito socialista europeo, è stato eletto dopo due turni di voto. Ha vinto sulla collega lettone e sullo slovacco, ritiratisi al primo turno, e sul lussemburghese. “È socialista ma sarà il presidente di tutti”, ha assicurato il ministro Pier Carlo Padoan, soddisfatto della vittoria del candidato su cui puntava dopo aver visto tramontare la sua stessa candidatura. Anche Palazzo Chigi esprime soddisfazione. Con il ‘Ronaldo del Portogallo’, come lo aveva soprannominato Schaeuble plaudendo alle sue riforme, la battaglia per dare un colpo definitivo all’austerità e mandare in soffitta il Fiscal Compact, si annuncia più facile. Centeno è passato attraverso un programma di aiuti Ue, facendo ingoiare al suo Paese pesanti riforme strutturali, ma guadagnandosi l’apprezzamento dei colleghi e delle istituzioni europee. Ha fatto tutto quello che la troika gli ha chiesto, uscendo brillantemente dal programma, ma non senza critiche al sistema ‘austerity’. Dal 22 gennaio, suo primo Eurogruppo da capo, avrà la possibilità di lavorare per scardinare le vecchie regole che ancora legano le mani ai Paesi che faticano a percepire gli effetti della ripresa globale, come l’Italia.

Ma sarà un cammino da avviare cercando prima di tutto il “consenso”, come lo stesso Centeno ha sottolineato. Anche perché il suo Paese, pur uscito dalla crisi e con una crescita più elevata di quella italiana, resta comunque tra i ‘richiamati’ dell’Eurogruppo: Portogallo, Slovenia, Austria, Italia, Belgio e Francia sono a rischio di non rispetto del Patto. Gli ultimi tre poi “non rispettano per ora” la regola del debito per il 2018, e l’Eurogruppo “li invita a considerare, in modo tempestivo, le misure aggiuntive necessarie ad affrontare i rischi identificati dalla Commissione”.

‘Considerare’ e non ‘prendere’, quindi, rilevano fonti del Tesoro, è “la stessa impostazione della Commissione”. E per l’Italia non c’è bisogno di altri interventi, aggiungono, perché le misure adottate nella legge di bilancio sono “adeguate ad ottenere la correzione strutturale dello 0,3%” e “lo potrà dimostrare nei tempi dovuti”.

I ministri insistono però anche sulla necessità di ridurre il debito. Parlando in generale, spiegano che “resta motivo di preoccupazione” la lenta riduzione di alcuni, quando invece bisognerebbe agire “in modo decisivo nell’attuale situazione economica favorevole”. E ritengono anche “preoccupante lo scarso aggiustamento strutturale previsto nel 2018 da alcuni Paesi, in particolare quando associato ad alti rischi di sostenibilità”. Intanto, sul fronte Ecofin, chiamato ad approvare la lista dei paradisi fiscali, arriva l’avvertimento del commissario agli agli affari economici Pierre Moscovici: “C’è il rischio che non sia completa”, e che gli Stati degli scandali restino fuori.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento