lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Codice Appalti. Nencini: “Serve una nuova mentalità”
Pubblicato il 05-12-2017


nencini 3Si torna a parlare di Codice degli Appalti. Stamattina a Palazzo Medici Riccardi c’è stato un convegno proprio sul codice degli appalti “È il momento del fare: realizzazione e controllo delle opere”. Tra i presenti Raffaele Cantone di Anac, Riccardo Nencini viceministro dei Trasporti, il senatore Stefano Esposito, Edoardo Bianchi di Ance, Fabrizio Monsani di Confindustria.
“Si sta cominciando, lo voglio dire con chiarezza, la campagna elettorale sul codice degli appalti: anche con qualche slogan che, devo dire, lascia a dir poco perplessi”, afferma Raffaele Cantone, presidente dell’Anac. “Chi sta puntando nella logica sfascista a far fallire questo codice – ha aggiunto – non fa altro che alimentare la solita istanza populista di un sistema che non funziona, per riprendere riforme che, abbiamo visto, da sole non sono in grado assolutamente di cambiare il Paese”. “Io non credo – ha proseguito il presidente dell’Anac – che se fallisce questo codice si possa dire che è fallito il Governo, o è fallita l’Anac: credo che sia fallita una grande occasione per il paese, una grande occasione di modernizzazione di cui tutti noi pagheremo le conseguenze”.
Il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, parlando coi giornalisti a margine del convegno, ha affermato: “Mancano alcune linee guida, mancano alcuni decreti. L’impegno del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è di chiuderli entro gennaio, massimo febbraio. Quello che, però, serve è una mentalità che approcci un codice completamente nuovo dentro la pubblica amministrazione. Altrimenti, l’aumento delle gare d’appalto, che sono cresciute del 12%, si tratta di fondi e investimenti numerosi immessi sul mercato delle infrastrutture e delle opere pubbliche, rischiano di rimanere marginali”. “Chiuderemo linee guida e decreti attuativi, in modo particolare quelli che riguardano il dibattito pubblico – aggiunge – quelli che riguardano le stazioni appaltanti”. Queste ultime “sono precipitate di numero, come è giusto che sia erano più di 40.000. Verranno ridotte a 5.000. Verranno formate, così come verranno formati i commissari di gara”.
E infine conclude: “Alcune amministrazioni lamentano il fatto che la mancanza ancora di tutti i decreti attuativi porti a un movimento che non è proprio un movimento spedito. Io ho la mia opinione: veri questi fattori, vero anche che a fronte di grandi cambiamenti non sempre la pubblica amministrazione li guarda con l’attenzione che dovrebbe”.

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