sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Combattere il fascismo, L’etica del ribelle, L’impegno nel “vecchio” sindacato
Pubblicato il 27-12-2017


“Come combattere il fascismo ? “ E’ questa una domanda tornata prepotentemente d’attualità . La si trova sulla prima pagina del libro di Marco Bresciani ,”Quale antifascismo ? “ ( Carocci editore ) . Bresciani è uno storico,un ricercatore che si è formato alla Normale di Pisa e subito dopo borsista in diverse università ( a New York, a Parigi,a Zagabria ). Il libro racconta la storia del movimento politico antifascista più originale e forse più ricco di intelligenze culturali e politiche del nostro paese,che ha intrecciato in forme innovative le tradizioni socialiste e liberali . Il gruppo venne costituito da Carlo Rosselli in esilio a Parigi nel 1929 e venne sciolto nel 1940. Era fondamentalmente antifascista,internazionalista e si batteva contro ogni forma di autoritarismo . L’autore analizza ,attraverso i testi degli intellettuali protagonisti di GL, le azioni del gruppo impegnato nelle reti transnazionali dell’emigrazione e della cospirazione .Non mancarono in questo movimento le contraddizioni tra le aspirazioni riformiste e rivoluzionarie ,il cui riscontro si è avvertito con gli anni,anche nei partiti dove sono confluiti questi intellettuali. Ricordiamo ,fra i tanti, Carlo Rosselli,Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti (che erano fuggiti,in modo rocambolesco ,dal confino di Lipari) . E poi Gaetano Salvemini,Alberto Cianca,Alberto Tarchiani,Cipriano Facchinetti,Raffaele Rossetti. A costoro si unirono Vittorio Foa,Leone Ginsburg,Aldo Garosci (dagli Stati Uniti) e tantissimi altri “fuoriusciti” e chi viveva in clandestinità in Italia,come Eugenio Colorni. Al’interno del composito gruppo (da cui scaturì il Partito d’azione) si distinguevano il socialismo liberale ,che andava da Rosselli a Guido Calogero, e il “comunismo liberale”, che risaliva a Piero Gobetti .Si trattavano però di contraddizioni solo apparenti,perché osservava Norberto Bobbio, si prefigurava già “la sintesi del domani “. Come poi doveva confermare un altro grande maestro di antifascismo,Augusto Monti , nel libro “Realtà del Partito d’Azione”,pubblicato nel 1945 .

Cambiamo pagine e occupiamoci di un libretto interessante e “ricco” di contenuti filosofici : Giulio Giorello, “L’etica del ribelle”, a cura di Pino Donghi (Editori Laterza) ) . Si tratta di un libro intervista al filosofo della scienza Giorello che affronta temi di stretta attualità, a cominciare dalle rivoluzioni politiche,scientifiche e religiose . Nell’intervista di Pino Donghi (un esperto di comunicazione scientifica),Giorello risponde con chiarezza ad ogni tipo di domanda sulle rivoluzioni affermando, fra l’altro : ” Come ammonisce Gadda ,anche in politica parecchie cose bisogna buttarle a mare ,giacchè non funzionano e bisogna farlo con la risolutezza del ‘maligno pisano’ (come l’Ingegnere chiamava Galileo”.

Un libro straordinario,ricco di sorprese,di un vulcanico Giorello.

Dalla filosofia al sindacato. Ora anche i sindacalisti,quando vanno in pensione,amano lasciare delle tracce del loro lavoro appassionato di un epoca di conflitti del lavoro ormai al tramonto. Almeno nei termini che si sono conosciuti negli anni scorsi, cioè prima dell’avvento dell’Industria.4 . Anche Sandro Degni ha seguito la “voglia di un libro” , “Con il sindacato nel cuore” ( edito dalle fondazioni Nenni e Buozzi) ,per lasciare le sue impressioni di una lunga esperienza di sindacalista nelle categorie Uil dei metalmeccanici,dei chimici,dei trasporti e nella struttura regionale del Lazio . Degni,abruzzese,ha lavorato in una fabbrica metalmeccanica di Roma e poi ha “scoperto” l’impegno sindacale .Buona parte del merito è sicuramente di Giorgio Benvenuto,che già lavorava nella confederazione di via Lucullo,prima di diventare segretario generale della Uilm e,in seguito,leader per molti anni della confederazione. Degni lo seguì ,insieme a Enzo Mattina , ed entrambi diventarono i due “luogotenenti “ di Benvenuto. Degni però rimase più rigorosamente legato all’impegno sindacale,forse anche per questa sua scarsa catalogazione politica, non ha fatto una rapida carriera sindacale sino ai massimi vertici . O meglio l’ha fatto,ma meno di quella che avrebbe meritato per la sua caratura.Solo per fare un esempio: avrebbe potuto diventare ,dopo Benvenuto, un carismatico segretario generale della Uil. E,invece,ha accettato senza protestare un posto di seconda fila,fedele proprio al suo impegno di sindacalista,impegnato a pieno tempo nel lavoro delle categorie che ha diretto con passione e orgoglio.

Aldo Forbice

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  1. Approvato dai due terzi dell’aula del Consiglio comunale di Milano (31 voti a favore e due contrari), con la maggioranza di centrosinistra compatta e con il contributo del Movimento 5 Stelle, il provvedimento che invita “a non concedere spazi, patrocini, contributi di qualunque natura a coloro che non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione”. “Il via libera – riporta Repubblica Milano – al provvedimento che mira a fermare non solo l’onda di saluti romani che dilaga in città, ma ogni tipo di “fascismo” in senso lato, dalla discriminazione all’omofobia, dal razzismo all’antisemitismo, è arrivato dopo due sedute molto accese, con un centrodestra che le ha tentate tutte per fare ostruzionismo”. “Si tratta di un importante passo avanti per contrastare la sempre più preoccupante deriva xenofoba, razzista e neofascista e di una ferma risposta agli odiosi e vergognosi slogan antisemiti scanditi nel corso della manifestazione svoltasi in piazza Cavour il 9 dicembre scorso che ha offeso i sentimenti democratici di tutti i milanesi”, il commento del presidente dell’Anpi Milano. E riguardo quanto accaduto in piazza Cavour – con slogan antisemiti urlati in arabo durante una manifestazione propalestinese – interviene anche Ruth Shammah, direttrice del Teatro Parenti di Milano, appoggiando la scelta dell’assessore alla Cultura della Comunità ebraica milanese Davide Romano di disertare le iniziative per il 27 gennaio. “II Parenti – spiega Shammah al Corriere Milano – ha sempre celebrato il Giorno della Memoria ma quest’anno non lo farà. Invece, prossimamente racconterò la storia dello Stato di Israele. Perché in questa confusione di antisionismo e antisemitismo bisogna ripartire dai fatti, dalla storia”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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