mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Cyber security una proposta strategica per l’italia
Pubblicato il 05-12-2017


cybersecurityCompetere, il laboratorio di esperti che si propone di aiutare le imprese, le associazioni, la Pubblica amministrazione, gli enti pubblici e privati a posizionarsi a livello internazionale ed istituzionale attraverso attività di ‘intelligence’ e analisi, comunicazioni istituzionali, public affairs ed advocacy dal basso, ha lanciato una proposta strategica sulla cyber security.

Il laboratorio ha osservato che la rivoluzione prodotta dallo spazio digitale apre nuove sfide alla responsabilità politica dello stato moderno ed è proprio su questo punto che si registra, in Italia, un grave ritardo culturale e politico. Per queste ragioni è urgente dotare l’Italia di una strategia digitale e di sicurezza digitale ben definite, e di una struttura di governance all’altezza delle sfide della rivoluzione digitale, agendo in più direzioni.

Competere ha stilato una serie di azioni considerate necessarie per affrontare le sfide odierne e future. Nello specifico, il ‘pensatoio’ ritiene importante di: “Rafforzare il ruolo delle istituzioni centrali preposte alla sicurezza informatica (CERT-PA), ampliandolo con mansioni esecutive; investire nella formazione e nella sensibilizzazione del capitale umano della PA; istituire linee guida condivise per il buon utilizzo degli strumenti ICT da parte di tutti gli utenti; promuovere e consolidare la partnership pubbliche e private, nella consapevolezza che solo attraverso lo scambio di informazioni è possibile contribuire allo sviluppo di competenze nazionali; incentivare l’industria nazionale a sviluppare prodotti innovativi e all’avanguardia con specifiche personalizzazioni rivolte alla PA”.

Infine, per Competere: “Altrettanto urgente è coltivare la cultura del rischio. I cittadini, gli imprenditori e i manager, e i funzionari pubblici devono riconoscere il valore dei dati e dell’informazione che sono oggi la materia prima delle economie più avanzate. È necessaria una evoluzione culturale che guidi l’Italia e l’Europa a meglio proteggere il valore delle proprie informazioni”.

Salvatore Rondello

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