mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Di Battista Pisapia Alfano… ritiri per ritorni eccellenti?
Pubblicato il 13-12-2017


Un motivo di fondo sottostante ai ritiri dalla scena politica è la certezza di una fase di instabilità che tutti i protagonisti mettono in conto con la segreta speranza che gli avvenimenti diano loro ragione e tornino ad essere punti di riferimento per i recalcitranti sicchè siano richiamati a gran voce a tessere la loro tela. In ordine di tempo e di futuro il primo per un ritorno eccellente è quello di Di Battista dei 5stelle. Viene in mente la famosa battuta: “Vai avanti tu (Di Maio) che a me viene da ridere!” se non vado errato in un film con un gruppo di scassinatori buontemponi. Anche qui di scassinatori si tratta ma non di una cassaforte ma del sistema. Di Battista non solo ha la consapevolezza di essere impari al compito ma pensa altrettanto di Di Maio certo che il grimaldello fallimentare è la pretesa di fare tutto da soli con la conseguenza di andare a sbattere. Sarà da questa presa d’atto che potrà iniziare un nuovo corso accantonando la pretesa di autosufficienza ed idiozie come il limite dei 2 mandati quasi si trattasse di un club per dare visibilità a tutti con la rotazione.

I motivi familiari addotti da Di Maio per giustificare la sua scelta contingente sono più che attendibili ma in un politico di razza rapprentano solo la goccia che fa traboccare un vaso ormai colmo. Altro caso di tutt’altra natura quello del ritiro di Pisapia, per fedeltà profonda e dichiarata alla sua missione prioritaria di perseguire l’unità di tutto il centrosinistra. Un doppio fallimento quello di Pisapia perché gli è fallita anche l’opzione B di raccordare il massimo possibile di forze, mantenendo ben visibile e credibile la sua autonomia. Questo obbiettivo non poteva prescindere dal PD ed in tal senso veniva confortato dai padri nobili del PD, da Prodi a Veltroni. Purtroppo la maggioranza degli aderenti al suo gruppo non ha resistito a restare unito e ad investire sul futuro prossimo facendo mancare la priorità che motivava il tentativo di Pisapia.

Anche per lui potrebbe esserci un ritorno eccellente per ricucire quello che improvvidamente è stato strappato a tutto vantaggio degli avventurosi concorrenti alla guida del Paese. Un caso a parte ma anch’esso suscettibile di un ritorno eccellente è quello di Alfano, una volta preso atto che, come successo a Pisapia, il gruppo ormai era spaccato in due verso opposte direzioni. La Lorenzin per una formazione di centro alleata col PD in continuità con l’esperienza di governo sulla base di un dato unificante qual è quello di un sentito europeismo contro ogni compromesso con i sovranisti vecchi e nuovi ed in direzione opposta verso Berlusconi un Lupi capogruppo che non ha fatto mai mistero di un ritorno alle origini a FI.

Una divisione consensuale perché ben accetta ad Alfano che, se da una parte ha tenuto fede alle scelte di Governo dall’altra con sottile soddisfazione vede una parte dei suoi andare a rafforzare Berlusconi nello scontro interno con Salvini il primo ad opporsi ad un suo possibile rientro. Anche per Alfano un possibile rientro eccellente se dovesse esserci quella che molti commentatori ritengono una plausibile soluzione postelettorale che tagli fuori le estreme e veda di nuovo un asse PD-FI.

Roca

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