giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Divorzio in Ap. Lorenzin e Cicchitto per il Csx
Pubblicato il 12-12-2017


lorenzin e cicchittoDopo l’addio di Alfano che ha annunciato di non ricandidarsi alle prossime elezioni, arriva la crisi per il partito di Alternativa Popolare. La direzione è stata aggiornata ad oggi pomeriggio dando mandato a un gruppo ristretto (i tre fondatori Lorenzin, Cicchitto e Lupi, e il vice coordinatore Gentile) di affrontare e risolvere i nodi pratici, nel frattempo però già si sono delineati i due schieramenti: da una parte Beatrice Lorenzin e Fabrizio Cicchitto, intenzionati a proseguire l’esperienza con il Pd anche per le prossime Politiche, dall’altra Maurizio Lupi e il fronte lombardo, pronti a interrompere quella strada e che puntano al centrodestra.
“Abbiamo avuto un lungo dibattito in direzione ed eravamo partiti da una doppia opzione: un percorso da soli o nell’alleanza di governo che è durata cinque anni e vogliamo rivendicare le tante cose fatte. In primis il fatto che siamo usciti dalla crisi. Ora è successo che l’idea di andare soli è venuta meno e tra tornare al centrodestra o proseguire, la maggioranza larghissima degli aderenti alla Direzione di Ap opta per andare nell’alleanza di governo”, ha fatto sapere Beatrice Lorenzin, stamani a Rossano che ha poi precisato: “Non siamo la stessa cosa altrimenti saremmo tutti nello stesso partito”. Precedentemente anche Fabrizio Cicchitto aveva dichiarato la sua alleanza con il Pd di Renzi, anche se lui stesso ha poi precisato che in questi anni non è stato “per niente generoso. Ma la politica ha una logica che prevale anche sugli errori politici che Renzi ha commesso”; “lui ha bisogno di un’area di centro, e noi vogliamo essere coerenti con quel che abbiamo fatto in questi cinque anni di governo”. “C’è stata una scissione a sinistra del Partito democratico: questo significa che la collocazione moderata e riformista di quest’area si è ulteriormente rafforzata. Noi abbiamo un importante ruolo”, sottolinea. Quello di “costruire un antemurale rispetto a un centrodestra che è molto diverso da quando ne facevamo parte: allora la Lega era una specie di grande sindacato dei piccoli imprenditori e degli operai del Nord, non era il movimento aggressivo di oggi. Con tutti i suoi limiti, questo governo ha rimesso in moto l’economia: andarsi a collocare in una terra di nessuno non significa solo rischiare di non prendere il tre per cento, ma soprattutto garantire un minor impegno di stampo riformista”.
Da parte sua invece il senatore Maurizio Lupi spera di poter contare su un’alleanza di centrodestra con Formigoni e le componenti lombarda, veneta e buona parte di quella siciliana, cercando così di costruire una lista autonoma con Fitto e probabilmente Parisi. “Penso che oggi serva una proposta seria, moderata e liberale, alternativa al Pd con cui abbiamo legittimamente governato, ma che dia una prospettiva a tante persone che si riconoscono in una idea moderata”, è il parere di Lupi.

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