martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Natale è dietro l’angolo.
I dubbi “amletici”: panettone o pandoro?
Pubblicato il 04-12-2017


Pandoro-panettoneDavanti ad una fetta di panettone o di pandoro è dura dire no, pensando alla pancetta che non ne vuol sapere di togliersi dai piedi lasciando spazio all’agognata “tartaruga”! Eppure, Natale è dietro l’angolo e, almeno per l’occasione, sarebbe meglio accantonare paturnie o presunti problemi di linea e festeggiare con una porzione (anche baby!) di dolce e un calice di bollicine. Poi, che sia pandoro o panettone si vedrà, o quantomeno lo sceglierà il consumatore, l’importante che sia un momento di serenità per se stessi e per la famiglia…

Anche quest’anno, visto che mancano pochi giorni al Natale, inizia la frenetica corsa ai regali e all’acquisto di cose buone da mettere in tavola il 25 dicembre. Tra le varie ghiottonerie non possono risultare assenti ingiustificati i dolci simbolo della festa più importante dell’anno, vale a dire il panettone e il pandoro! Bontà che come d’abitudine chiudono in bellezza i vari “tour de force” gastronomici natalizi, nel senso che si consumano a fine pasto. A ogni modo, questo o quello, per tutta la durata delle festività, cioè sino all’Epifania, sono una presenza costante – a tavola e non. Francamente, con due prelibatezze del genere diventa difficile “puntare” l’indice in direzione dell’uno o dell’altro, anche se alla fine una scelta la si fa, perché è del tutto normale avere delle preferenze! Del resto tutto ciò fa parte del fascino del Natale, evento che tutti desideriamo perché, oltre all’aspetto consumistico, ci permette di essere circondati dai nostri cari godendo per qualche ora della loro compagnia. Insomma, per fortuna la voglia del Natale contagia positivamente tutti nessuno escluso.

Comunque, scelte e decisioni a parte, sul fronte “zuccherato” gli italiani sono sempre più oculati e soprattutto informati, perciò, panettone e pandoro – certo che sì – ma al primo posto viene la qualità a partire da ogni singolo ingrediente con cui è realizzato il prodotto. Secondo fonte della Coldiretti il panettone sarà il dolce preferito dalle famiglie – finendo addirittura sul 70% delle tavole italiane. Non si tratta, tuttavia, di questioni percentuali o di mera casistica, ma di gusto (che non si discute) – perché panettone e pandoro sono due prodotti che per caratteristiche e storia sono differenti, nondimeno accumunati dal fatto che a Natale sono un must irrinunciabile. Altra cosa da ricordare è che negli ultimi anni sono tornate ‘in auge’ alcune tradizioni dolciarie dedicate al Natale ma tipicamente locali. Ad esempio, nel Trentino-Alto Adige si consuma lo Zelten – golosità a base di frutta secca e canditi tipico della regione alpina. E un altro dolce emblematico del Natale (e di altre grandi occasioni) è la Gubana friulana – delizia che val la pena assolutamente assaggiare perché esprime sapori e sentori unici. In verità ogni regione o località ha un proprio “dolcetto” dedicato alle feste importanti (tra cui anche il Natale), perciò non è affatto scontato che la scelta debba ricadere giocoforza sul pandoro o sul panettone, anche se per la maggior parte degli italiani, come palesano dati e sondaggi, sarà così!

Una cosa da non trascurare è il “nettare” cui “spalleggiare” il classico dessert natalizio, che dovrà essere un vino dolce – spumante o passito. Abbinare senza criterio, tanto per fare, non è mai una cosa saggia. In linea di massima con un dolce ci vuole un vino “amabile” per creare quella sorta di esuberante complicità che gratifica il palato e perché no, anche gli altri sensi. Va ricordato che in commercio (per i dolci in questione come per il vino) vi sono svariati brand da acquistare, per cui il consumatore ha il modo e il tempo di ponderare senza farsi venire l’ansia; nel caso di dubbi meglio chiedere agli esperti, perché non c’è nulla di peggio che investire danaro in prodotti che non soddisfano o lì per lì appaiono poco convincenti. Questa regola, ovvio, andrebbe adottata tutto l’anno, in ogni caso, visto il carovita e i pochi soldi di tante famiglie è comprensibile che non sempre si possa dare priorità al cibo ma a Natale sì – quindi la parola d’ordine è largo ai prodotti italiani e di qualità. Il tutto strizzando l’occhiolino alla moderazione sia nel mangiare che nel bere. D’accordo, è Natale ma il buon senso vale per tutti i giorni dell’anno. Auguri, all’insegna del cibo e vino migliori, e cioè quelli che più ci gratificano.

Stefano Buso

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