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Opinioni e commenti
 

Elezioni in Russia. Vietato opporsi a Putin
Pubblicato il 27-12-2017


putin

Alle elezioni fissate in Russia per il mese di marzo 2018, è stato escluso il principale oppositore di Vladimir Putin.

La commissione elettorale centrale russa  ha deciso  che Alexei Navalny, il più noto e popolare oppositore del presidente Vladimir Putin, non potrà partecipare alle prossime elezioni presidenziali in Russia. Secondo la commissione, Navalny non potrebbe essere eletto a causa di una condanna per appropriazione indebita. La condanna sembrerebbe strumentale alle logiche di interesse politico del presidente Putin. In risposta alla decisione di oggi, Navalny ha invitato i suoi sostenitori a boicottare le elezioni di marzo, con le quali Putin cercherà di ottenere il suo quarto mandato, che lo renderà il leader russo al potere per più tempo dai tempi del dittatore Joseph Stalin.

Navalny, 41 anni, aveva annunciato la sua candidatura lo scorso anno. Negli ultimi mesi era riuscito a rafforzare la sua rete di sostenitori. Secondo il Moscow Times, Alexei Navalny era riuscito a mettere in piedi 83 sedi regionali del suo partito in tutto il paese e a mobilitare circa 200mila volontari. In passato Navalny era stato fermato e arrestato più volte dalla polizia a causa della sua attività politica anti-regime. In Russia viene considerato uno dei pochi veri oppositori del presidente Putin.

Vladimir Putin,   candidato per il quarto mandato, nei sondaggi risulta già come vincitore.

Tutti i 12 componenti della Commissione hanno votato contro la candidatura di Navalny, con il verdetto ‘ineleggibile per problemi con la giustizia’. Navalny ha sempre sostenuto che si è trattato di una sentenza politica.

Dopo la bocciatura della sua candidatura, Navalny, nell’esortare tutti i suoi sostenitori a non partecipare al voto ha detto: ”Stiamo dichiarando uno sciopero degli elettori. Chiediamo a tutti di boicottare queste elezioni. Non riconosceremo il risultato di queste elezioni”.

Il principale oppositore di  Vladimir Putin era stato anche condannato nei mesi scorsi alla  detenzione per aver organizzato manifestazioni non autorizzate.

Navalny, 41 anni,  era già stato arrestato dalla polizia sulla porta di casa a Mosca lo scorso 12 giugno, neanche un’ora prima che iniziasse la protesta anti-corruzione organizzata dall’opposizione nel giorno delle celebrazioni per la Festa nazionale, la ‘Giornata della Russia’. In quell’occasione il blogger era stato condannato a 30 giorni di detenzione per ‘aver ripetutamente violato la legge sull’organizzazione di pubblici raduni’.

Il 7 ottobre, nel giorno del 65esimo compleanno di Putin,  i sostenitori di Navalny, allora ancora detenuto, avevano manifestato a San Pietroburgo e in altri luoghi contro il capo del Cremlino: alle proteste erano seguiti duecento arresti.

Nel 2012, Vladimir Putin conquistò il 63,6% dei voti vincendo le elezioni al primo turno. L’ottimo risultato gli consentì di eleggere alla DUMA 140 deputati su un totale di 225. Con la maggioranza ottenuta, ha governato da solo senza la necessità di ricorrere ad altre alleanze.

Dopo aver vinto le elezioni nel 2000 e nel 2004, nel 2008, Putin preferì fare un momentaneo passo indietro cedendo la presidenza al suo delfino Dmitri Medvedev.

Il 18 marzo, l’attuale presidente della Russia sarà in competizione elettorale contro Pavel Groudinine (Partito Comunista), Vladimir Jirinovski (il rappresentante dell’estrema destra) e la trentaseienne giornalista televisiva Ksenia Sobchak (candidata del Partito per l’iniziativa civile russa). L’assenza dalla competizione elettorale di Alexei Navalny, sarebbe un’opportunità in più per la ‘zarina’ dei salotti, Ksenia Sobchak, che ora guiderebbe l’opposizione ed è pronta a sfidare il Presidente Putin alle prossime elezioni. Se Putin, venisse rieletto, come appare scontato, resterebbe in carica fino al 2024.

Salvatore Rondello

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