domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

En attendant madame …
Pubblicato il 12-12-2017


Domani si riunisce la Direzione del nostro partitio, assieme ai segretari regionali, per dare il via libera alla lista elettorale. Come abbiamo sempre sostenuto, il Psi non inserirà candidati nella lista del Pd (lo avevano ipotizzato coloro che poi sono finiti nella lista di Grasso e D’Alema) e assieme ad altri darà vita a una lista socialista, ecologista, europeista e civica, accogliendo l’invito di Romano Prodi di lavorare per unire il centro-sinistra. Al momento questa lista non potrà contare (e francamente io non ne ho compreso i motivi) sulla presenza di Emma Bonino che, col segretario di Radicali italiani Riccardo Magi e col fondatore di Forza Europa Benedetto Della Vedova, preferisce una corsa in solitario.

Penso che le cose possano tuttavia cambiare. Non ci sono dissensi sui programmi. Siamo pronti ad accordare ad Emma Bonino la leadership della nostra ricetta elettorale, possiamo fornire adeguate assicurazioni (vedremo se ne potremo essere esenti) sulla raccolta delle firme, copriremmo, senza un’assurda e dannosa competizione, un’area politica che nel centro-sinistra é vuota. Madame Emma, che non c’entra con la Bovary, e che da sempre abbiamo apprezzato come donna di grande spessore, se ne renda conto. Meglio meno ma meglio, per dirla col vecchio Lenin? A parte il fatto che noi abbiamo personale politico, coi verdi e altri settori della sinistra riformista, per qualificare una lista, alla fine contano i voti. Che non si pesano. E la scalata al tre per cento comporta l’utilizzo di molti chiodi e scarpe e di una guida unica, perché si tratta di una montagna ripida e affrontarla addirittura in competizione col tentativo di tagliare la corda dei vicino rende l’approdo ancora più improbo. E’ vero, come sostengono i compagni radicali, che i voti non si sommano. Ma é altresi vero che con due liste i voti si sottraggono. Possibile non capirlo?

Vedremo. Intanto mettiamo sul piatto la lista. Ci abbiamo lavorato e abbiamo ottenuto un primo risultato positivo. Attorno a noi esistono soggetti pronti a unirsi per diventare una testuggine elettorale. Il tre per cento può essere alla portata. Poi costruiremo le condizioni per una trattativa che permetta alla lista un’adeguata presenza anche sull’uninominale. Penso che restare in Parlamento, con l’attuale numero o magari rafforzandolo, sia possibile. Per noi, se lo ficchino in testa i nostri spesso antipatici simpatizzanti, é assolutamente necessario per mantenere in vita la nostra comunità e i suoi strumenti di comunicazione e le associazioni storiche che ad essa fanno riferimento. Chi arriccia il naso se ne faccia una ragione. Il Psi, presente nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni, deve avere un’espressione nelle massime istituzioni repubblicane. E magari attraverso la lista potrà lanciare, dopo le elezioni, un nuovo progetto di futuro.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro, non so se i radicali ci sottrarranno voti. Se pensano di sfidare la gente con una aperta campagna a favore di una apertura totale agli immigrati si sbagliano. La politica di Minniti va sostenuta. L’idea del multiculturalismo dopo le vicende ISIS ha perso molto della sua attrazione. E, in Europa (ma anche l’America sta ripensando il suo modello), il muticulturalismo è fallito. Occorre pensare altre strade che passano per il governo dei flussi e per aiuti mirati ai paesi di origine. Gli ideali astratti sono un conto, la realtà un’altra. Ben vengano i radicali e la Bonino, ma a condizioni accettabili. Avanti con una lista ben rappresentativa che cerchi di superare il 3% e poi la creazione di un nuovo soggetto politico liberal-socialista. L’unico modello ancora spendibile.

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