martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, duello Calenda Emiliano, resta lo stallo
Pubblicato il 04-12-2017


calenda emilianoBraccio di ferro sull’Ilva. Stavolta è intervenuto anche il vescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, che afferma: “Questo è il momento di un segno. È necessario dare una risposta al disagio, fare vedere che c’è qualcosa che si muove, riannodando il dialogo tra le istituzioni. Serve un’opera che rappresenti la discontinuità”. E invita le parti al dialogo: “Come si può discutere, come si può anteporre orgoglio personale, posizionamento politico, davanti a una questione di questo tipo? Che prospettiva di futuro stiamo dando ai nostri bambini?”. “Serve sedersi attorno a un tavolo – aggiunge Santoro – e comprendere le posizioni di tutti”. A fargli eco anche il Presidente della Provincia tarantina, preoccupato dallo stallo che rischia di pesare sulla città di Taranto. “Più che un passo di lato, ne servirebbe uno in avanti. Per entrambe le posizioni in campo. Taranto ha bisogno di pacificazione istituzionale e non di contrapposizioni sterili e dal sapore antistorico”. Il presidente della Provincia Michele Tamburrano interviene sulla vicenda Ilva che vede contrapposti Regione Puglia, Comune di Taranto e Governo. “Emiliano e Melucci da una parte, il ministro Calenda e il governo italiano dall’altra, devono abbandonare le posizioni isolazioniste e ricercare una sintesi virtuosa, un ideale alto – afferma Tamburrano – per il bene della seconda città pugliese, per il futuro manifatturiero della nazione e, cosa assai più importante, per tratteggiare un futuro più ottimistico – e meno incerto – per le popolazioni tarantine. Tutte: quelle della città capoluogo al pari degli abitanti della provincia”.
All’invito al dialogo ha risposto il Governatore della Puglia, Michele Emiliano: “Ho letto con grande interesse e condivisione l’intervista al vescovo di Taranto che invita la Regione Puglia ed il governo a sedersi immediatamente al tavolo e do la mia immediata disponibilità”. Poi Emiliano fa sapere: “Quando ci si deve sedere per parlare e per trovare una via di uscita non si pongono condizioni. Questa è una regola fondamentale. D’altra parte senza l’impugnativa fatta sarebbe stato difficilissimo – secondo Emiliano – convincere il governo e l’azienda a ragionare con la Regione Puglia e il Comune di Taranto del piano ambientale ed industriale dell’Ilva”.
Dall’altra parte il ministro Calenda resta fermo sulla sua posizione riguardo allo smacco del ricorso al Tar. “L’invito è sempre lo stesso: ritiri il ricorso, apriamo un tavolo di confronto, perché non si può chiedere di aprire un confronto quando il confronto quando il confronto lo si sposta sui tribunali. E questa non è una cosa corretta”, ha detto Calenda a margine del decennale della quotazione di Maire Tecnimont. Carlo Calenda poi precisa su Emiliano: “Io sono sempre pronto a vederlo, sentirlo e parlare con lui, come del resto ho fatto quando ci siamo visti al ministero dove lui era molto soddisfatto poi si vede che ha cambiato idea e ha fatto ricorso”. E conclude: “Per me la cosa importante è risolvere questo problema e non allontanare da Taranto un piano ambientale importante e un piano di investimenti fondamentali”.

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