sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, Fim Genova e Gentiloni contro Emiliano e Melucci
Pubblicato il 22-12-2017


ilva operaioContinua la tensione intorno al caso Ilva, ma stavolta a intervenire è il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che invita le istituzioni pugliesi, alle quali presta il fianco il leader dei Verdi, Bonelli.
“Mi rivolgo – scrive Gentiloni – al presidente Emiliano e al sindaco Melucci facendo appello alla loro responsabilità e alla sensibilità istituzionale che ben conosco. Vi chiedo di ritirare il ricorso al Tar e di non mettere a rischio interventi per la bonifica ambientale e il lavoro che Taranto aspetta da anni. Da parte del governo c’è piena disponibilità al confronto sulle questioni che avete sollevato. Conto su di voi, l’Italia e la Puglia hanno bisogno di leale collaborazione”. pronta la replica di Emiliano che di dice “a disposizione del presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, ove voglia incontrarlo per illustrargli le ragioni del ricorso e il punto di vista della Regione Puglia sul piano industriale e sul piano ambientale dell’Ilva di Taranto”, si legge in una nota. “Il ricorso – prosegue la nota – ha il fine esclusivo di tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori da uno stabilimento per il quale è attualmente in corso un processo penale per disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari davanti alla Corte d’Assise di Taranto e per il quale – conclude la nota – occorre impedire che le condotte di reato siano reiterate”. meno conciliante la risposta del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: “Ringrazio il presidente Gentiloni – dice -, ma voglio sottolineare che il dialogo da parte del Comune di Taranto, con tutte le altre istituzioni e persino con gli investitori, non si è mai arrestato, anche nelle ore più difficili o nei momenti in cui abbiamo subito le peggiori pressioni mediatiche. Già ieri sera avevamo risentito il Mise e trasmesso la nostra posizione sulle modalità utili per consentire il ritiro del ricorso. Semmai apprezzo molto il ruolo di mediazione e responsabilità che sta ora assumendo direttamente il presidente; ruolo che può aggiungere il tanto auspicato carico di garanzie sui buoni esiti della trattativa, quando dovesse essere sgombra dal ricorso. Se necessario io lavoro anche a Natale, ma devo portare a casa risultati sostenibili e definitivi per la mia comunità.
Dalla parte delle Istituzioni pugliesi il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che afferma: “Si vuole far passare il presidente della regione Puglia Michele Emiliano come un’irresponsabile perché chiede una cosa elementare: la modifica del piano ambientale Ilva garantendo quello che in altri paesi europei è dovuto e normale, ovvero il rispetto delle normative ambientali della salute e l’eliminazione della norma che garantisce l’immunità penale e civile in caso di violazione della legislazione sanitaria e ambientale”.
Tuttavia da Genova inizia a farsi sentire forte il malumore per la vicenda tarantina che inizia ad influire anche asugli altri stabilimenti. Oggi c’è stato l’incontro al Mise su Ilva, ma è chiaro la vicenda del sito di Genova è legata a doppia mandata a quella di Taranto, e Alessandro Vella, segretario generale del sindacato genovese Fim sottolinea che il presidente della Regione Puglia Emiliano e il sindaco di Taranto “non possono pensare di prendere in ostaggio tutti i lavoratori del Gruppo per interessi legati alla visibilità politica del governatore della Puglia. L’eventuale blocco di Taranto avrebbe ripercussioni drammatiche su Genova e non lo permetteremo”. Oggi poi è stato anche calendarizzato il prossimo tavolo al Mise per Cornigliano. Un incontro separato sull’Ilva per l’accordo di programma di Genova si terrà il prossimo 17 gennaio al Mise con tutti i firmatari dell’accordo e ci saranno anche i vertici di Am Investco. “È il risultato di chi non ha mai tradito quell’accordo – ha detto il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro -, della determinazione dei lavoratori e delle loro lotte che qualcuno ha definito pantomime. Quella che attende i lavoratori dell’Ilva di Cornigliano è “una trattativa ancora lunga e difficile, ma senza coraggio e determinazione la sconfitta è già scritta”. Concetto ribadito anche dall’rsu della Fiom dell’Ilva, in una nota in polemica con Fim e Uilm che non avevano partecipato all’occupazione dello stabilimento che portò al fermo della fabbrica per quattro giorni all’inizio di novembre proprio per chiedere un tavolo su Genova.
Mentre in generale la trattativa sull’Ilva “continua perché questo è il tavolo principale, quello che vede la presenza del governo con le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell’azienda e l’amministrazione straordinaria”. Così la viceministro Teresa Bellanova, al termine dell’incontro odierno al Mise aggiungendo di avere il dovere “di avere un confronto di merito sul piano industriale e ambientale, sulle condizioni di lavoro e sul numero dei lavoratori che transiteranno nella nuova società”. Per il futuro dell’Ilva – ha detto la Bellanova – “vogliamo provare nella fine di gennaio e inizio di febbraio a dare una stretta finale ad una trattativa che deve mettere al riparo – non le arroganze, le presunzioni – ma le decine di migliaia di posti di lavoro e un importante insediamento produttivo”.

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