martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

IL PRESSING
Pubblicato il 27-12-2017


Quirinale“Lo ius soli, che modifica la legge di cittadinanza, si può ancora approvare e mi auguro che il Presidente Mattarella, di cui conosciamo la sensibilità, voglia accogliere l’appello lanciato dalle figlie e dai figli di immigrati cresciuti in Italia ma senza passaporto italiano, e rimandare di pochi giorni lo scioglimento delle Camere per consentire al Senato di votare il provvedimento”. Lo ha detto Pia Locatelli, capogruppo PSI alla Camera e presidente del Comitato Diritti umani. “Sarebbe un bellissimo epilogo per questa legislatura che si è contraddistinta per l’approvazione di leggi a favore dei diritti e una risposta a tutte quelle ragazze e ragazzi che chiedono di essere riconosciuti come italiani”. Il pressing sul capo dello stato per rimandare di qualche giorno lo scioglimento delle camere per permettere l’approvazione dello ius soli in questa legislatura, si fa più sostenuto. Un pressing che giunge da più parti. Chi chiede due settimane, chi propone di riunire la capigruppo, chi di far decidere gli italiani, chi ancora di dire basta una volta per tutte.

Alla vigilia di decisioni importanti, la conferenza stampa di fine anno di Paolo Gentiloni potrebbe però essere l’ultimo atto prima dello scioglimento delle Camere. Nonostante il 23 dicembre scorso, al Senato, la mancanza del numero legale in Aula, a causa delle assenze di M5s, FI e Lega ma anche di 29 senatori dem, oggi, è oggi Gianni Cuperlo – esponente della minoranza Pd – a rivolgersi al Capo dello Stato perché vi sia un prolungamento della legislatura e si possa dare un’altra chance allo Ius soli. “Non può e non deve finire così – sostiene Cuperlo – con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare”.  Si appella al presidente della Repubblica anche il senatore Pd, Luigi Manconi, che ha fatto pure uno sciopero della fame a sostegno dello Ius soli: “Ma chi l’ha detto – si chiede – che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Lo sostengono tutti ed è l’ipotesi più probabile, ma a tutt’oggi, mercoledì 27 dicembre, il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato”. E allora “è a lui che mi rivolgo, con il massimo rispetto e con la massima considerazione per il suo altissimo ruolo” ma anche, precisa, “con la fiducia che si deve a un galantuomo del quale è nota la rettitudine intellettuale e la sensibilità sociale”.

Manconi prosegue: “So che il Capo dello Stato ha letto il messaggio inviatogli da ‘Movimento italiani senza cittadinanza’, una splendida pagina di letteratura civile” e sottolinea che “il senso di quella lettera corrisponde esattamente al mio sentimento e al mio pensiero: il tempo c’è. Basta volerlo. Sarebbe un modo intelligente per recuperare l’onore di un Senato che ha voluto un epilogo assai poco dignitoso della vicenda dello Ius soli e culturae”.

Ma le opposizioni non sono disponibili. M5S tace da giorni mentre la Lega con Roberto Calderoli invita a non tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica. Forza Italia chiede invece di andare al più presto alle urne.

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