giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La Consulta, nessun conflitto sul Rosatellum
Pubblicato il 12-12-2017


Legge elettrale_consulta

Il Rosatellum è costituzionale. Infatti la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato sollevati sulla legge elettorale. Nella camera di consiglio di oggi, la Corte costituzionale – riferisce una nota diffusa al termine della camera di consiglio – ha discusso, in sede preliminare di ammissibilità, quattro conflitti di attribuzione riguardanti le procedure di approvazione delle leggi elettorali cosiddette Italicum e Rosatellum. Tre conflitti sono stati presentati da alcuni soggetti che si sono qualificati allo stesso tempo come elettori, soggetti politici, parlamentari e rappresentanti di un gruppo parlamentare (Movimento 5 Stelle). Nessuno dei tre ricorsi individua in modo chiaro e univoco né la qualità in cui i ricorrenti si rivolgono alla Corte né le competenze eventualmente lese nè l’atto impugnato. Tali gravi carenze degli atti introduttivi non mettono la Corte in condizione di deliberare sul merito delle questioni. Perciò ne è stata dichiarata l’inammissibilità.

Il quarto ricorso è stato proposto congiuntamente dal Codacons, da un cittadino elettore e da un senatore contro il Governo, per aver posto la questione di fiducia, alla Camera dei deputati, durante l’iter di approvazione della legge elettorale cd. Rosatellum. Per ragioni analoghe anche tale conflitto è stato dichiarato inammissibile. Inoltre, posto che un senatore non ha titolo per sollevare conflitto contro il Governo, per di più lamentando vizi del procedimento parlamentare seguito presso la Camera dei deputati, nessuno dei ricorrenti è, nel caso di specie, qualificabile quale potere dello Stato.

Ma i ricorrenti non si danno per vinti. Un pool di avvocati si prepara a depositare in Consulta nelle prossime ore – tra domani e giovedì – un altro ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul Rosatellum. Nel ricorso – su cui si sta ultimando la raccolta firme – i legali si qualificano come esponenti del corpo elettorale e come tale ritengono di poter essere qualificati come potere dello Stato, e agiscono contro le Camere.

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